Luca
Rebeggiani, classe '77, è
un romano trapiantato in Germania. Diplomato
al Liceo
Scientifico Pitagora di Roma ha una laurea in
Economics and Business Administration ed un'altra in Storia, entrambe
ottenute all'Università di Hannover, ed un
curriculum che farebbe impallidire i professori universitari
più affermati. A soli 24 anni, infatti, Luca è
diventato docente presso l'ateneo di Hannover. Ecco la storia di un italiano
eccellente, la sua visione dell'Italia ed i consigli che da' a chi ha
deciso
di rimanere.
La tua
storia in breve
Sono nato a
Roma nel 1977 da genitori italianissimi; i miei si sono trasferiti in
Germania nel marzo dell’1987. Ho vissuto ad Hannover nove
anni, sono
poi tornato a Roma dove ho finito il liceo. Sono fidanzato con una
ragazza turca, vivendo così non solo a cavallo tra il mondo
mediterraneo e quello nord-europeo, ma anche tra oriente e occidente
Ti
sei diplomato
al Liceo Scientifico Pitagora di Roma con il massimo dei voti, ma
dopo il liceo in Italia si perdono le tue tracce. Il tuo c.v.
infatti, tra master e PhD, è un lungo elenco di
titoli
di studio presi all'estero, all'Università di Hannover. Da
cosa è nata la voglia di partire?
Inizialmente
è
stata una scelta abbastanza casuale. Dopo la maturità ho
tentato molte strade in Italia, ma per diversi motivi nulla
è
andato in porto. Non avevo intenzione di tornare in Germania,
l’ho
fatto più come soluzione di ripiego. Mi sono trovato
però
subito benissimo all’università di Hannover e ho
deciso di
rimanere qui. Nonostante sia un’università
abbastanza grande
(circa 33.000 iscritti), gli studenti vengono seguiti molto bene fin
dall’inizio, con corsi preparativi e attività
varie per
conoscersi e fare gruppo. Questa attenzione al singolo e la borsa di
studio che ho ricevuto fin dall’inizio sono state decisive
perché
rimanessi in Germania. Sapevo bene che nel panorama universitario
romano le cose sarebbero andate ben diversamente….
In
cosa è diverso da quello che avrebbe potuto essere il tuo
percorso accademico-professionale in Italia?
Certamente non
sarei
diventato docente a tempo pieno a 24 anni….da
straniero e senza nessun tipo di raccomandazione. E non avrei potuto
conseguire contemporaneamente una seconda laurea in Storia, visto che
in Italia non ci si può iscrivere a due facoltà
diverse.
Cosa
fai esattamente ad Hannover?
Sono assistente
all’Istituto di Politiche Sociali della Facoltà di
Economia
e Commercio dell’Università di Hannover
e docente alla facoltà di Lettere Romanze. Collaboro inoltre
col “Center for Sports Management”:
l’economia dello sport è
il mio secondo campo di ricerca dopo quello dello studio della
distribuzione del reddito.
Guardando
l'Italia dalla Germania, che paese vedi? (se vuoi puoi pronunciarti
anche in merito ai recentissimi risultati elettorali)
Difficile
esprimere
un giudizio complessivo.
Certamente non è
un bel periodo. La classe politica della Seconda Repubblica gode
all’estero di una stima ancor peggiore di quella della Prima.
I
dati economici degli ultimi anni sono pessimi e la situazione reale
della gente che ho osservato ultimamente sembra confermare i dati
macroeconomici. Un’eccezione costituisce la ripresa
dell’occupazione: I giovani lavorano male, sottopagati,
instabili,
ma lavorano praticamente tutti. Dieci, quindici anni fa la situazione
era ben diversa. Temo che, comunque, il quadro descritto da libri
come “La deriva” rispecchi abbastanza bene la
realtà.
Ancora sono convinto che il paese si possa riprendere, ma
bisognerà
far presto. Vista in una prospettiva internazionale, l’Italia
appare chiaramente il paese più lento nel reagire alle
necessità di cambiamento. Le cause sono già state
menzionate in molte sedi: da un lato la granitica struttura delle
dirigenze politiche ed economiche, allergiche ad ogni ricambio
generazionale, dall’altro però anche i nostri
cattivi
costumi. Se fatta una qualsiasi legge si trova sempre subito
l’inganno, sarà difficile competere a lungo
termine con i
paesi scandinavi o quelli dell’Estremo Oriente, dove il senso
della
collettività è elevatissimo. Peccato,
perché in
fondo la “res publica” l’abbiamo
inventata proprio noi….
Dammi
due motivi per rimanere in Italia e due motivi che, viceversa,
dovrebbero far scappare i giovani a gambe levate
Le università
italiane continuano ad offrire una formazione di alto livello
– la
famosa fuga dei cervelli significa d’altro canto che i nostri
laureati sono richiesti all’estero, no? Mica li assumono per
beneficenza…Quindi la laurea la prenderei tranquillamente in
Italia, magari facendomi un anno di Erasmus in
un paese straniero. Poi però consiglierei caldamente di fare
un’esperienza all’estero. Sia nel campo accademico
– prendendo
un Master oppure un dottorato – o lavorando nel privato. In
questo
modo, ci si crea un’opzione alternativa e non si è
costretti
ad accettare ogni postaccio offerto in madrepatria. Inoltre, i
moderni mezzi di comunicazione alleviano sensibilmente la nostalgia
di “mamma luntana”, dovunque al mondo ci si
trovi….
Sei
un'esperto di economia: l'hai studiata, la insegni ed hai apportato
dei contributi importanti attraverso numerose pubblicazioni. La tua
tesi di dottorato (giusto?) ha come titolo /Conseguenze della crisi
petrolifera del 1973: analisi comparativa tra Italia e Germania/.
Ultimamente da più parti si sentono voci di una
crisi
economica gravissima che ci travolgerà il prossimo autunno.
Secondo te da cosa nasce questa nuova crisi, cosa succederà
e
quali conseguenze ci saranno?
Il titolo che
citi è
quello della mia tesi di laurea in Storia
(il dottorato in Economia tratta di problemi di distribuzione del
reddito). Ho analizzato la crisi del 1973 e tentato di tracciare
paralleli con la situazione odierna. Complessivamente bisogna dire
che abbiamo imparato molto dalle crisi degli anni settanta,
altrimenti le cose andrebbero ora mille volte peggio. Rimangono
però
due problemi di fondo:
1. I prezzi delle materie prime sono condannati a salire, perché ciò accade in ogni mercato, quando la domanda sale e l’offerta è stabile o addirittura destinata a diminuire. Qui ci salveranno solo un cambiamento graduale delle nostre abitudini e cospicui investimenti nella ricerca di energie alternative. E’ incredibile, tra l’altro, che un paese così “baciato dal sole” come l’Italia non abbia già da un pezzo puntato sull’energia solare, con un serio progetto di ricerca e di investimenti. Sarebbe una grandissima opportunità proprio per le regioni del Mezzogiorno, dove il sole proprio non manca.
2.
La crisi dei
mutui americani è da prendere sul
serio. Quello che mi preoccupa di più è il
pericolo che
possa mettere in ginocchio il consumo privato, che è la
spina
dorsale dell’economia americana e che traina buona parte
dell’economia globale. Se vanno in crisi le
società delle
carte di credito, si fa notte. Comunque, finora la baracca regge e la
crisi ha anche contribuito a dare una regolata a certi sviluppi
troppo spensierati della finanza globale.
Che
progetti hai per il futuro? Prevedi -un giorno lontano!- di tornare
"a casa"?
Difficile fare
previsioni al momento…Senz’altro
cercherò di non perdere
mai il contatto con l’Italia, cosa abbastanza improbabile
vista la
moltitudine di parenti e amici.
In Italia
ci tornerei sicuramente, a patto di trovare un’occupazione
adeguata. Chissà, assisterò un giorno
all’apertura
della Metro C a Roma??
è tnt che lo dico..w la giustizia italiana sempre efficiente e puntuale
Per me non è una novità. Io ho un amico italo-americano che ha seguito un percorso di studi americano, per quanto riguarda l'università, avendo studiato a Sigonella presso l'università americana. A 22 anni laureato già lavorava in un'importante azienda tecnologica, si sta trasferendo ora che ne ha 24 all'estero per un posto di gran prestigio che gli è stato offerto. E' l'Italia che è una @#?*%$a. Qui a 30 anni ancora studi, perchè l'università fa schifo, vivi in casa, non hai uno stipendio e figuriamoci un lavoro. Tranne che non lecchi il culo a qualche politico schifoso o chi per lui. Se sei donna, una passeggiata tra le sue lenzuola è sufficiente. Che schifo l'Italia.
> Per me non è una novità. Io ho un amico
> italo-americano che ha seguito un percorso di studi
> americano, per quanto riguarda l'università, avendo
> studiato a Sigonella presso l'università americana.
> A 22 anni laureato già lavorava in un'importante
> azienda tecnologica, si sta trasferendo ora che ne
> ha 24 all'estero per un posto di gran prestigio che
> gli è stato offerto. E' l'Italia che è una @#?*%$a.
> Qui a 30 anni ancora studi, perchè l'università fa
> schifo, vivi in casa, non hai uno stipendio e
> figuriamoci un lavoro. Tranne che non lecchi il
> culo a qualche politico schifoso o chi per lui. Se
> sei donna, una passeggiata tra le sue lenzuola è
> sufficiente. Che schifo l'Italia.
L'ITALIA E' UN PAESE DI @#?*%$A!!!E CHE @#?*%$O!!!
Aggiungo: non è che se esci dall'università qui in Italia, hai una gran preparazione..ti divori a memoria nozioni su nozioni, ma all'atto pratico un diplomato straniero ne sa più di te. Ormai sono della convinzione che i giovani siamo tutti strademotivati: studiamo anni, soldi di tasse a non finire per ritrovarci nel precariato. Che schifo.
no che schifo non basta!!!che depressione venire a sapere queste cose!!!!strademotivata e con una voglia di fare allucinante...e poi ti tocca andare o in un call-center o in un bar o in un ristorante.questa è la vita dell'universitario qui in italia che presa la triennale in 5 anni...se lo ritrova come destino!!!!!!e poi quando vedo queste cose.......che schifooooooooooooo
l'esperienza del giovane laureato Luca dimostra ancora una volta che la "meritocrazia" per alcuni Paesi nostri competitori economici, ha un valore determinante. Non ci sono baronie, raccomandazioni che tengano di fronte alle capacità intellettuali. Non ci sono "barriere" se per un Paese è prioritario avere "intelligenze che creano valore aggiunto". Ci sono per quelli come l'italia, dove vale la legge: il più furbo, il più sponsorizzato politicamente, ha la possibilità di emergere, di ricoprire ruoli di comando. Non c'è da stupirsi se l'opinione degli amministratori degli altri Paesi sia pessimo riguardo agli attuali nostri amministratori politici. Si critica la Democrazia Cristiana del passato, ma nonostante tutto, aveva uomini preparati, che non guardavano solo a fare affari. L'enorme debito pubblico lo abbiamo ereditato, ma soltanto dagli anni 80 nel periodo craxiano della forte svalutazione della lira, dei palazzari, delle tangenti. Prima la situazione era sotto controllo.
http://www.alagoas.it
Le lauree estere come quelle tedesche seguono la metodologia anglosassone. come negli stati uniti,ti puoi laureare in soli due anni,sei tu che scegli e ti amministri i semestri non avendo restrizioni alcune o esami di sbarramento.ci sono medici in corsia a 24 anni!!!!sia in inghilterra che negli stati uniti cosi' come in germania e altri posti in europa se un insegnante non insegna bene viene cacciato.in italia nelle scuole e nelle universita' non esiste licenziamento da secoli neppure per reati penali!negli altri paesi dunque si ha la partecipazione di piu' docenti giovani sostenuti dagli stessi istituti.i baroni mafiosi come in italia non esistono.le universita' sono in numero assai maggiore nel territorio sia pubbliche che private e uno studente puo' svoplgere lezioni dal web ormai da oltre 10 anni.con laurre che ha quel "signore" in italia non andresti lontano quindi opteresti per l'insegnamento in atenei dove ci sono "professori" di storia di 80 anni che hanno il controllo sull'intera facolta'e decidono il futuro della gente.
Guarda che anche in Italia esistono le lauree di primo livello che puoi prendere in 2 o 3 anni. Guarda che proprio grazie agli esami di ammissione e un corso di laurea veramente duro e completo anche in italia ci sono medici in corsia a 24 anni e sono molto preparati. Le scuole di specializzazione sono un problema diverso.
Ma ci sei mai stato all'università? A studiare intendo...
Non devi confondere la capacità che ha l'università di formare professionisti con la capacità di creare opportunità di lavoro. In Italia gli insegnanti, anche quelli universitari, vengono assunti per concorso pubblico e non esiste un criterio oggettivo di valutazione per il loro lavoro (speriamo che Brunetta lo inventi); all'estero vengono fatti dei contratti tra privati ed è l'università stessa (privata) che decide (con criteri personali) se l'insegnante è capace. C'è sempre qualcuno che decide per gli altri: basta mettersi d'accordo su chi deve essere...
basta pensare che in italia solo per diventare insegnante delle medie (e forse anche delle elementari, ma non sono sicura) devi farti: triennale + specialistica + siss (che è a numero chiuso e pagamento, quindi non è detto che entri subito).... preso il tuo bel pezzo di carta a 30 anni suonati, devi aspettarne minimo altri 5 se va bene per entrare di ruolo e avere così un minimo di stipendio fisso al mese per essere indipendente e magari farti una famiglia....
poi ci chiamano bamboccioni
paese in declino, altro chè!
brava,t'hai belle detto tt...facciamo ridere il mondo! qnd alla tv c'è i tg cerco di nn ascoltarlo, è veram uno schifo
Non mi è chiaro dall'articolo quanti anni abbia questo Luca. (classe '77...come fa ad avere 24 anni?)
Prima è descritto come docente universitario a tempo pieno, ma alla domanda "cosa fai esattamente" risponde "sono assistente"!
Io onestamente ho visto assistenti anche parecchio piu' giovani di 31 anni.
L'unica cosa degna di stima è che questo ragazzo(neanche tanto giovane) abbia deciso di studiare all'estero...anche se è una decisione sempre piu' frequente tra i giovani italiani.
Roberto
Guarda che dice che è DOCENTE IN LETTERE!!! Inoltre ora ne ha 31, ma si è laureato a 24!!!
Leggilo bene l'articolo prima di scrivere inesattezze.
> Non mi è chiaro dall'articolo quanti anni abbia
> questo Luca. (classe '77...come fa ad avere 24 anni?)
> Prima è descritto come docente universitario a
> tempo pieno, ma alla domanda "cosa fai esattamente"
> risponde "sono assistente"!
> Io onestamente ho visto assistenti anche parecchio
> piu' giovani di 31 anni.
> L'unica cosa degna di stima è che questo
> ragazzo(neanche tanto giovane) abbia deciso di
> studiare all'estero...anche se è una decisione
> sempre piu' frequente tra i giovani italiani.
> Roberto
> Guarda che dice che è DOCENTE IN LETTERE!!! Inoltre
> ora ne ha 31, ma si è laureato a 24!!!
> Leggilo bene l'articolo prima di scrivere
> inesattezze.
>
>> Non mi è chiaro dall'articolo quanti anni abbia
>> questo Luca. (classe '77...come fa ad avere 24
>anni?)
>> Prima è descritto come docente universitario a
>> tempo pieno, ma alla domanda "cosa fai
>esattamente"
>> risponde "sono assistente"!
>> Io onestamente ho visto assistenti anche parecchio
>> piu' giovani di 31 anni.
>> L'unica cosa degna di stima è che questo
>> ragazzo(neanche tanto giovane) abbia deciso di
>> studiare all'estero...anche se è una decisione
>> sempre piu' frequente tra i giovani italiani.
>> Roberto
>
>
Bravo, questo è il classico esempio di persona che parla (in questo caso scrive) solo perché ha la bocca (in questo caso le mani) addirittura ha riscritto lo stesso messaggio 2 volte, si vede che aveva proprio voglia di fare una figura di...
Complimenti Luca, sono Docente Universitario e ho molte pubblicazioni, anche in Italia si può lavorare bene se vali, cerco giovani brillanti da inserire nel mondo dell'insegnamento da anni, ne ho trovati pochi bravi, seri, scientifici e motivati come Te, spero sempre in un ottimo successore. Continua con la stessa motivazione attuale. In bocca al lupo Antonio
Non è assolutamente vero. Se vali in Italia hai 4 opportunità:
- Lavorare come uno schiavo per delle aziende di fannulloni (società che fanno intermediazione e affittano personale a banche, enel, assicurazioni, ecc), e vedere queste aziende che diventano sempre più ricche mentre tu lavori 10 ore al giorno senza ferie e malattie retribuite.
- Andare a friggere patatine magari con una laurea in ingegneria o in fisica.
- Con 1000 raccomandazioni fare il ricercatore sottopagato e sfruttato a 800 euro al mese.
- suicidarti senza rompere le scatole (quest'ultima probabilmente la migliore)
> Complimenti Luca, sono Docente Universitario e ho
> molte pubblicazioni, anche in Italia si può
> lavorare bene se vali, cerco giovani brillanti da
> inserire nel mondo dell'insegnamento da anni, ne ho
> trovati pochi bravi, seri, scientifici e motivati
> come Te, spero sempre in un ottimo successore.
> Continua con la stessa motivazione attuale. In
> bocca al lupo Antonio
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