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Rappresenta l'Italia a Disneyworld in Florida

Il "Cultural Representative Program" dà la possibilità a cittadini di varie nazionalità di rappresentare il proprio Paese nei vari stand all'interno del parco Disney in Florida

di Redazione Studenti 8 maggio 2009

disneyworldGiostre mozzafiato, spettacoli sempre più emozionanti, ristoranti multietnici... allegria e risate a non finire: Walt Disney World, il luogo giusto dove conciliare divertimento e lavoro. Avete già compiuto 18 anni? Avete una buona conoscenza dell'inglese parlato? Siete flessibili, adattabili e pieni di entusiasmo? Allora non perdete l'occasione che offre la Disney di partecipare al "Cultural Representative Program" nei suoi parchi di divertimento. Il "Cultural Representative Program" dà infatti la possibilità a cittadini di varie nazionalità di rappresentare il proprio Paese nei vari stand all'interno del parco. I partecipanti a questo programma lavoreranno nell'Epcot - Walt Disney World; questo parco di 400 acri si divide in 2 aree distinte: una rappresenta il futuro e l'altra il mondo. Quest'ultima area è costituita da 11 padiglioni, ciascuno dei quali rappresenta i diversi Paesi partecipanti, che sono: Messico, Norvegia, Cina, Germania, Giappone, Stati Uniti, Italia, Marocco, Francia, Gran Bretagna e Canada; ovviamente ogni giovane dovrà lavorare nello stand del proprio Paese.

Le mansioni da svolgere sono due: nella ristorazione, esattamente nel ristorante "Tutto Italia", e nella vendita di prodotti italiani di lusso. L'orario di lavoro è tra 30 e 40 ore settimanali, con 2 giorni di riposo, e lo stipendio si aggira intorno ai 6,79 dollari orari, mentre per i lavori che prevedono mance la retribuzione oraria è di 3,38 dollari orari. In questo caso non sono previsti corsi di addestramento, ma c'è sempre la possibilità di fare dei corsi di formazione presso l'università Disney e nei centri appositi. E' una grande opportunità per le persone giovani e motivate con qualsiasi qualifica che vogliono raggiungere una crescita personale e professionale.

Oltre alla maggiore età ed al buon livello di conoscenza della lingua inglese, si richiedono inoltre la disponibilità a lavorare 12 mesi ed il possesso di passaporto italiano. Una parte molto interessante di questa esperienza è l'opportunità di interagire con persone provenienti da tutto il mondo: ogni Paese sarà rappresentato da circa 100 partecipanti e le sistemazioni saranno distribuite in modo che ragazzi di varia provenienza vivano in una realtà multietnica. I prescelti potranno alloggiare nella "Commons" che, con la sua piscina, la sala pesi e i suoi mille posti d'alloggio, offre grandi possibilità di scambio multiculturale e d'amicizia. Ogni appartamento è dotato di lavatrice ed asciugatrice, cucina attrezzata, telefono, TV via cavo, collegamento Internet e, di norma, un bagno per ogni camera. Esiste un servizio sicurezza di 24 h e le visite devono essere segnalate.

Sono offerti appartamenti da una a quattro camere doppie. Il costo settimanale per l'alloggio varia da 77 $ (1 o 2 camere) a 65 $ (3 o 4 camere) e sarà automaticamente dedotto dalla retribuzione e comprende anche i trasporti (per i parchi) e i servizi ricreativi. Per candidarsi è necessario compilare il modulo online sul sito www.internationalservices.fr ed inviare il CV (meglio se in inglese). I candidati saranno convocati per il colloquio: i prossimi incontri di selezione si svolgeranno a Milano il 27 maggio 2009 per partenze da settembre a dicembre.

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11
Commenti

marilù giovedì, 21 maggio 2009

Questo e' sfruttamento!

Immagino che il lavoro sarà molto stancante...e la paga è veramente bassa...Praticamente vai li a lavorare gratis (se includi anche il costo del biglietto arereo, che sicuramente sarà a carico tuo) far pagare anche l'alloggio è penoso. Comunque c'è da dire che queste condizioni sono sfavorevoli per noi, però loro se ne approfittano xchè per ragazzi che vengono da paesi come Cina, Messico, o altri paesi in cui c'è più miseria, sarebbe comunque una fonte di piccolo guadagno...Vergogna!

n° 5
remose domenica, 6 settembre 2009

Re: Questo e' sfruttamento!

ma che dici??? io sono qua a fare il programma e la paga e' data dalle mance non dal fisso! si guadagna bene... informati prima di parlare a vanvera!

Aliosha sabato, 27 marzo 2010

R: Re: Questo e' sfruttamento!

Remose....potresti raccontarmi di questa esperienza? Ho appena fatto il colloquio per tutto italia restaurant. Quanto si guadagna?

remose domenica, 6 settembre 2009

Re: Questo e' sfruttamento!

ma che dici??? io sono qua a fare il programma e la paga e' data dalle mance non dal fisso! si guadagna bene... informati prima di parlare a vanvera!

remose domenica, 6 settembre 2009

Re: Questo e' sfruttamento!

ma che dici??? io sono qua a fare il programma e la paga e' data dalle mance non dal fisso! si guadagna bene... informati prima di parlare a vanvera!

Anty sabato, 11 dicembre 2010

R: Re: Questo e' sfruttamento!

Si, è vero, probabilmente se lavori in un ristorante la maggior parte dei soldi li fai con le mance (che sono anche esentasse, il che non è male), ma io ho fatto il colloquio e sono stata presa come commessa. All'inizio l'idea mi piaceva tantissimo, adoro l'America, però ora sto facendo qualche calcolo e mi risulta che come commessa prenderei circa 1086 dollari al mese (lordi ovviamente). E i commessi non ricevono mance, quindi se tolgo affitto, le spese per mangiare e le tasse sullo stipendio (mi sono tenuta bassa, non so quanto tolgono), dovrei guadagnare circa 400 dollari netti al mese. In pratica, se non spendo niente, e sottolineo niente, per cose personali, in un anno avrò accumulato 4800 dollari. Considerando poi che le spese del viaggio d'andata, compreso il visto e altri documenti vari, si aggirano intorno ai 600 euro,che per i primi 4 mesi i commessi si devono pagare l'assicurazione sanitaria, e che alla fine dell'anno la Disney ti paga solo una minima parte del biglietto di ritorno, risulta essere più una fregatura che altro.Io vorrei fare questa esperienza, però so già che si tratta di sfruttamento bello e buono...Spero che almeno, una volta tornata in Italia, faccia buona impressione nel curriculum

tom mercoledì, 20 maggio 2009

un po' + tardi

magari se arrivava prima sta notizia, poi la paga è
veramente miserabile,
fosse pagato l'alloggio...

n° 4
andrea mercoledì, 20 maggio 2009

fa pena

fa pena una paga miserabile per un lavoro molto impegnativo,
e poi ti deducono la spesa alloggio dallo stipendio!!!!,vergogna!!!!,
come si fà a degli stranieri che vengono all'estero il cui stipendio è l'unico sostentamento.
se il commento è lecito anche la pubblicazione lo deve essere.Grazie

n° 3
Rfx martedì, 19 maggio 2009

Interessante

Interessante opportunità... per chi non è interessato a fare guadagni particolarmente elevati però.

n° 2
da.che.parte.stare@gmail.com lunedì, 11 maggio 2009

milano 23 maggio

MILANO – 23 MAGGIO 2009
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
CONTRO LA CRISI E CONTRO IL RAZZISMO!
Campagna Nazionale “Da che parte stare”
La crisi colpisce duro, la crisi colpisce tutti: donne e uomini, italiani e migranti. Eppure, per rispondere alla crisi, il governo produce e sancisce differenze. È razzismo istituzionale: la legge Bossi-Fini e il “pacchetto sicurezza” inseguono il sogno di una forza lavoro usa e getta, vogliono ridurre i migranti e le migranti alla perenne espellibilità. Tutti i lavoratori e le lavoratrici in cassa integrazione, sospesi dal lavoro e licenziati vedono ogni progetto di vita frantumarsi di fronte ai loro occhi. Tra i lavoratori, i precari con contratti a termine e senza garanzie sono messi alla porta per primi. Tra i lavoratori, i migranti vivono una doppia precarietà, sanno che il permesso di soggiorno non sarà rinnovato, la clandestinità è una minaccia più vicina, l’espulsione una possibilità sempre presente. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Il razzismo istituzionale colpisce duro: il Governo Berlusconi, con la Lega Nord in prima fila e buona parte dei media, hanno dato il via ad una campagna di odio che si indirizza prevalentemente contro i “clandestini” ma criminalizza tutti i migranti giustificando il loro sfruttamento. La proposta di un “contributo” per il rinnovo dei permessi – che si aggiunge al furto dei contributi previdenziali e pensionistici che non possono essere ritirati – mostra che il salario dei migranti è considerato risorsa sempre disponibile. Si tratta di denaro che, con quello di tutti i lavoratori, pagherà nuovi Centri di identificazione ed espulsione. E mentre il razzismo istituzionale si legittima sul corpo delle donne facendo strada a ronde e linciaggi popolari, la violenza continua nelle case, i tagli alla scuola e al welfare pretendono di rinchiudere tutte le donne tra le mura domestiche, riservando alle migranti solo un posto da “badanti”. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
La crisi mostra spietatamente che lo sfruttamento non conosce differenze: tutti hanno mutui e affitti da pagare, l’incubo del giorno dopo. Il razzismo istituzionale impedisce però ai migranti di sperare persino nelle già povere “misure anticrisi”. Ammortizzatori sociali, piani edilizi, bonus bebè non li riguardano: devono solo pagare, e farlo in silenzio. L’abolizione del divieto di denunciare i migranti irregolari che si rivolgono alle strutture sanitarie è l’espressione più meschina di una strategia che vuole produrre una clandestinità politica oltre che legale. Impedire di certificare la nascita dei figli e delle figlie dei migranti senza documenti pone un’ipoteca sulle prossime generazioni. Per questo è ora di scegliere DA CHE PARTE STARE.
Contro i colpi duri della crisi e del razzismo istituzionale, la risposta deve essere altrettanto forte. È ora di scegliere DA CHE PARTE STARE, e tutti e tutte siamo chiamati in causa. Le organizzazioni autonome dei migranti, che in questi anni hanno tenuto alta la lotta contro la legge Bossi-Fini, le associazioni e i movimenti antirazzisti, i sindacati, tutti siamo tenuti a schierarci contro questa politica del razzismo. Fino a quando i migranti saranno esposti al ricatto, tutti saranno più ricattabili. È tempo di ritessere il filo della solidarietà, di avviare in ogni territorio una nuova grande azione concreta di lotta capace di opporsi a un attacco alle condizioni di vita che colpisce prima di tutto i migranti, ma non solo i migranti.
È ORA DI STARE DALLA PARTE DEI MIGRANTI E DELLE MIGRANTI. Per questo, facciamo appello a tutti i lavoratori, le lavoratrici, gli studenti e le studentesse, le associazioni e i sindacati, affinché siano parte di questa lotta. Con questo appello inizia il percorso per una mobilitazione che arrivi a una grande manifestazione nazionale il 23 maggio a Milano, una città del nord dove più evidenti sono le caratteristiche dell’offensiva del razzismo istituzionale e più marcati gli effetti della crisi. Affinché gli effetti della legge Bossi-Fini non amplifichino quelli della crisi, NOI CHIEDIAMO:
- che i permessi di soggiorno siano congelati in caso di licenziamento, cassa integrazione, mobilità, sospensione dal lavoro;
- che i migranti, così come tutti quei lavoratori che non usufruiscono di ammortizzatori, partecipino alla pari di ogni altro lavoratore a ogni misura di sostegno e vedano salvaguardati i contributi che hanno versato;
- che i migranti e tutti i lavoratori possano rinegoziare i loro mutui in caso di perdita del lavoro; il blocco degli sfratti per tutti i lavoratori e le lavoratrici nella stessa condizione, perché sappiamo che un migrante senza contratto di locazione è un lavoratore clandestino;
- il mantenimento del divieto di denuncia dei migranti senza documenti che si rivolgono alle strutture sanitarie e della possibilità di registrare la nascita dei loro figli;
- il ritiro della proposta di un permesso di soggiorno a punti e di qualunque tipo di “contributo” economico, sia esso di 80 o di 200 €, per le pratiche di rinnovo dei permessi.
- il blocco della costruzione di nuovi centri di identificazione ed espulsione, l’utilizzo dei fondi stanziati per iniziative a favore di tutti i lavoratori colpiti dalla crisi, la cancellazione di ogni norma che preveda l’allungamento dei tempi di detenzione, la chiusura dei CIE.
- la garanzia di accesso al diritto d’asilo e il blocco immediato dei respingimenti alla frontiera in attesa della promulgazione di una legge organica in materia.
PER ADESIONI: da.che.parte.stare@gmail.com
www.dachepartestare. org

n° 1
salom domenica, 24 maggio 2009

Re: milano 23 maggio

Son convinta che il dover leggere o sentire delle stronzate esagerate sia la peggiore forma di violenza !

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