Lavorare nei Call Center fa male alla salute

Di Valeria Roscioni.

L’INAIL mette in guardia gli impiegati dei call center e rende noti i fattori che espongono la loro salute a più di un rischio

Stare seduti tutto il giorno e rispondere al telefono. Noioso, spesso sottopagato, frustrante. Questi sono gli aggettivi che di solito vengono in mente quando si parla del lavoro in un call center a cui mai fino ad ora era stata accostata la parola “pericoloso”.

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Invece è proprio così: stando al rapporto tecnico 11450 dell’UNI (Ente nazionale italiano di unificazione) redatto dal dipartimento Igiene del lavoro dell’INAIL e reso noto dall’ente stesso, gli impiegati di questo tipo vanno incontro a problematiche di postura (dovute a postazioni non a norma), affaticamento dell’udito e sovraccarico delle corde vocali.

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Queste ultime due sono ovviamente collegate all’inquinamento acustico generato da centinaia di persone che parlano contemporaneamente nella stessa stanza, dal costante utilizzo di cuffie non sempre perfettamente funzionanti e dall’obbligo di stare continuativamente al telefono per molte ore.

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In poche parole sono le caratteristiche endemiche di questo lavoro ad essere pericolose dato che, in pratica, in nessun call center non si verificano le problematiche appena descritte. Proprio per questo la Conferenza Stato Regioni sta valutando in base “i dispositivi da adottare tra quelli a disposizione per consentire un controllo ottimale del rumore ambientale, una corretta amplificazione e, soprattutto, la protezione di questa fascia di lavoratori dagli eccessivi livelli di disturbo acustico”. Si spera che le nuove norme vengano approvate in fretta.