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Correttivi legislativi per tirocini e stage?

L'Assessore Regionale al Lavoro, alle Pari Opportunità e alle Politiche giovanili del Lazio, Alessandra Tibaldi, ci parla dell'"atto di indirizzo" su tirocini e stage che andrà a disciplinare la materia almeno nel Lazio: "un tetto alla durata degli stage, una banca dati per verificare la "storia" di ogni azienda e soprattutto paghe e non "paghette" agli stagisti"

di Sergio Cardella 14 dicembre 2007

- Lei ha dichiarato nel dicembre 2006 che ''Nel testo unico sul lavoro disciplineremo anche tirocini e stage". Quali sono stati, o saranno, i correttivi? 

Ass. Alessandra Tibaldi
: Abbiamo preparato con l'ausilio del'assessorato, dell'agenzia Lazio lavoro e delle parti sociali un "atto di indirizzo" che includeremo nel testo unico del lavoro che sarà pronto per maggio 2008. La causa mista tra formazione e lavoro di alcuni contratti ha fatto sì che molti enti nella vigenza del "blocco assunzioni" introducessero nuovo personale aggirando il vincolo dei concorsi. Molte di queste situazioni verranno sanate e non sarà più permesso l'inserimento di nuovi stagisti tramite quelli che erano chiamati "cantieri scuola". Per quanto riguarda le aziende private ci siamo resi conto che ci sono imprese che vivono di tirocinanti, che si sottraggono all'impegno dell'assunzione e trovano ogni volta un nuovo giovane sostituendo il precedente. Abbiamo predisposto un tempo massimo di durata dello stage oltre il quale non saranno possibili proroghe.

 - E' necessario uno stage formativo per qualsiasi ambito professionale o dovrebbero essere limitati solo ad alcuni settori?

E' chiaro che alcuni ambiti vanno esclusi. E' intollerabile abbattere il costo del lavoro usufruendo di stagisti. Per alcune professioni continuative, che non hanno bisogno di formazione, perchè di semplice apprendimento, saranno vietati stage e tirocini e cercheremo di sostituirli con delle assunzioni "incentivate"

- Qualche giorno fa mi sono camuffato da aspirante stagista ed ho inviato il mio c.v. in giro: il risultato è che mi hanno proposto degli stage come cassiere-scaffalista-magazziniere per un periodo di 6 mesi mentre, una nota catena di profumerie (ma anche molte altre aziende) cercano stagisti-commessi  per il periodo natalizio. Non le sembra che questo sia un chiarissimo stratagemma per avere in azienda uno o più lavoratori a costo zero -o quasi-?

Avete fatto bene a sollevare la questione, tant'è che nell'atto di indirizzo abbiamo inserito la congruità dello stage in riferimento alle funzioni. Le faccio un altro esempio: ci sono molte ragazze che figurano come stagiste dentro alcuni ospedali e in realtà fanno solo le pulizie. Il nostro "atto di indirizzo" è predisposto per favorire un vero ingresso di giovani nei posti di lavoro, anche tramite l'apporto delle istituzioni.

- Nell'ultima "nota congiunturale sull'andamento del mercato del lavoro nel Lazio" dedicate molto spazio a stage-tirocini e dite che l'attività di contrasto si basa prevalentemente su un sistema di "monitoraggio e valutazione" e auspicate la nascita di un "osservatorio regionale sui tirocini". Il progetto è ancora in agenda?

"Ristrutteremo" di sicuro l'osservatorio sul lavoro che già esiste all'interno della Regione Lazio e mi piacerebbe che diventasse un organo interno all'assessorato, con compiti di vero monitoraggio, e con collaborazioni con esperti di altri istituti come Inail, Inps, Istat. Vorrei un osservatorio che non si limiti solo a compiti istituzionali ma che monitori in tempo reale le tutele dei lavoratori, la situazione del lavoro nero e di quello sommerso. 

- Il ministro Damiano ha parlato di "paghetta" agli stagisti universitari ma non ha fatto alcun riferimento sugli stagisti che provengono dagli istituti tecnici, dagli stagisti diplomati, dai laureati... insomma da tutti coloro che non hanno alcun rapporto con l'università. Un piccolo reddito o un rimborso spese per tutti, obbligatorio, potrebbe essere un buon deterrente per le aziende che abusano degli stage?

Bisogna di certo introdurre un reddito minimo che disincentivi la proliferazione di "paghette" da parte delle aziende, che spesso oscillano solo tra i 100 e 200 € mensili. Quella del sostegno al reddito è una delle leggi che arriverà in giunta prima della fine dell'anno. Oltretutto stiamo pensando con le università e alcune associazioni universitarie un "reddito di formazione" che coniughi l'inserimento dei giovani al lavoro con gli aggiornamenti di compterenze. Molti giovani scelgono di investire su sè stessi continuando gli studi nel mondo della ricerca e per tutti devono esistere delle "paghe" e non certo le "paghette" che propone il ministro.

- A chi rivolgersi se ci si rende conto che lo stage non ha alcun impianto formativo? Cosa consiglia di fare nel caso ci si voglia rivalere nei confronti di un'azienda che ha abusato dello strumento stage?

Punteremo molto sul rinnovamento del nostro osservatorio ma credo anche che una denuncia/segnalazione ai sindacati di riferimento faccia sempre bene. Non credo nell'autotutela ma nell'apporto delle istituzioni presenti sul territorio, come l'osservatorio, l'assessorato, l'ispettorato del lavoro e non ultimi i sindacati.

- Spesso gli stessi annunci su giornali e web sottolineano la ricerca di stagisti con "precedente esperienza" nel settore: vale a dire lavoratori che sanno già di cosa si tratta e che accettano di retrocedere da precari a stagisti in vista di un'ipotetica e insperata "possibilità di assunzione" alla fine del tirocinio. Contro l'abuso di stage da parte delle aziende potrebbe essere un  deterrente impedire ai giovani di svolgere più di uno stage oppure obbligare le aziende a inserire in organico almeno una percentuale degli stagisti?

Oltre il tetto alla durata dello stage appronteremo anche una banca dati per verificare la "storia" di ogni azienda. Sfrutteremo anche un dispositivo che già esiste ma che spesso non viene rispettato: cominceremo a monitorare seriamente il rapporto numerico tra dipendenti e stagisti in ogni impresa.

- I correttivi che proporrete con il vostro "testo unico" potrebbero essere apprezzati e utilizzati anche a livello nazionale?

Ne abbiamo parlato anche con il ministro Damiano, a cui abbiamo ricordato anche che oltre agli stage ci sono altre tipologie contrattuali da rivedere. Per esempio è intollerabile che un contratto di "apprendistato" duri fino a 6 anni! L'idea è sempre quella di tenere insieme l'estensione dei diritti e delle tutele per i giovani precari con uno sforzo di regolamentazione e riaffermazione del lavoro standard che deve essere il lavoro a tempo indeterminato. Bisogna ottenere garanzie occupazionali e tutele per chi non le ha avute in questi ultimi anni.

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