Laurea: serve davvero per trovare un lavoro?

Di Marta Ferrucci.

Quanto conta la laurea nella ricerca di un'occupazione? Quanto peso ha il voto finale? Negli ultimi tempi la percezione che le aziende hanno dei laureati è cambiata; che percezione hanno i i laureati del mondo aziendale?

LAUREA: SERVE PER TROVARE LAVORO? - Negli anni 60-70 la laurea significava un lavoro sicuro. A pochi giorni dalla discussione della tesi si veniva contattati dalle aziende e l'accesso ad mondo del lavoro era praticamente immediato. Negli anni 80 e ancora di più nei 90 l'associazione titolo universitario-lavoro sicuro subito non valeva già più ma, nonostante questo, si faceva fatica a credere che un laureato non trovasse più un'occupazione subito. Oggi ci si comincia a credere.

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MOLTI LAUREATI MA POCHI POSTI DI LAVORO - I laureati sono tantissimi, attualmente molti di più di quelli che riesce ad assorbire il mondo del lavoro, ed il loro ingresso in azienda è sempre più lento, laborioso e faticoso nonostante i titoli di studio altisonanti e le specializzazioni prestigiose.

Alcuni non se ne fanno ancora una ragione e spesso mi scrivono dicendo che, "con la loro laurea in Scienze Politiche, dopo 6 mesi dalla discussione della tesi e 100 c.v. inviati non hanno ancora trovato un'occupazione". Testimonianze di questo tipo non sorprendono nessuno perchè oggi è stato calcolato che l'ingresso nel mondo del lavoro di un laureato in discipline umanistiche avviene, in media, nel giro di 3 anni.

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LA LAUREA NON SERVE PIU'? - Ben lontani dall'affermare che la laurea è un titolo di studio inutile, è però necessario non sopravvalutarlo: arricchisce sicuramente il nostro bagaglio culturale ma non necessariamente ci permetterà di arrivare dove ci eravamo ripromessi, di trovare subito il lavoro dei nostri sogni. Non dico questo per smontare eventuali lettori neolaureati ma solo per esortarli a non puntare tutto sulla laurea ma di dirigere le proprie energie anche verso altre direzioni, che in Italia molti giovani ancora sottovalutano.

Appurato che gli studi universitari non bastano, cos'altro si può fare?
E' importante formarsi per affrontare nel migliore dei modi il mondo professionale e questa è una cosa a cui, nella maggior parte dei casi, l'università non prepara. A molti sembrerà una banalità che io ricordi quanto sono importanti le lingue, eppure oggi sono davvero pochi i giovani che conoscono bene l'inglese. Questo significa che, anche se conosciamo i nostri punti deboli non cerchiamo di porvi rimedio.

Come si fa la lettera di presentazione

Il 99% delle aziende oggi valorizza molto di più un laureato con un voto sotto il 100 ma che ha viaggiato e magari ha vissuto da solo all'estero arrangiandosi con qualche lavoretto, piuttosto che un laureato con 110 e lode che non sa come è fatto il mondo.

Recentemente ho assistito alla presentazione di un'azienda (importante casa editrice) in cui l'oratore raccontava come avvengono le selezioni presso di loro; citava il caso di un neolaureato in giurisprudenza che aveva assunto, il cui voto di laurea era sotto il 100 ma che era estremamente sveglio e aggressivo, molto più adatto di chi, pur avendo un percorso accademico migliore, non aveva le sue stesse qualità. Sempre in questa occasione l'azienda sottolieava come fosse importante laurearsi in breve tempo: meglio una laurea presa nei tempi, anche se con un voto basso, che un voto alto ma raggiunto a fatica e fuori corso.

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Non generalizzare
Pur prendendo atto del fatto che il mondo del lavoro è cambiato e sta tutt'ora cambiando, non è però il caso di generalizzare. Per accedere a determinate professioni o concorsi si richiedono dei voti minimi di laurea sotto i quali non ci si può candidare. La soluzione ideale, quindi, sarebbe capire subito a cosa si punta dopo l'università: se si vuole diventare dirigente della Pubblica Amministrazione è ovvio che il voto di laurea dovrà essere alto (ma non dimenticate l'età: spesso ci sono anche questi limiti). Se, invece, puntate ad un lavoro nella comunicazione cercate soprattutto di laurearvi nei tempi giusti, di fare piccole esperienze lavorative (o stage) anche durante l'università ecc...

Qualunque cosa scegliate di fare non pensate mai che la laurea sia una bacchetta magica; cercate lavoro - prima o poi lo troverete, ve lo garantisco! - e continuate a formarvi fino a quando non avrete in mano un'occupazione così da essere sempre un passo più avanti rispetto agli altri e non lasciare "vuoti" i mesi che vi separano dal lavoro.

Come dice il sondaggio, e confermano il 37% dei nostri utenti, oggi la laurea serve ad essere più competitivi, ma non è tutto. Purtroppo c'è ancora un 9% che è ancora convinto che sia la chiave per trovare un buon lavoro mentre, un 14% disilluso, è convinto che non serva a nulla.