I dati sono davvero sconfortanti: essere giovani continua a voler dire scarse, anzi scarsissime possibilità lavorative.
Le ultime rilevazioni dell'Istat fotografano una situazione allarmante un po' per tutti, ma in particolar modo a livello generazionale:
sono i più giovani, infatti, ad essere maggiormente
penalizzati dalla crisi e a rimanere più facilmente senza lavoro.
Il tasso di disoccupazione tra chi ha meno di 25 anni continua a salire e ha
superato a settembre il 26%. Un dato particolarmente allarmante, specie se confrontato ai livelli degli altri paesi europei, dove solo il 20% dei ragazzi sotto i 25 anni non riesce a trovare nessun tipo di impiego, secondo le stime dell'eurostat.
E proprio per alleviare il fenomeno della disoccupazione giovanile la regione
Campania ha annunciato il via libera a
2.000 borse di studio. L'assessorato regionale ai Trasporti e alle Attivita' produttive ha avviato infatti
convenzioni con 1.144 aziende campane, ammesse al "programma integrato per favorire l'inserimento occupazionale in Campania" (work experience e aiuti alle assunzioni), finanziato con
12 milioni di euro da fondi europei Por Campania a valere su Fse 2007-2013.
Possono fare domanda i residenti di età compresa tra i 18 e i 32 anni. Le borse consistono in un
contributo economico per svolgere stage in aziende che aderiranno all'iniziativa: 400 euro mensili per i diplomati di scuola media e superiori, e 500 per i laureati. 
L'impiego dovrebbe essere
part-time, 20 ore settimanali, e dovrebbe durare
12 mesi. L'iniziativa prevede poi un contributo economico per quelle aziende che, al termine del tirocinio, sceglieranno di assumere con contratto a tempo indeterminato i borsisti ospitati.
L'iniziativa è stata presentata con le migliori intenzioni, ma resta il
dubbio se non si finisca per
aiutare le sole aziende, che così si ritrovano a disposizione manodopera per loro gratuita, pagata a spese dei contribuenti e comunque impiegata con un contratto - quello di stage - che non prevede
garanzie di nessun tipo, né versamenti previdenziali di sorta.
A giudicare dal numero di aziende ammesse a godere del lavoro degli stagisti, più di 1.100, si tratta di
impieghi anche non qualificati, per cui usare un contratto di tirocinio può sembrare inadeguato, specie se si pensa alla durata di questi stage. Perché un anno sembra un periodo davvero spropositato per imparare un mestiere, o almeno per raggiungere quel minimo di produttività tale da aspirare a
uno stipendio almeno da apprendista, e a maggior ragione se si tratta di mansioni non qualificate sembra decisamente una durata spropositata.
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ma come si fa a fare domanda per partecipare?
qualosa anche da parte delle aziende
Beh in effetti le aziende dovrebbero almeno metterci qualcosa anche loro, sennò il rischio sfruttamento selvaggio è altissimo.