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Dal Governo sì alla riforma degli ordini

La riforma degli ordini professionali è stata approvata dal Consiglio dei Ministri. Per i giovani si prospettano tante novità: tirocinio ridotto, equo compenso, concorsi nazionali, meno ordini professionali, più competitività

di Marta Ferrucci 1 dicembre 2006

Sono 30 anni che aspettavamo una riforma degli ordini professionali che introducesse un sistema più equo e competitivo, in cui tutti potessero trovare il loro spazio e sviluppare la loro professionalità.

Oggi finalmente è stato compiuto un primo passo che potrà cambiare le cose per chi si affaccia al mondo del lavoro, giovani troppo spesso bloccati da corporazioni che da tempo non si limitano più a vigilare sulla deontologia professionale ma agiscono per impedire che siano in troppi a svolgere un certo mestiere.

Mi vengono in mente i laureati in Legge che sgobbano per anni presso studi altrui con rimborsi spese inesistenti o bassissimi e che, nonostante questo, non sempre riescono a superare i difficilissimi esami di abilitazione.
Penso alla lobby dei farmacisti che non voleva la vendita dei farmaci da banco
nei supermercati, un provvedimento che invece ha aperto le porte a tanti laureati ed un abbassamento dei costi che va tutto a vantaggio dei consumatori. Perchè le farmacie possono vendere scarpe, calze contenitive, biscotti, caramelle, giocattoli, saponi, acqua, pannolini... ed ai supermercati dovrebbe essere prclusa la possibilità di vendere medicinali?

"Con questa riforma si tolgono molti tappi, molte barriere all'accesso nel mondo delle professioni liberali'' ha commentato la Melandri, ed ha aggiunto: "Sono quattro i punti cui abbiamo dato il nostro contributo: la riduzione del termine del tirocinio, che non può durare più di un anno, insieme all'introduzione di un equo compenso e la possibilità di fare stage anche nell'ultimo periodo del corso di studi; l'introduzione del concorso nazionale, per cancellare la cosiddetta realtà del 'turismo concorsuale'; la riduzione della durata delle cariche all'interno degli ordini professionali e la loro limitata rinnovabilità; l'avvio di iniziative a sostegno dei giovani meritevoli che saranno aiutati dagli stessi ordini professionali ad entrare negli studi già avviati''.

Cosa cambia in pratica? "Ci sarà una riduzione degli ordini, che verranno agglomerati per famiglie omogenee" ha dichiarato Mastella, che ha anche sottolineato come la riforma sarà fortemente innovativa e determinerà un alto tasso di competitività.

Secondo il Ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ''la riforma produrrà un effetto molto importante per l'accesso dei giovani alle professioni".

"Dopo oltre dieci anni di discussioni e di rinvii, finalmente il Governo affronta il varo di un disegno di legge sulla riforma delle professioni di cui Cgil, Cisl e Uil ritengono essenziali il rispetto dei punti più avanzati e la rapidità dei tempi di approvazione definitiva da parte del Parlamento"; è stato questo il positivo commento dei sindacati che hanno emanato un comunicato congiunto.

Speriamo che questo provvedimento elimini finalmente privilegi e storture di un sistema che per troppo tempo ha avvantaggiato pochi impedendo di fatto a tanti di usufruire di un diritto fondamentale: quello di poter svolgere il proprio lavoro.


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Commenti

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Alessandro giovedì, 28 dicembre 2006

bla bla bla..

...tutte parole...se si volessero cambiare veramente le cose si farebbe come negli altri paesi dove gli ordini non esistono...sarebbe ora di abolirli...visto che non servono a nulla se non a mettere una tassa ulteriore sui liberi professionisti..e visto che non forniscono nessun vantaggio a chi ne fa parte..ma solo a chi ne è a capo!

n° 7
alessandroprimo martedì, 2 gennaio 2007

Re: bla bla bla.. Avvocati praticanti

> ... spero che dalle parole si passi ai fatti.

Non è pensabile ed amissibile che chi veramente vuole fare l'avvocato (ma il discorso vale anche per le altre professioni) un praticante (Dottore in legge)debba sgobbare 10 ore al giorno per pochi euro. Oltretutto questi sfortunati praticanti rischiano di non riuscire mai a superare la farsa degli esami di avvocato che personalmente abolirei. Le statistiche parlano chiaro mettendo in testa Perugia, Trento e Milano tra i più rigidi esaminatori. Allora qui tutto è da rivedere: o le Università e gli studi legali non preparano bene i praticanti o veramente la promozione spesso è dovuta al caso e alla fortuna di avere corti di appello meno rigide nel valutare gli scritti e gli orali. E' tutto da rifare, lasciando così il sistema non si fa altro che bloccare volutamente la carriera a tanti giovani praticanti che desiderano diventare avvocati.
La miglior scelta la farà poi il mercato e non chi ha tutto l'interesse a bloccare il numero degli avvocati sul mercato. Ho parlato di questa carriera ma il discorso vale anche per tante altre libere professioni: il miglior metro di misura è il mercato libero e non tante commissioni composte da Avvocati e non di regioni diverse, con metri di valutazioni ovviamente diversi e tutto a discapito dei malcapitati praticanti che devono sostenere gli esami.
Il metro di misura vale per il Nord, per il Centro e il Sud ma stando appunto alle statistiche dei promossi per Corti di Appello, si vede che il metro di misura è purtroppo variabile, allora che valutazioni sono queste?
E' tutto da rivedere presto e con serità il sistema di valutazione che deve premiare il merito e niente altro.

Rik domenica, 10 dicembre 2006

tante belle parole!!!!!

in merito alla "lobby dei farmacisti"se chi scrive nn sa cm funziona una farmacia e quanti sacrifici ci sn per aprire una farmacia e tutto quello che comporta è meglio se evita di scrivere delle GRANDI STRONZAT..cm qte..:" abbassamento dei costi" "a vantaggio dei consumatori" Perchè le farmacie possono vendere scarpe, calze contenitive, biscotti, caramelle, giocattoli, saponi, acqua, pannolini... ed ai supermercati dovrebbe essere prclusa la possibilità di vendere medicinali?"in che farmacia vai tu che scrivi ste cose??ma lo sai che mio padre ora HA CHIUSO L'ATTIVITà DOPO CHE I MEDICINALI DA BANCO (cosa credi che il farmacista ci faccia dietro il bancone?!?!)LI TROVI AL supermercato(LI NN ESISTONO LOBBY VERO?!?) E CHE PAGAVA OLTRE IL 45% DI TASSE...invece di scrivere belle parole dovresti guardare la REALTà!!!!EVVIVA L'INFORMAZIONE SINISTRORSA....

n° 6
sara giovedì, 7 dicembre 2006

lavorare e studiare a 36 anni

in questo articolo appunto è stato ben specificato proposte per i giovani contro lo sfruttamento di questi signori che con poco e niente cercano di arricchirsi sulle spalle degli altri. Io mi sono ritrovata a 36 anni a ricominciare da capo ho avuto due figli che ora hanno rispettivamente 14 e 17 anni studiare per me è stato impossibile quindi mi sono armata di forza e coraggio iscrivendomi a scuola (ragioneria) senza titoli di studio non si và da nessuna parte ce' anche da dire che alla mia età qesti grandi dello stato e tutto quello che ci circonda non ci considerano proprio se sei fortunato qualcosa fai ma con dei compensi inferiori a quello che fai allora io mi domando e dico cosa serve tutto ciò?

n° 5
silva domenica, 17 dicembre 2006

Re: lavorare e studiare a 36 anni

> in questo articolo appunto è stato ben specificato
> proposte per i giovani contro lo sfruttamento di
> questi signori che con poco e niente cercano di
> arricchirsi sulle spalle degli altri. Io mi sono
> ritrovata a 36 anni a ricominciare da capo ho avuto
> due figli che ora hanno rispettivamente 14 e 17
> anni studiare per me è stato impossibile quindi mi
> sono armata di forza e coraggio iscrivendomi a
> scuola (ragioneria) senza titoli di studio non si
> và da nessuna parte ce' anche da dire che alla mia
> età qesti grandi dello stato e tutto quello che ci
> circonda non ci considerano proprio se sei
> fortunato qualcosa fai ma con dei compensi
> inferiori a quello che fai allora io mi domando e
> dico cosa serve tutto ciò?

io lavoro e studio a 46 anni accidenti se e' dura!! pero' sento ke mi fa' tanto tanto bene ciao da silva e mail silvan960@yahoo.it

claudia lunedì, 11 dicembre 2006

Re: lavorare e studiare a 36 anni

> A niente serve......pensa che io di anni ne ho 43 ho ripreso a studiare 3 anni fa per diventare dietista...sono quasi giunta al traguardo ma i sacrifici (sono anche lavoratrice),le rinuncie..le ingiustizie nn le ho potute contare.pertanto se vuoi studiare fallo x te...x un possibile miglioramento personale,ma nn ti aspettare la medaglia e neanche vita facile...anzi all'università prediligono i ragazzini che devono avere un futuro...mentre chi nn l'ha potuto avere ancora un futuro dovrebbe rimanere nell'angolo.Lotta x quello che vuoi e credici ma solo x te stessa...il resto si vedrà,in bocca al lupo.

t_OSS_ika26 giovedì, 7 dicembre 2006

Equo compenso?

Sto frequentendo un corso di formazione professionale per OSS. Ci rimborsano con 0,70 centesimi all'ora sia per le ore di aula che per il tirocinio, effettuato talvolta a 50 km dalla sede. E' previsto un rimborso spese in base alle tabelle ARST ma per raggiungere certe destinazioni in tempo utile non si può fare affidamento sui mezzi pubblici.
Gioisco alla riforma degli ordini professionali ma temo che alla fine, comprendendo anche la categoria degli Operatori Socio Sanitari, il costo dell'adesione finisca per riprendersi più della miseria che ad oggi ho incassato (peraltro già abbondantemente spesa).

n° 4
Pietro martedì, 14 aprile 2009

Rimborso: quando dovrebbe arrivare?

Ciao anch'io frequento un corso regionale dove tutto dovrebbe essere rimborsato .. Il problema e che il corso ha ormai passato la metà e ancora non ho visto alcun rimborso .. Il km che percorro io è maggiore di 90km e sono costretto a prendere la macchina .. Dalla mia cittá il pullman non arriva, dovrei fare diversi scali per poi prendere il treno che mi lascia a 5 km dalla scuola .. Insomma ci si può andare solo con la macchina .. Per fortuna siamo 2 e benonale riusciamo ad ammortizzare le spese .. Vorrei sapere da te, dopo quanto sono arrivati i rimborsi e se son arrivati totalmente o parzialmente .. Grazie

Uber giovedì, 7 dicembre 2006

Strano che...

Perché dovrebbe essere vantaggioso ?
Aumentano le possibilità di lavoro, ma in realtà cambierà ben poco, nel senso che sarà "sempre per pochi" dato che agevoleranno solo i più "competitivi", nel senso che, dato che siamo in Italia e non in qualcun'altro paese estero, entrerai solo se hai dei buoni cucci...come al solito...perché, chi valuterà tra due molto competitivi, quello che "più ti aggrada" ?
La cosa buffa è che in questo articolo, avete proposto la riforma come positiva, solo perché è una "riforma" al nostro sistema di istruzione...
mah...
tanto il culo c'è da farselo cmq :)

n° 3
maxtie venerdì, 15 dicembre 2006

Re: Strano che...

Effettivamente il tutto di questa manovra è abbastanza vantaggioso per le sinistre che vengono alimentate dalle coop"rosse" e come dire tirarsi l'acqua al proprio mulino.
Per il resto se dalla parte dei farmacisti c'era tutto un giro di rappresentanze di case farmaceutiche, di affitti di personale specializzato che conosce i propri clienti ecc.. ora cè solo la coop che gestisce il tutto direttamente dalle case farmaceutiche a prezzi ridotti e vendendo ciòl che gli costa di meno e di certo nn si stanno a preoccupare di chi compra, e i soldi che gli rientrano.

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