Professione giornalista: lavoro, formazione e leggi

Quella giornalistica è una delle professioni più gettonate del momento: è cambiata profondamente con l'affermarsi dell'informazione sul web e, insieme alla comunicazione, a cambiare è stata la professione stessa che ai giornalisti chiede maggiore dinamicità ed un continuo aggiornamento. Ecco chi è, cosa fa, come ci si prepara a diventare giornalista e le novità legislative che regolano la professione

di 9 gennaio 2015
GIORNALISTA E PUBBLICISTA: LA DIFFERENZA - La professione giornalistica é stata organizzata dal legislatore del 1963 con l'istituzione dell'Ordine, dell'Albo e dell'esame di Stato. L'Albo di cui si parla (art.1, primo comma, della legge 3 febbraio 1963 n. 69 ) si compone di due elenchi: nel primo sono iscritti i giornalisti professionisti, nel secondo i pubblicisti. E, chiarisce l'art. 1 citato, ai commi 2 e 3: «sono professionisti coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista.

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Sono pubblicisti coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi».

 

come-diventare-professione-giornalistaLa differenza fondamentale tra pubblicisti e giornalisti si basa , quindi, sulla professionalità "esclusiva" di questi ultimi, laddove i primi, pur svolgendo sempre un'attività non occasionale e retribuita, possono anche esercitare altre professioni.

Annesso all'Albo c'é un Registro dei praticanti, cioè di coloro che si avviano a diventare, dopo 18 mesi di tirocinio, giornalisti profesisonisti. L'Albo ha anche un elenco speciale limitato ai direttori responsabili di pubblicazioni professionali, scientifiche o tecniche.

La pratica oggi si fa nelle redazioni dei giornali quotidiani, dei periodici, delle agenzie di stampa, dei tg e dei radiogiornali, dei portali internet registrati presso il Tribunale Civile oppure presso le scuole di giornalismo riconosciute dall'Ordine.

 

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GIORNALISTA DELLA RETE: IL WRITER - Oggi l'informazione non è più appannaggio esclusivo di una categoria professionale dotata di forte connotazione formale (l'iscrizione a un Ordine), ed è in maniera significativa svolta da soggetti diversi, con diverse professionalità, e in un ambiente di lavoro diverso dalla tradizionale redazione. Il tentativo del sindacato dei giornalisti é quello di portare sotto la propria egida le nuove figure professionali di operatori dell'informazione.

 

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Al momento la legge non prevede l'obbligatorietà della registrazione come testata giornalistica per i siti che producono informazione, di conseguenza il writer pur svolgendo le mansioni tipiche del redattore di un giornale molto spesso opera in un contesto contrattuale ambiguo che non gli consente di vedere riconosciuto il proprio ed effettivo ruolo professionale. Affinchè gli articoli scritti dal writer siano riconosciuti ai fini dell'iscrizione all'Albo, é necessario che il portale presso il quale lavora sia registrato presso il Tribunale Civile della città dove ha sede il sito web, così come é richiesto per le normali testate giornalistiche.

 

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I PRECEDENTI GIURISPRUDENZIALI - Sono diverse le sentenze che, negli ultimi anni, hanno stabilito che portali presenti su internet come "Settimanale Sportivo Tutta la C" o "Interlex" venissero registrati presso i tribunali locali, in seguito alle richieste dei rispettivi proprietari. In questi casi é stato deciso che il luogo di trasmissione debba essere equiparato al luogo di pubblicazione. Le ordinanze di Milano, Napoli, Roma e Voghera consolidano un indirizzo che da un pieno riconoscimento nel mondo multimediale ai periodici e quotidiani diffusi tramite la rete.

 

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LEGGI CHE REGOLANO LA PROFESSIONE - Le leggi comunitarie in proposito: quelle del 1990 (n. 428/1990) e del 1994 (n. 52/1996) prevedono che i cittadini comunitari possano iscriversi agli elenchi dei pubblicisti e dei professionisti dell'Albo e al Registro dei Praticanti nonché possano diventare editori e direttori di quotidiani e periodici nel nostro Paese. In proposito, l'Italia ha imboccato la via della compatibilità dell'Ordine dei Giornalisti con la Ue attraverso il riconoscimento dell'organizzazione in essere della professione e della reciprocità. Alla Ue interessa che ai cittadini comunitari siano accordati gli stessi «diritti» dei cittadini italiani, che esercitano la professione giornalistica. I cittadini comunitari, inoltre, possono sostenere nella loro lingua l'esame di Stato per diventare giornalisti professionisti in Italia.

 

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Come cambia la professione: la professione di giornalista, alla quale in teoria può accedere liberamente chiunque abbia passione per questo lavoro indipendentemente dal titolo di studio (anche se poi all'esame di Stato si deve superare un test di cultura generale), oggi ha dei canali di accesso sempre più definiti. La tendenza attuale é di un progressivo aumento della scolarizzazione dei giornalisti (oggi i laureati sono più del 50%) e questo si é reso necessario anche a causa della progressiva specializzazione della professione, che ha determinato lo svilupparsi di settori molto diversificati (ad es. il giornalismo economico e l'ulteriore specializzazione in giornalismo finanziario, borsistico, ecc., il giornalismo scientifico, ecologico, medico). Risulta perciò indispensabile una cultura universitaria specifica riferita ad uno di questi particolari campi.

 

LA FORMAZIONE - In Italia ci sono 9 scuole riconosciute dall'Ordine dei giornalisti, tutte a pagamento: a Milano, Urbino, Bologna, Perugia, Roma, Palermo. L'accesso è a numero programmato, la frequenza obbligatoria, la durata dei corsi di un minimo di due anni. I programmi di studio sono di livello universitario e uniscono la teoria giornalistica alla pratica, essendo ogni scuola dotata di una o più testate giornalistiche in cui mettere in pratica gli studi.

Pioniere in questo ramo è stato l'Istituto per la formazione giornalistica (Ifg) "Carlo De Martino " di Milano, che gestisce dal '77 corsi biennali per 40 studenti impegnati a tempo pieno.

C' è poi l'Ifg di Urbino, nato nel 1990 anche per opera dell'Università di Urbino. Anche qui il corso biennale, per 30 alunni, consente di ottenere un certificato di praticantato per l'esame di stato. Inoltre la scuola produce cinque testate, di carta stampata, radio-televisive e telematiche a cui gli studenti lavorano.

Infine vi è il Centro italiano di studi superiori per la formazione e l'aggiornamento in giornalismo radio-televisivo di Perugia.
Il restante panorama della formazione giornalistica è coperto dalle scuole di specializzazione post laurea e da corsi di laurea in Scienze della comunicazione con indirizzo in giornalismo.
Per quanto riguarda i corsi successivi alla laurea, la Cattolica di Milano gestisce un corso biennale di giornalismo per 20 alunni all'interno della Scuola di specializzazione in analisi e gestione della comunicazione.

A Bologna è possibile frequentare la Scuola superiore di giornalismo presso la facoltà di Lettere, che mette a disposizione 30 posti ogni biennio. Presidente onorario ne è Enzo Biagi.

A Roma esiste una Scuola superiore di giornalismo presso l'Università di Tor Vergata , la prima ad essere istituita presso una università pubblica.
Sempre a Roma, infine, vi è la scuola di specializzazione in giornalismo della Luiss a cui accedono 40 alunni ogni biennio.

Restano le recenti facoltà con indirizzo in giornalismo. Ce ne sono due: a Roma presso la LUMSA , facoltà di Lettere e filosofia, e a Palermo, presso la facoltà di Scienze della formazione.

Consulta anche Orientamento Università di Studenti.it

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