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Come diventare un traduttore letterario

E' un mestiere da sempre molto amato. Non è facile farsi strada. Per diventare traduttori non è necessario essere in possesso di una laurea specifica. Oltre all'amore per la lettura e la conoscenza perfetta di una lingua, per fare strada è necessario avere intraprendenza e inventiva!

di andrea maggiolo 19 maggio 2009
Come si diventa traduttori letterari? Per fare questo mestiere non è necessario essere in possesso di una laurea specifica. Certo, un percorso universitario in ambito linguistico e magari un master post laurea possono dare una grossa mano, ma sono anche altre le strade percorribili (e più economiche).

Bisogna "saper leggere", amare la lettura e anche avere una buona capacità di scrittura. E' ovviamente fondamentale conoscere bene la lingua dalla quale si traduce e bisogna poi conoscere alla perfezione la lingua in cui si traduce. E' necessario avere voglia di concentrarsi sulle singole parole, fare ricerche terminologiche, lavorare sul testo con pazienza e accuratezza.

Orientatevi sulla lingua che più vi appassiona, senza fare troppi calcoli, e non state eccessivamente a sentire coloro che dicono "il cinese è la lingua del futuro", oppure "se vuoi trovare lavoro studia l'arabo". L'unica verità consolidata è che senza passione di strada se ne fa davvero poca.

Un corso di formazione è comunque un'ottima palestra, e soprattutto permette di entrare in contatto con i professionisti del mondo editoriale. Per trovare, tra le decine di corsi pubblicizzati, quello che fa al caso vostro, ricordatevi che che in genere offrono maggiore garanzia i corsi che rientrano in un programma stabile di formazione continua e che vengono tenuti ogni anno.

Piuttosto che inondare di curriculum tutti gli editori presenti sul territorio nazionale, c'è un'altra soluzione più intelligente. Scovate un testo non ancora tradotto in italiano, verificate che i diritti siano negoziabili, e inviate a un editore la vostra traduzione del primo capitolo (se non è lunghissimo) e di qualche altro brano particolarmente interessante. L'intraprendenza a volte paga.

In alcuni casi un buon curriculum può tuttavia fare colpo, e allora agenzie di traduzione o case editrici vi proporranno una prova di traduzione. Per queste prove solitamente dovrete lavorare su un testo di 15.000 battute. Attenzione, perchè a volte le prove rischiano di trasformarsi in lavori non pagati e poco più.

All'inizio lavorare in un'agenzia di traduzioni è incredibilmente utile, perchè si impara a gestire un progetto dall'inizo alla fine e si lavora a stretto contatto con chi fa il mestiere si traduttore da anni. Solo in seguito, se si pensa di avere davvero la stoffa e soprattutto se si ha la non comune capacità di pubblicizzare al meglio le proprie capacità, si può pensare di intraprendere il mestiere come freelance!

Link utili
L'agenda di Biblit con i corsi consigliati

L'imperdibile sito con gli articoli di Simon Turner
Langit, la mailing list dei traduttori
I corsi di traduzione della Libera Università San Pio V di Roma
Il corso di Laurea specialistica in traduzione dell'Unito
Proz, una grande comunità virtuale di traduttori
Il corso in Teoria e prassi della traduzione dell'Università di Bari

E per concludere...un pezzo imperdibile di Turner sul mestiere del traduttore
Caricamento in corso: attendere qualche istante...

4
Commenti

Marina lunedì, 17 settembre 2012

Ehm... No!

Trovo sbagliatissimo aftermare che per fare il traduttore non è necessaria una laurea. È vero, con la passione si arriva lontano, ma avere mai provato a leggere libri tradotti da gente non laureata in lingue o poco esperta di letteratura? Strafalcioni, errori banali e mille altre cose che si potevano tranquillamente evitare, frasi senza senso e soprattutto l'assenza totale del congiuntivo anche quando proprio è indispensabile?
Inoltre non è vero che inviando il primo capitolo tradotto e altri pochi brani ci sia la possibilitá di far pubblicare la traduzione, anzi!!

n° 2
Irene venerdì, 22 febbraio 2013

concordo!

Da traduttore qualificato e professionale, concordo pienamente.

chiara venerdì, 14 settembre 2012

laurea

Questo articolo promuove la dequalificazione della professione, e pretende di mandare i dilettanti allo sbaraglio.

n° 1
scura sabato, 15 settembre 2012

R: laurea

> Questo articolo promuove la dequalificazione della professione, e pretende di mandare i dilettanti allo sbaraglio.

"La Corrida" :-)

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