Un giovane su cinque non studia e non lavora

Noi Italia, nuova indagine dell'Istat, segnala che sono più di due milioni i 15-29enni non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attività lavorativa. E la disoccupazione giovanile aumenta. L'imprenditorialità italiana registra invece valori tra i più elevati d'Europa

di andrea maggiolo 19 gennaio 2011
Un nuovo rapporto dell'Istat getta nuove ombre sul futuro dei giovani italiani: un ragazzo su cinque non studia né lavora. Sono infatti più di due milioni i 15-29enni  "non più inseriti in un percorso scolastico-formativo, ma neppure impegnati in un'attività lavorativa".

Lo rivela il rapporto dell'Istat "Noi Italia", che sottolinea anche che una donna su due non solo non ha un lavoro, ma neppure lo cerca. Solo Malta, in Europa, ha un tasso di inattività femminile più alto. I dati forniti dall'Istat sono il risultato dell'analisi di più di 100 statistiche. Ecco quello che emerge dalle ultime rilevazioni.

Il 45% dei disoccupati cerca lavoro da più di un anno, una delle quote di disoccupazione di lunga durata più alte in tutta Europa, ma il dato più negativo è quello che riguarda i ragazzi e le ragzze italiane.
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L'Italia è al primo posto assoluto in Europa per numero di ragazzi che abbandonano gli studi e non lavorano dai 15 ai 30 anni: "Il tasso di disoccupazione giovanile (15-24 anni) è pari al 25,4 per cento, in aumento di oltre quattro punti rispetto al 2008 e superiore a quello medio dell'unione (19,8 per cento)", si legge nel rapporto.

Un dato positivo, che merita di essere evidenziato, c'è. L'imprenditorialità italiana registra valori tra i più elevati d'Europa. Nel nostro paese si contano quasi 66 imprese ogni mille abitanti. Il tasso di imprenditorialità, che viene calcolato come rapporto tra numero di lavoratori indipendenti e totale dei lavoratori delle imprese è addirittura del 31,3%: il triplo della media europea

All'indirizzo noi-italia.istat.it l'Istituto nazionale di statistica, offre un quadro d'insieme dei diversi aspetti economici, sociali, demografici e ambientali del nostro Paese, della sua collocazione nel contesto europeo e delle differenze regionali che lo caratterizzano.

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