Giovani sfruttati sul lavoro: ecco il calvario dei praticanti avvocati

La laurea in Giuriprudenza in Italia per lavorare non basta. E' necessario superare l'esame che consente l'iscrizione all'Albo degli avvocati ma, prima, svolgere un periodo di praticantato lungo, pesantissimo e, spesso, gratuito.

di 19 novembre 2010
Il precariato e lo sfruttamento lavorativo dei giovani è un argomento tornato di recente alla ribalta con la campagna della CGIL "Non + disposti a tutto". Ma le tipologie di giovani precari, sfruttati e maltrattati dal mondo del lavoro sono tantissime così come le testimonianze drammatiche che arrivano in redazione: ecco il racconto che denuncia il sistematico sfruttamento che avvocati e studi legali fanno dei praticanti, sfruttamento diventato ormai sistematico nonostante le disposizioni del codice deontologico. Un fenomeno massiccio sotto gli occhi di tutti, diventato consuetudine e accettato passivamente, di cui si parla sempre troppo poco. Ma cosa accadrebbe se per un giorno, per una settimana, per un mese i praticanti non fossero più disposti a tutto? Se lo fossero tutti insieme e nello stesso momento?

IL RACCONTO DI G
"E' difficile riassumere questo tipo di esperienze, fatta di infinite successioni di attimi. Tutto ha inizio quando realizzi un qualcosa che è tutto tuo, enormi sacrifici ma altrettante enormi soddisfazioni: la fantomatica LAUREA IN GIURISPRUDENZA. Vuoi diventare avvocato? Vuoi difendere i diritti dei soggetti, a prescindere se si tratti di persone o aziende? Dimentica i tuoi di diritti, almeno per una decina d'anni.

praticante-avvocatoEbbene sì, la sola laurea in giurisprudenza, se vuoi fare l'avvocato, a nulla vale. Deve essere seguita da due anni (4 semestri consecutivi) di pratica forense fatta presso uno studio legele con determinati requisiti. E fin qui nulla di strano, è opinione diffusa nel settore, che tutto ciò sia più che normale!
Difatti uno studente, laureatosi nell'Università Pubblica Italiana, poco incline alla pratica intra-universitaria poco sa sul piano pratico, e tutto ciò che inevitabilmente ne consegue.
Palazzi di Giustizia, Ufficiali Giudiziari e qualsiasi altro Ente sono enormi "mostri" che vanno affrontati, per lo meno all'inizio, con un'ottima guida che ti inserisca nel contesto, te ne faccia capire i meccanismi e poi perchè no sfruttartici all'interno.
Peccato però che nella maggior parte dei casi non funziona così; o meglio per i più fortunati (coloro i quali riescono a fare tutto ciò accanto ad un parente o amico) il tutto potrebbe risultare più piacevole e stimolante; i guai sono per tutti gli altri. Questi ultimi diventano prede dei loro DOMINUS, è consueto chiamare così il capo o capò.
Vari sono i modi per trovare un avvocato disposto a farti fare pratica forense, vi sono anche degli elenchi predisposti dai diversi Tribunali per far incontrare domanda ed offerta. Una volta trovato -dopo una serie di adempimenti economico-burocratici- lo studio legale ti ritrovi iscritto in un registro apposito istituito, di solito, da ogni Consiglio dell'Ordine.
Adesso ti aspetti di partecipare attivamente alla preparazione, istruzione e studio di una causa, ad esso affidata da un cliente ed invece sei nel girone dei praticanti avvocati, costretti ad andare avanti indietro, su e giù, a fare qualosa che al tuo capo non và più di fare, spesso ti ritrovi a fare il lavoro più "sporco", le estenuanti file, i continui cazziatoni, le innumerevoli multe per parcheggi in doppia fila.
Conosco colleghi che lo fanno in grandi città che spesso sono costretti a svegliarsi alle 3-4 del mattino per andarsi a mettere in fila davanti gli uffici dei vari Giudici di Pace. Ed anche in tutto ciò, con molta benevolenza, non vediamoci nulla di irrazionale.
Ma vogliamo parlare di ore di attese davanti ad un portone con 0 gradi o con 40? Vuoi perchè il tuo capo, non ti ha ancora dato una copia delle chiavi, vuoi perchè lo stesso ti ha mandato a recapitare un documento ad un suo collega per niente puntuale.

Interminabili giornate di 15 ore lavorative, in vista di scadenze, senza neanche un per favore o un grazie?
I più fortunati nelle varie trasferte ci guadagnano un caffè o un succo di frutta. Neppure un centesimo-euro. Molti legali contesteranno che essi ai loro collaboratori danno un cospicuo rimborso spese, niente di più falso il più delle volte con i soldi che ti danno non ti paghi nè autobus nè, tantomeno, la benzina se automunito. Eppure il codice deontologico all'art. 26 esplicitamente prevede "I - L’avvocato deve fornire al praticante un adeguato ambiente di lavoro, riconoscendo allo stesso, dopo un periodo iniziale, un compenso proporzionato all’apporto professionale ricevuto".
Il loro codice parla di compenso proporzionato al lavoro e non di rimborso spese. Per molti anche il rimborso rappresenta un'utopia, i più furbi (io li definisco i cani di questa professione) ti scroccano pure gli spiccioli in più per una notifica, una marca da bollo o una fotocopia fatta fuori dallo studio. Dimenticandosene!

Pochi studi ti danno la possibilità di farlo part-time in modo da riuscirti a trovare un lavoretto per ammortizzare le spese vive che comunque hai, nella maggior parte o gli dai la massima disponibilità o non se ne fà nulla.
Quanto detto rappresenta solo una minima parte di ciò che ti può accadere inseguendo questa professione.
E' una breve sintesi delle innumerevoli difficoltà che incontra un giovane che ha intrapreso tale strada, tratta da una serie di esperienze che accomunano, più o meno, persone che conosco.

E' difficile, ma non impossibile. Molti spinti da una forte passione continuano imperterriti a perseguire il sogno anche se umiliati, martoriati, forse perchè non vogliono gettare la spugna, forse perchè se ti guardi attorno ti rendi conto di quanto poco altro ci sia da fare. Spesso è molto più difficile, pur avendo una laurea, anche accedere alle prove di un qualsiasi concorso.
 
Probabilmente è errato fare di tutta l'erba un fascio, e sono certo che esistono degli studi legali con a capo dei professionisti veri e seri, ma detto tra noi scarseggiano in rapporto alla grossa mole di laureati in Giurisprudenza che sfornano le univarsità Italiane. Questo tipo di precariato è reso legale illegalmente perchè, e dimenticavo, il più delle volte si protrae dopo i due anni."


> SEI UN PRATICANTE E VUOI RACCONTARE LA TUA STORIA?
Scrivi alla redazione
 
 


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Nevada lunedì, 21 ottobre 2013

Praticante? Schiavo a tempo pieno.

Ho iniziato il praticantato dopo circa 3 mesi dalla laurea, avevo una bimba piccola e quindi non è stato né semplice, né "economico" gestire questi 2 anni di sfruttamento. Perché di questo si tratta. Gli studi legali (non necessariamente i più conosciuti, basta entrare in un qualsiasi studio dell'avv. pincopallino) soprattutto i più "piccoli" (nel senso di gestire pratiche più comuni, con un fatturato non elevato) non hanno quasi mai una segretaria, non la vogliono, ufficialmente perché creerebbe confusione e si sentirebbero costantemente perseguitati, in verità perché la segretaria va necessariamente pagata e magari messa in regola per non rischiare una denuncia all'ispettorato del lavoro. Ecco, fin dall'inizio la frase ricorrente era BEH, PERCHE' AVREI DOVUTO PRENDERE UN PRATICANTE SE NON PER SFRUTTARLO? La pratica è sfruttamento, si sa (con un sorriso idiota come a voler giustificare questa malsana prassi). D'altra parte - continua - io ti insegno a fare l'avvocato, in cambio tu ti sbatti in giro. La domanda sorge spontanea: ma cosa si intende per "sbattersi in giro"? Ebbene, "in giro" significa file alla posta per ritirare e spedire raccomandate, negli uffici (notifiche, cancellerie) con la pretesa non infrequente di prelevare fascicoli e portarli in giro magari per cambiare una parola che il grande capo aveva messo in più o in meno e di cui si era accorto solo dopo il deposito, il tutto non senza rischiare di essere beccati dal cancelliere (per chi non comprendesse: depositato l'atto, non puoi modificarne più il contenuto). Per non parlare di tutti i litigi che il praticante deve fare con gli impiegati, anche a fronte di un palese torto marcio, tu praticante DEVI risolvere il problema a costo di non uscire più di li. Il tutto mentre magari l'avvocato ti aspetta in incognito (non sia mai che si comprenda che lui/lei abbia fatto effettivamente un errore) per verificare che tu abbia risolto il (suo e solo suo) problema. E poi fare fotocopie, fax, telefonate. E ancora, se per disgrazia l'avvocato ti ha fatto notificare un atto la cui notifica richiedeva particolari formalità e dopo la notifica si accorge che aveva dimenticato di eseguirle, TU praticante hai il preciso (oneroso) compito di andare a mettere a soqquadro un intero ufficio notifiche, ma DEVI ritrovare l'atto e dire che HAI dimenticato di inserire un indirizzo. Si, perché la colpa, caro praticante, è sempre e soltanto tua. Anche se , come nella maggior parte dei casi, sei sempre stato all'oscuro di tutto quanto avesse a che fare con la pratica nel suo significato pi pure: cioè, praticare il diritto, esercitarsi, imparare sul campo.
Normalmente è così che funziona: il praticante si sbatte in giro a fare tutto ciò che negli studi legali dei film viene svolto dai segretari e dai portaborse, l'avvocato comodamente seduto sulla sua poltrona (preferibilmente quella di casa) scriveva l'atto, mentre mangiava un panino o chiacchierava al telefono con la collega, la sorella, l'amica..Ma non è finita. Immaginate che domani scadano i termini per depositare un ricorso. Tu (praticante) a casa, dopo una giornata in giro, tra file e litigate. E le udienze, che sono ben lontane da quelle rappresentante nei film americani, L'avvocato a casa a farsi i cavoli suoi, se ne guarda bene dal dirti che proprio domani scadrà un termine (sempre perché le pratiche sono dei segreti di stato per il praticante, non sia mai ricevere un cliente in sua presenza, potrebbe correre il rischio di "imparare"). Ti telefona l'indomani: Praticante, oggi scade il termine per il ricorso, E' PRONTO, devo solo: scrivere le conclusioni, inserire alcuni dati, intestazione, procura, fare copie. Poi magari lo rileggo, te lo mando via mail lo stampi e lo depositi. Ah, devi preparare il fascicolo, ti mando l'elenco dei documenti che naturalmente devo fornirti. Quindi niente, facciamo così, tu fatti trovare in tribunale, io completo, ti raggiungo, mi fermo un attimo, tu vieni al parcheggio, prendi tutto (normalmente sono fogli sfusi che devi anche ricomporre in maniera dignitosa), fai le copie, prepari il fascicolo, compri il contributo, e poi depositi. Io nel frattempo vado che mio figlio esce da scuola e vado a fare la spesa. Già, tuo figlio…la mia che va all'asilo torna a piedi con le amiche..Frase finale: TANTO PUOI DEPOSITARE COME ULTIMO GIORNO ENTRO LE 13.20 (tutto questo alle ore 13.25, the last second). E già, perché tu hai una famiglia, io invece sono sfaccendata. E così ultima sudata con tanto di agitazione perché se per disgrazia A) trovi la fotocopisteria chiusa B) il tabacchino non può fornirti il Contributo unificato perché ha esaurito il credito C) l'ipotesi peggiore, ma non del tutto irrealizzabile, è che l'avvocato abbia dimenticato di darti PROPRIO LA COPIA DEL RICORSO, che quindi dovrai premurarti anche di stampare da un computer..dovrai pure moltiplicarti, non importa come, dovrai farlo E poiché è ultimo giorno NON IMPORTA COME, MA DEVI DEPOSITARE. Ovviamente anche a costo di sfondare la porta della cancelleria. E dopo una giornata simile, quando finalmente torni a casa, non proprio riposato…sms…hai depositato vero? vabbè mi sono accorto che potevamo depositare anche domani..ma meglio averlo fatto oggi, no? E certo tanto mica hai perso tu 10 anni di vita..Ah, OVVIAMENTE tutto rigorosamente gratis…perché il tuo compenso è ciò che impari. Ma ciò che impari non è assolutamente fare l'avvocato. Perché nel momento in cui dovrai sederti a scrivere un atto in vista del temuto esame di abilitazione scritto ti renderai conto che non hai la più pallida idea di come si imposti. Non saprai scrivere un verbale d'udienza in autonomia, perché quelle rare udienze trattate solo perché il dominus era impegnato altrove, si sarà premurato di lasciarti un foglietto scritto da ricopiare con le richieste o - peggio - ti avrà telefonato 10 minuti prima dell'udienza dettandoti parola per parola ciò che devi chiedere. Quindi: nessuna formula, nessun atto, nessuno studio di pratiche. Avrai trascorso due anni a fare da factotum ad un avvocato che ogni tanto non mancherà di ricordarti come anche lui/lei ha dovuto fare la gavetta, quindi è giusto che ora loro facciano gli Avvocati e sfruttino un po' altri..

n° 31
dan venerdì, 16 agosto 2013

Non migliora da Avvocato

La situazione non migliora di molto quando si ottiene il titolo. Siamo sempre li: o sei figlio di qualcuno, oppure continuerai ad essere sfruttato da qualche dominus per pochi spiccioli.

Quando arriva il momento di iscriversi alla cassa sono batoste enormi... non avete idea di quanto si paga...

Consiglio spassionato: cambiate facoltà. Scegliete corsi di laurea spendibili all'estero e andate via dal paese. Credetemi: l'Italia NON ha speranza.

n° 30
gianpieroperoni sabato, 27 luglio 2013

Soluzione

Eccovi la mia brutta esperienza, vissuta in prima persona e sulla mia pelle, e la soluzione da me trovata e applicata.
Laureato in giurisprudenza all'Università di Roma "La Sapienza" con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l'esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all'anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze (peraltro, solo 2 settimane) !
Ma alla fine l’ho fregato alla grande, con un semplice ma efficace stratagemma: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l'esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e altri colleghi conosciuti in Tribunale), ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei suoi più fidati collaboratori, anche e soprattutto perché il direttore di quell'azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto "il salto" qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia ... imparate a sfruttare chi vi sfrutta, sul suo stesso campo: il lavoro ! Imparate tutti i suoi trucchi, acquisite tutte le sue conoscenze, conquistatevi la sua fiducia, entrate nei suoi segreti professionali e, alla fine, pugnalatelo nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspetta !
Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così - quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio - al vostro "dominus", oltre al danno di perdere un valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo stesso campo, nel quale credeva di essere più bravo e più forte di voi !

n° 29
Gianni sabato, 27 luglio 2013

R: Soluzione

> Eccovi la mia brutta esperienza, vissuta in prima persona e sulla mia pelle, e la soluzione da me trovata e applicata.
>
> Laureato in giurisprudenza all'Università di Roma "La Sapienza" con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l'esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all'anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze (peraltro, solo 2 settimane) !
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> Ma alla fine l’ho fregato alla grande, con un semplice ma efficace stratagemma: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l'esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
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> Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e altri colleghi conosciuti in Tribunale), ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei suoi più fidati collaboratori, anche e soprattutto perché il direttore di quell'azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
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> Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto "il salto" qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
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> E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
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> Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia ... imparate a sfruttare chi vi sfrutta, sul suo stesso campo: il lavoro ! Imparate tutti i suoi trucchi, acquisite tutte le sue conoscenze, conquistatevi la sua fiducia, entrate nei suoi segreti professionali e, alla fine, pugnalatelo nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspetta !
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> Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così - quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio - al vostro "dominus", oltre al danno di perdere un valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo stesso campo, nel quale credeva di essere più bravo e più forte di voi !

A ci': CIAI ROTTO ER CAZZO!!!

Gian Piero sabato, 27 luglio 2013

Avvocato, eccovi una soluzione !

Buongiorno a tutti.
Sono pienamente d'accordo con quanto scritto, sia dall'autore che dai vari commentatori, anche perché l'ho vissuto sulla mia pelle in prima persona:
laureato in giurisprudenza all'Università di Roma "La Sapienza" con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l'esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all'anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze !
Ma alla fine li ho fregati alla grande, con un semplice ma efficace espediente: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l'esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e colleghi conosciuti in Tribunale) ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei miei colleghi avvocati, anche e soprattutto perché il direttore di quell'azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto "il salto" qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia ... imparate a sfruttare gli sfruttatori sul loro stesso campo, il lavoro ! Imparate tutti i loro trucchi, acquisite tutte le loro conoscenze, conquistatevi la loro fiducia, entrate nei loro segreti e, alla fine, pugnalateli nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspettano !
Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così - quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio - al vostro "dominus", oltre al danno di perdere una valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo stesso campo, nel quale credeva di essere più forte di voi !

n° 28
Gian Piero sabato, 27 luglio 2013

Avvocato, eccovi una soluzione !

Buongiorno a tutti.
Sono pienamente d'accordo con quanto scritto, sia dall'autore che dai vari commentatori, anche perché l'ho vissuto sulla mia pelle in prima persona:
laureato in giurisprudenza all'Università di Roma "La Sapienza" con 110/110 (media del 104/110 + 6 punti di tesi) e superato l'esame di avvocato a Roma con 230/300, lavoravo presso uno studio legale piuttosto rinomato e importante (titolare deputato) 70 ore settimanali (orario: 8-14 e 15-21 da lunedì a venerdì + 5 ore sabato pomeriggio e altre 5 ore domenica pomeriggio) per 11 mesi e mezzo all'anno (ferie solo 2 settimane ad agosto), in cambio di €. 500,00 al mese per 11 mensilità, peraltro pagati con ritardo il 15/20 del mese successivo, e il mese di luglio mi veniva pagato a settembre inoltrato, cosicché ad agosto non avevo il becco di un quattrino per le vacanze !
Ma alla fine li ho fregati alla grande, con un semplice ma efficace espediente: dal momento che lo studio legale era specializzato nel recupero crediti per svariate società bancarie e para-bancarie, appena superato l'esame di avvocato ho cominciato a inviare il mio curriculum vitae a tutte le aziende di recupero crediti di Roma, a cominciare da quelle che erano clienti dello studio e che avevo conosciuto proprio lavorando in quello studio legale.
Dopo solo 2 mesi di ricerche, utilizzando tutti i mezzi a mia disposizione (e-mail, fax, internet, posta ordinaria, familiari, parenti, amici, conoscenti, ex colleghi, ex compagni di scuola e di classe, segretarie e colleghi conosciuti in Tribunale) ho trovato lavoro in una piccola azienda di recupero crediti cliente dello studio legale (con grande disappunto e rosicata da parte del titolare e dei miei colleghi avvocati, anche e soprattutto perché il direttore di quell'azienda era amico del titolare dello studio legale e lo avevo conosciuto proprio attraverso lo studio).
Poi, quando la crisi economica iniziata nel 2008/2009 ha cominciato a disintegrare la piccola azienda dove lavoravo, me ne sono andato in una grande azienda (sempre di recupero crediti), conosciuta attraverso la prima, facendomi aiutare da un collega che aveva fatto "il salto" qualche anno prima (nel 2006, prima della grande crisi).
E vi dirò di più: in questa grande azienda vi sono colleghi che ogni giorno inviano il proprio curriculum vitae ad altre aziende (ancora più grandi e importanti) e molti di loro hanno trovato lavoro negli uffici legali interni di grandi e importanti banche, alcuni andando fuori Roma, ma altri senza neanche doversi spostare da Roma.
Alla fine della fiera, morale della favola: con intelligenza, furbizia, astuzia e diplomazia ... imparate a sfruttare gli sfruttatori sul loro stesso campo, il lavoro ! Imparate tutti i loro trucchi, acquisite tutte le loro conoscenze, conquistatevi la loro fiducia, entrate nei loro segreti e, alla fine, pugnalateli nella schiena e alle spalle quando meno se lo aspettano !
Per tutti i colleghi che sgobbano negli studi legali in cambio di uno stipendio da fame: inviate i vostri curriculum vitae a cominciare dalle aziende clienti dello studio legale nel quale lavorate, così - quando troverete un lavoro migliore e ve ne andrete dallo studio - al vostro "dominus", oltre al danno di perdere una valido collaboratore, infliggerete anche la beffa di averlo fregato sul suo stesso campo, nel quale credeva di essere più forte di voi !

n° 27
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