Francesco,
professione cuoco. Una passione che ti ha portato da Sorrento a Leeds,
Inghilterra. Come mai?
Mi e sempre piaciuto viaggiare, visitare posti nuovi conoscere nuove
culture, modi di fare. Ho deciso di unire l’utile al
dilettevole e quindi spostarmi, viaggiare e lavorare allo stasseo
tempo, ho lavorato in Francia, Spagna, Cina e ora Inghilterra
In cosa consiste esattamente il tuo lavoro?
L'azienda per la quale lavoro ha 34 ristoranti ed e’ in
continua espansione, cerchiamo di fare una cucina di qualita’
attenta ai dettagli ed ai nostri clienti. La mia qualifica e’
di
head chef (capo cuoco) e mi occupo di tutti gli
aspetti che riguardano la cucina, anche manageriali: costi,
ricavi e stipendi per la mia brigata composta al momento di 10 chef e 4
lavapiatti. Solitamente comincio alle 9 di mattina e finisco alle 11 di
sera 5 giorni alla settimana, il mio stipendio e’ composto di
un fisso di 2000 pound al mese piu’ una parte variabile
composta dalle mance e dai bonus.
Raccontaci dalla A alla Z come è iniziato il tuo
cammino nel mondo della cucina
Ho iniziato questo mestiere quando avevo 12 anni e seguivo mio padre,
anche lui cuoco. Cio’ che faccio e’ una passione,
un amore viscerale per questo che in tanti definiscono un lavoro ma che
per me e’solo il mio mondo. La cosa bella
e’ che mi pagano per fare cio’ che amo. Mi ritengo
una persona fortunata perchè in venti anni ho fatto molte
esperienze diverse, dalla trattoria al 3 stelle Michelin. Ho studiato
tanto, ho fatto molti concorsi, stage... ma si puo’
apprendere quest’arte in tanti modi diversi, gli ingredienti
principali sono la passione e la dedizione il resto viene da se'.
Che differenze ci sono tra fare il cuoco in Italia e farlo in
Inghilterra: stipendi più alti, maggiori
possibilità di trovare lavoro, un pubblico che apprezza di
più la nostra cucina o...?
La differenza principale e’ che in Italia si e’
schiavi del lavoro, spesso si ci ritrova a lavorare per mesi
senza riposare con orari lunghissimi. Qui è diverso; in
cucina tutti sono utili ma nessuno e’ indispensabile e tutte
le settimana abbimo almeno due giorni di riposo. In Italia forse si ci
diverte di piu’, i prodotti sono nettamente migliori, i
sapori sono piu’ forti e dirompenti, la clientela
e’ piu’ esigente devi sempre esprimerti al limite
delle tue possibilita. Qui cucinare e’ piu’
difficile avendo prodotti di qualita’ diversa da quelli che
si trovano in Italia ed è quindi piu’ difficile
raggiungere lo stesso risultato.
Come deve muoversi chi sceglie di lavorare all'estero come hai
fatto tu: è importante partire avendo già un
lavoro, dei contatti utili o si può partire anche senza? E'
facile trovare lavoro in Inghilterra?
Chi ha voglia di lavorare e si sa’ adattare il lavoro lo
trova sempre. Si puo’ partire anche senza avere un contatto
ma se si cerca una determinata posizione allora prima di partire
è meglio cercare di avere tutte le informazioni utili ed
eventualmente un contratto da farsi spedire. Per lavorare
all’estero in qualsiasi posto credo siano necessari un grande
spirito di adattamento e una forza di volonta’
notevole; mi e’ capitato spesso di dover stringere
i denti all’inizio in quanto i primi mesi sono sempre i
piu’ difficili ma e’ proprio in questo periodo che
bisogna riuscire a resistere perche’ le difficolta sono
sempre tante
Quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato una
volta arrivato in Inghilterra? Come le hai affrontate e/o risolte?
Nessuna. Mi manca il sole ed il mare ma ho 5 settimane di
vacanze l’anno e ne approfitto per andare in posti
caldi.
Viviamo un momento di recessione economica, molti giovani non
trovano lavoro ed altri lo hanno perso. Ti senti di consigliare questo
lavoro ai giovani, consideri che quello della ristorazione sia un
settore che garantisce buoni sbocchi?
Non ho mai avuto problemi nel trovare lavoro in questo settore.
Sicuramente il nostro mestiere richiede sacrificio, spesso si finisce
molto tardi e si lavora nelle festivita’. Il tempo libero da
dedicare alla famiglia e’ limitato ma finche’ si
garantisce qualita’, professionalita’ e
dedizione il lavoro ci sara’ sempre, anche in
questo momento di difficolta’.
Cosa consigli ai ragazzi italiani che volessero ripercorrere
la tua strada?
Il momento non e’ dei migliori. Ormai sterlina ed euro si
equivalgono quindi dal punto di vista economico non e’
piu’ tanto conveniente come poteva esserlo prima. Bisogna
essere animati da una forte voglia di fare nuove esperienze
perchè qui non ci si arrichisce. Il mio consiglio? Chi ha un
posto se lo tenga stretto perche’ in questo momento
piu’ che mai bisogna rispettare il lavoro.
Guardando l'Italia dall'Inghilterra, cosa pensi del nostro
paese?
L’Italia per cio’ che mi riguarda continua ad
essere splendida con risorse che nessun altro paese ha. I problemi sono
i soliti, siamo noi italiani che non sappiamo valorizzare la nostra
terra come meriterebbe. Noi sappiamo solo usare le nostre bellezze, la
nostra storia, il nostro territorio non sappiamo valorizzarlo, i nostri
problemi sono la nostra burocrazia, i servizi che non funzionano, le
infrastrutture che rimangono arretrate per gli standard degli altri
paese, ma e’ un discorso lunghissimo e credo che ognuno di
noi abbia le proprie colpe.
E gli inglesi invece come ci vedono? Ancora
“spaghetti, mandolino, tarantella?”
Purtroppo con i prezzi che abbiamo noi gli inglesi come tutti gli altri
turisti ci vedono sempre meno. Grazie alla nostra storia e a
cio’ che hanno fatto le generazioni prima di noi essere un
italiano in alcuni casi e’ ancora un privilegio ma
onestamente non so’ per quanto potremo ancora vivere di
rendita.
Un giorno tornerai definitivamente a Sorrento?
Ho un bambino di 6 mesi e vorrei che crescesse in Italia. Questa
e’ la motivazione che mi riportera’ un giorno nel
mio paese, sempre che ci siano le premesse.
LAVORARE ALL'ESTERO
Vuoi fare l'esperienza di Francesco? La catena di ristoranti in cui
lavora è alla continua ricerca di nuovo personale.
Inviagli il
c.v.