Lavoro interinale e formazione professionale

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LAVORO INTERINALE E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Le imprese fornitrici, infine, sono tenute a versare un contributo che serve a finanziare la formazione dei lavoratori temporanei. Tale contributo è pari al 4% della retribuzione lorda dei lavoratori e viene versato in un apposito fondo nato con l'obiettivo di favorirne la crescita professionale individuale e di formare le figure professionali carenti nel mercato del lavoro, ma necessarie alle imprese.
Il lavoro interinale, però, può essere un'opportunità per inserirsi definitivamente nel mondo del lavoro dopo essersi guardati un po' attorno; può essere utile per guadagnare qualche soldo ma poi riprendere gli studi; per reinserirsi nel mondo del lavoro dopo anni perché ci si è dedicate ai figli, ecc. Perché il lavoro temporaneo sia davvero un'opportunità è, però, importante essere informati, sapere cosa fare, conoscere ciò che è meglio per se stessi.

LE PRIME COSE DA SAPERE
CHI può fornire il lavoro temporaneo
Per poter "affittare" lavoratori è necessario che l'impresa fornitrice sia costituita per svolgere esclusivamente tale attività. Per svolgere la loro attività le imprese di fornitura debbono essere preventivamente autorizzate dal Ministero del Lavoro. Chi opera senza tale autorizzazione svolge un'azione illegittima perché in violazione della Legge 1369/60 che vieta l'intermediazione di manodopera! E' bene, quindi, "fuggire" da quelle agenzie che non sono esplicite sulle autorizzazioni ricevute perché spesso la non chiarezza è sinonimo di scarsa garanzia sul vostro posto di lavoro e sulla retribuzione.

QUANDO è vietata la fornitura di lavoro temporaneo:
-per le qualifiche professionali individuate dai contratti nazionali di lavoro, con particolare riferimento ai problemi di tutela della salute del lavoratore e alla sicurezza di terzi;
-per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero;
-per le aziende che, negli ultimi 12 mesi, hanno ridotto il personale, oppure, hanno fatto ricorso alla cassa integrazione guadagni;
-per le imprese che non hanno proceduto alla valutazione dei rischi;
-per lavori particolarmente pericolosi, individuati dal decreto dal Ministro del Lavoro del 31.5.99

QUANDO il lavoro temporaneo è ammesso:
-nei casi previsti dai contratti collettivi nazionali di categoria delle aziende utilizzatrici;
-nei casi di utilizzazione temporanea di qualifiche professionali non previste normalmente in azienda;
-per sostituire personale assente.

CHE SUCCEDE SE... SEI UNO STUDENTE LAVORATORE
Ed hai scelto di lavorare in affitto proprio per continuare gli studi ed ora devi sostenere un esame. Comunicalo all'agenzia che dovrà concederti il permesso retribuito ed avrà diritto di chiederti di produrre la certificazione necessaria. La norma vale per tutti gli studenti lavoratori, anche per gli universitari. Comunica l'assenza che devi fare anche all'impresa utilizzatrice. Se non è previsto dal regolamento aziendale non è un obbligo, ma è comunque una buona norma di comportamento corretto. Coloro che frequentano corsi regolari di studio hanno, invece, diritto a turni di lavoro che ne agevolino la frequenza e non sono obbligati a prestazioni di lavoro straordinario (se previsto dal contratto nazionale applicato).

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