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Un videogioco, tante professioni

Luca De Dominicis ci fa conoscere la "Gaming Industry". "Il futuro? Radiosissimo"

di Flavia Grossi 22 aprile 2008
E' possibile fare di un gioco, anzi di un videogioco il proprio lavoro? La risposta è senz'altro positiva se si pone la domanda a Luca De Dominicis, amministratore unico di AIV, Elementaldesign, Incredible Machine. Noi l'abbiamo intervistato per capire cosa c'è dietro alle tante serate o nottate passate insonni a smanettare su un gamepad. E le sorprese, dobbiamo dirlo, non mancano di certo.

Luca, che cosa fa di preciso uno sviluppatore di videogames?
Si occupa di ogni aspetto della creazione di un videogioco.

Solo del lato tecnico o cura anche la creatività, narrativa etc...?
Coesistono differenti figure (chiamati lead) per quel che concerne sia il lato tecnico che quello artistico. Il "Lead Art Director" dirige tutto il gruppo che si occupa di dar vita al mondo inventato dal gruppo di progettazione diretto dal "Lead Game Designer". Il lato artistico, sia grafico che narrativo, viene poi ulteriormente diretto dal "Lead Programmer".

Quali sono gli aspetti fondamentali di questa professione?

Avere le idee chiare e tanta determinazione. Fare videogames ha degli ambiti estremamente vasti e bisogna capire sin dall'inizio qual è il settore in cui intendiamo applicarci. Prima di iniziare si deve capire se si è più interessati al lato tecnologico, artistico o narrativo. Dopo  bisogna saper stringere i denti: l'Italia produce pochissimi videogames. Però è un settore in fortissima espansione che promette grandi ricompense.

Esiste un percorso formativo ideale?
Frequentare gruppi di sviluppo o scuole annesse a software house rende il tutto più accessibile. Fare da soli, ora come ora, è veramente difficile anche se non impossibile.

Ci sono scuole o corsi particolari per avviarsi a questa professione?

In Italia non esiste alcun percorso istituzionale per diventare Videogame Developers. L'unica accademia riconosciuta ed operante da 5 anni sul territorio nazionale è l'Accademia Italiana Videogiochi.

Qual è stato il suo percorso di studi?

Sono Laureando in Psicologia Cognitiva alla facoltà di Roma – La Sapienza e la formazione in Game Design è avvenuta soprattutto per esperienza diretta nel mondo dei giochi di ruolo, grazie a collaborazioni dirette con i migliori game designer italiani.

Qual è stato il progetto che le ha dato più soddisfazione?

Il lavoro che la nostra accademia sta svolgendo sul nostro prossimo titolo: Robodrome, un prodotto ad elevatissima tecnologia che non ha eguali in Italia.

Qual è il futuro di uno sviluppatore di videogames?
E' un futuro molto bello: i videogames rappresentano la 4° industria per ricchezza nell'occidente, preceduti solo dalle armi (al primo posto), cibo e medicinali.  Per esempio, il recente World of Warcraft della Blizard che incassa, attualmente, la bellezza di 1000 milioni di dollari l'anno.

Di cosa si occupa la gaming industry?
Gli sviluppatori producono il videogioco, la gaming industry si occupa della sua commercializzazione, marketing, customer care ed ogni tipo di infrastruttura a servizio del prodotto che esiste dal momento del suo rilascio in poi.

Cosa pensa dello stereotipo relativo a chi si occupa di videogame, come giocatore amante o sviluppatore, visto come uno poco socievole, sempre chiuso in casa?
Era la stessa cosa che dicevano dei cineasti quando inventarono il cinematografo. In America, Inghilterra e Francia, dove l'industria dei videogame non stagna in una realtà palustre come quella nostrana, gli sviluppatori di successo sono delle vere e proprie RockStar con tanto di convention, folle adranti, biografie e vite eccentriche. Il punto chiave non è se il videogiocatore sia veramente un tipo poco socievole, quanto come sia possibile che il nostro paese sia così tanto arretrato!
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Commenti

Lucia 88 martedì, 12 maggio 2009

come diventare game designer

Segnalo a tutti questo corso che ho trovato navigando in rete: http://www.scuolacomunicazioneiulm.it/index.php?option=com_content&view=article&id=78%3Adigital-en tertainment-media-a-design&catid=18%3Aexec-mast&It emid=60&lang=it

n° 2
Luigi giovedì, 13 maggio 2010

R: come diventare game designer

Grazie mille!!! Utilissimo link. Io sono della provincia di roma ma se trovo i soldi lo andrò a fare!!! Grazie ancora

Dennis mercoledì, 23 aprile 2008

Che amarezza...

Dopo aver letto questo articolo, meriteremmo di essere declassati a "Paesi in via di sviluppo", altro che G8!!

n° 1

R: Che amarezza...

I ragazzi arrivano a 18 anni con tanti bacarozzi in testa che non riescono più a distinguere la differenza tra la scuola parrocchiare di taglio e cucito e un corso di laurea vero e proprio.

A questi punti nelle università meglio resettare tutte le riforme scolastiche/universitarie e tornare agli anni 70.

futuro opaco mercoledì, 23 aprile 2008

Re: Che amarezza...

credo che ci siamo già arrivati

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