La laurea è un diritto? La storia di uno studente disperato

Di Tommaso Caldarelli.

Uno studente dell'università della Calabria afferma che il suo ateneo gli impedisce di laurearsi. L'università risponde per le rime spiegandoci perché non è tenuta a far laureare gli studenti

"Laurearmi, la mia università me lo impedisce": è questo il senso della storia che è giunta nella nostra redazione, inviataci da uno studente iscritto alla Laurea Magistrale in Lingue e Letterature Moderne presso l'Università della Calabria. Lui si chiama B.M. e come abbiamo detto si sta per laureare nel corso di laurea afferente al dipartimento di Studi Umanistici dell'ateneo di Arcavacata, provincia di Catanzaro: o almeno, laurearsi è quel che lui vorrebbe. Già, perché pur avendo più volte girato l'intera facoltà chiedendo a tutti i professori di potersi laureare avendoli come relatori, sembra che trovare qualcuno di loro disposto ad assisterlo non sia stato possibile. Ecco la sua storia, per come ce l'ha raccontata.

UNIVERSITA', ECCO LE NEWS -->>

LA STORIA - "All'inizio del 2012", dice, "quando ancora non avevo terminato tutti gli esami, contattai diversi docenti del nostro Dipartimento per poter svolgere la tesi e completare il mio percorso di studio. Dopo molti mesi, non fui capace di trovare nessun professore libero per scrivere la tesi. Il nostro B.M. ci racconta di essersi sentito lasciato solo: “Tutti mi dissero che erano già pieni di tesisti, e non potevano permettersi di accogliere nuovi studenti. Nella fine del 2012, terminai tutti gli esami e non fui capace di trovare nessuno per svolgere il mio lavoro di tesi. Contattai il Direttore del Dipartimento per esporre la mia situazione.

UNIVERSITA', ADDIO ALLE BORSE DI STUDIO -->>

TESI D'UFFICIO - Egli mi disse che dovevo preparare un particolare documento chiamato Tesi Di Ufficio, che sarebbe stato in seguito approvato dal consiglio del Dipartimento, con lo scopo di assegnarmi un docente per la tesi. Mi dissero che in questa richiesta, avrei dovuto elencare tutte le materie nelle quali ottenni i voti migliori, e che la tesi stessa mi sarebbe stata assegnata in una di queste discipline da me elencate”. A questo punto comunque la situazione sembra sbloccarsi: “Mi assegnarono la tesi in una materia nella quale”, però, ”avevo ottenuto voti molto bassi, e nella quale ero consapevole di avere una preparazione mediocre".

OFFESO E FRUSTRATO - "Mi dissero che era l'unica possibilità, e indirettamente mi costrinsero ad accettare, altrimenti non avrei potuto scrivere la tesi con nessun altro". Non è finita per B.M. che, ci racconta, trova problemi anche con le strutture amministrative della facoltà e con la burocrazia; non potendo scegliere altro che la tesi assegnatagli dalla facoltà, si mette a lavorare su quella, anche se afferma di sentirsi “manipolato” : ”Nei mesi successivi, tentai di scrivere la tesi in questa materia nella quale ero poco preparato, e ben presto mi resi conto di non possedere le basi necessarie e le conoscenze fondamentali per portare a termine un lavoro credibile. Mi sentivo molto offeso e frustrato” mentre, ci dice, il professore a cui si rivolgeva continuava a dimostrarsi indisponibile. "Perciò decisi di abbandonare questa disciplina, e tentare di optare per un'altra nella quale mi sentivo più preparato. I docenti non potevano accettare altri studenti, le porte erano di nuovo sbarrate. Il risultato di questa situazione è che sto perdendo inutilmente un anno all'Università spendendo altri soldi in tasse universitarie".

UNIVERSITA', SEMPRE PIU' STUDENTI LAVORATORI -->>

NON CI SONO ALTRE SCELTE - "Nell'Aprile 2013 contattai nuovamente alcuni amministrativi del Dipartimento. Essi continuarono a espormi le stesse scuse” che B.M considerava ” senza senso. Finalmente, ebbi la possibilità di parlare con il Direttore. Gli esposi la realtà di questa situazione incredibile. Egli continuò a mostrare il suo discutibile punto di vista affermando "Lei deve cambiare il contenuto della tesi nella stessa materia" e addirittura "la colpa è vostra", "non ci sono altre scelte", "lei non può fare cambiamenti". Dopo una dettagliata esposizione delle mie argomentazioni, il Direttore mi disse "lei deve contattare di persona di nuovo i professori legati alle materie nelle quali è più preparato, ma non posso garantire un esito positivo delle trattative tra lei e loro". Egli inoltre aggiunse "se ci sono altri problemi, forse in qualche modo la possiamo aiutare". Inoltre secondo il Direttore”, continua B.M,non potrei fare "una nuova richiesta di Tesi di Ufficio, perché tutti i Docenti del Dipartimento sono pieni".

DISTURBI D'ANSIA - "Se non esiste una soluzione al mio caso, tenterò di contattare un buon avvocato per denunciare il Dipartimento, e per avere almeno, un rimborso totale delle tasse universitarie per l'anno perso a causa loro”. La storia di B.M., per come ce la racconta, non sembra fermarsi qui: “Questa situazione ha anche causato a me un danno alla mia salute. Infatti, sto avendo un problema di somatizzazione di ansia". Afferma anche: "Sto visitando uno psicologo, peraltro molto costoso, sono estremamente stressato e ritengo che ci sia un legame fra quello che mi è successo all’università e la mia situazione".

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IL RISCONTRO - Qui finisce la storia che B. ci ha raccontato: dunque, nessuna possibilità di laurearsi nelle materie in cui si è più ferrati - una scelta che, come sappiamo, tutti gli studenti fanno; strada bloccata sul lato della tesi di ufficio, per scelta dello studente però, e non per colpa dell'ateneo; una vita meno serena, e più stressata. Ricevuta la storia abbiamo contattato l'Università della Calabria, che si è dimostrata molto disponibile e ci ha fornito immediatamente una replica all'accaduto. Una replica, come leggeremo fra un attimo, molto decisa firmata dal professor Raffaele Perelli, direttore del dipartimento di Studi Umanistici a cui afferisce B.M..

FILOLOGIA GERMANICA - Leggiamola: "Francamente registro un forte iato tra il comportamento delle nostra istituzione, che ha offerto in questi mesi la massima disponibilità allo studente, e i toni ora della protesta del M.. E’ un comportamento bizzarro visto che, su sua richiesta, e senza registrare alcuna protesta o riserva, al M. è stata assegnata la tesi d’ufficio in Filologia germanica. Qualche tempo fa lo studente mi ha comunicato di avere difficoltà nella stesura del suo lavoro, mentre l’altro ieri mi ha informato di essersi rivolto ad un docente del dipartimento di Lingue e scienze dell’educazione, per essere seguito nella tesi, e di aver registrato l’indisponibilità dello stesso collega a causa del numero elevato di impegni già assunti ai quali deve far fronte.

BORSE DI STUDIO, MAI PIU' SENZA --->>

NON E' UN ATTO DOVUTO - Ho ribadito al M. che, prima di abbandonare il lavoro iniziato, deve confrontarsi con il docente che gli è stato assegnato, visto che non è il candidato a stabilire se è nelle condizioni di laurearsi o meno. Solo dopo, eventualmente, si valuterà se assegnare un altro docente. Questi sono i fatti. Devo rilevare, in ogni caso, come si stia facendo strada erroneamente la convinzione che la laurea rappresenti un atto dovuto da parte di una Università, mentre essa offre solo l’occasione di laurearsi. Giova ricordare che per conseguire il titolo è necessario superare un esame che comporta la stesura di unmelaborato scritto. Capisco che l’Università italiana disabitui a prove di questo tipo e che tornare dopo quattro, cinque anni ad elaborare un saggio possa comportare difficoltà".

Continueremo ad approfondire la storia di B.M. e altri casi analoghi. Quanti altri studenti si trovano nella situazione di B.? Quanti sono costretti a chiedere una tesi d'ufficio, magari in una materia che non sarebbe certo la loro prima scelta? E che vuol dire, come ha scritto il professore, che l'Università non è tenuta a far laureare lo studente? Indagheremo. Scriveteci le vostre storie!