Lo scenario che emerge, nonostante la crisi internazionale dovuta al
rialzo dei prezzi di carburanti, energia e generi di prima
necessità, è incoraggiante ed
evidenzia
un forte incremento della ricerca di manager e professionisti
soprattutto nei “paesi emergenti”.
I dati sono la risultante di una ricerca condotta su
più di 1500 grandi aziende in Europa, Asia, Africa, India e
Cina. Alle società è stato chiesto
quali fossero i loro piani di assunzioni e licenziamenti di figure
professionali di alto livello, per i prossimi tre mesi.
Partendo dall’Europa occidentale, i risultati hanno
evidenziato che in Germania il tasso di assunzione di personale alto
livello è attualmente del 57%, dato che salirà al
64% nei prossimi tre mesi. In Italia la percentuale
arriva fino al 70%. In Spagna le aziende consultate
registrano attualmente un tasso del 63%: qui il dato però, a
causa della crisi in cui versa il paese, è destinato a
scendere fino al 50%.
E se nel Regno Unito il tasso di assunzione di professionisti
e manager scende fino al 31%, nei mercati emergenti sale vorticosamente.
L’Europa dell’Est raggiunge punte del 93% in
Polonia, per la ricerca di profili manageriali. Segue la Bulgaria con
l’89% e l’Ungheria con il 74%.
La situazione è analoga nei paesi più sviluppati
dell’Africa, quali Egitto – 86% - e Sud Africa
– 84%.
I dati più incoraggianti provengono
dall’India con un incremento del 100% nel settore dei
materiali da costruzione, 95% nell’immobiliare, 82% nel largo
consumo. Solo nel settore bancario si è osservata
una riduzione delle assunzioni ferma al momento al 30%, ma con una
previsione di crescita nei prossimi tre mesi fino al 60%.
La situazione è simile in Cina: il dato di assunzioni nelle
aziende nel settore dell’IT è del 90%, che sale al
96% per l’ingegneria.
“
Nonostante il pessimismo dei più quotati
politici, banchieri e uomini di affari Inglesi e Americani e nonostante
le troppe e inutili storie accreditate sui media nazionali e
internazionali, questa ricerca ci suggerisce che il mercato del lavoro
per i manager e i professionisti è ancora in buona salute,
almeno per quello che riguarda ciò che accade fuori dagli
Stati Uniti”, dichiara Tony Goodwin, CEO di Antal
International “
Infatti la domanda di figure
professionali di alto livello in alcuni paesi eccede di gran lunga
l’offerta”.
lavoro e percentuali
Come al solito, gli articoli divulgativi utilizzano la statistica in modo scorretto.
In italia le azinede hanno un tasso del 70% ...di cosa? Così come è scritto l'articolo, sembrerebbe che in Italia ci sia meno disoccupazione che negli altri Paesi europei (maggiore richiesta di manager rispetto ai licenziamenti, dice l'articolo in modo ambiguo, il che fa pensare alla nascita di molte imprese manageriali, che dovranno pur creare posti di lavoro, no?). Quindi fa pensare che abbiamo un tasso di disoccupazione molto basso. Che l'economia italiana in questo momento sia più florida di quella spagnola, di quella tedesca e di quella inglese. Che i posti di lavoro in Italia a livello dirigenziale siano assegnati in modo meritocratico e non con la tradizione tutta italiana delle parentele/amicizie/raccomandazioni.
Inutile aggiungere che tutto ciò è lontano anni luce dalla realtà. E che quindi quel 70% sia il solito specchietto per le allodole, come i detersivi che ti danno il 25% in più di prodotto (in più rispetto a chi e a cosa, se a loro stessi o ai concorrenti, non si è mai capito...).