La cosa che colpisce per chi viene da fuori è quanto sia bella questa città. Stupisce perché non è che L'Aquila abbia tutta questa "nominata". E invece vi troverete in una vera e propria città d'arte, purtroppo turisticamente ancora poco sviluppata. Il suo centro storico è un continuo di piazzette con chiese e fontane, di palazzi con splendidi cortili e portoni, di vicoli, stradine e coste.
Imperdibili sono le Basiliche di S.Maria di Collemaggio e di S.Bernardino, la chiesa di S.Silvestro, il portone di S.Massimo, Via S.Martino con il chiassetto del campanaro e la casa di Buccio, Costa Masciarelli (vi incanterà), il forte spagnolo (Il Castello) e, ovviamente, la fontana delle 99 Cannelle, il simbolo della città. In effetti è proprio il numero 99 ad avere un forte significato storico per la città.
Fondata da 99 castelli del territorio circostante per motivi soprattutto commerciali, ognuno dei castello fondanti "innalzò" un piccolo quartiere, con la propria piazza e la propria chiesa dedicata al santo già protettore del castello fondatore. Da qui la storia delle 99 piazze, delle 99 chiese, delle 99 Cannelle, dei 99 rintocchi dell'orologio della torre civica. Se quest'anno tornerà ad essere accessibile a tutti, vi consigliamo di cominciare la visita di questa città dalla vecchia sede comunale.
E' un palazzo con un portone enorme in Corso Vittorio Emanuele 124, tra i 4 Cantoni e la Fontana Luminosa. Salite all'ultimo piano, c'è un soffito clamoroso, con lo stemma della città di L'Aquila al centro e gli stemmi dei castelli fondatori tutti intorno. Quello dei 99 castelli fondatori è "sentiero storico" per capire la città, ma anche i suoi cittadini. L'altro "percorso" turistico per ammirare davvero L'Aquila è quello dei palazzi nobiliari, dei loro cortili, dei loro portoni. Molti di voi si ritroveranno ad abitare proprio in questi palazzi: trattateli bene.
Per quello che riguarda i dintorni, alcuni dei castelli fondatori sono oggi dei paesini capolavoro. Da visitare. In effetti sono i dintorni interi a meritare una visita, una miriade di borghi e castelli immersi nel verde montano del Parco Nazionale del Gran Sasso e del Parco regionale del Velino-Sirente, che rendono l'aquilano un territorio tra i più belli d'Italia. Almeno fino a quando i ministri Lunardi e Matteoli non ne permetteranno la distruzione.
Da non perdere Santo Stefano di Sessanio, Calascio e Rocca Calascio, Navelli, Castelvecchio Calvisio, Calstelnuovo, Fontecchio, le Grotte di Stiffe e Bominaco con le sue chiese. Se vi piace andare in bici o amate la montagna imparate a conoscere il Gran Sasso e l'Altopiano di Campo Imperatore: è sorprendente. Un'ultima cosa, se amate la neve, non dimenticate l'attrezzatura invernale, dal fondo, allo snow, tutto è possibile, da Dicembre a Maggio. Ovindoli, Campo Felice e Campo Imperatore vi aspettano. Prima di chiudere è fondamentale avvertirvi che l'inverno che si avvicina sarà per voi che venite da fuori, freddissimo.
Non siamo aspiranti meteorologi, né tantomeno indovini. Il punto è che qui tutti gli inverni sono abbastanza freddi da sembrare freddissimi per chi di qui non è. E' più facile che la temperatura vada sottozero che voi vi alziate il venerdì alle 8 di mattina. Dunque armatevi di maglioni di lana e lenzuola di flanella e combattete il freddo come meglio potete (volete dei suggerimenti?).
Ed ora passiamo ai cittadini, la prima impressione non è delle migliori per chi viene da fuori, li vedrete chiusi, freddi, snob. Ma attenzione, è ciò che tutti i fuori sede vedono negli studenti in sede, in qualsiasi città, forse anche nella città dalla quale provenite. La vera difficoltà sta nel fatto che inevitabilmente lo studente fuorisede tende a creare gruppo (soprattutto nei primi anni) con studenti fuorisede e lo studente in sede tende a non socializzare con lo studente fuorisede perché comunque legato ai ritmi di chi vive in famiglia.
Tutto qui, se sarete anche voi disponibili e saprete entrare in sintonia con la città non avrete problemi. In ogni caso una qualche ragione storica all'atteggiamento "leggermente sostenuto" di alcuni aquilani c'è. Azzardiamo nel tentare questa spiegazione. Nel paragrafo precedente abbiamo parlato della fondazione di questa città.
In effetti uno dei principali motivi che hanno portato alla fondazione della città è strettamente commerciale, l'insediamento sarebbe dovuto divenire punto nevralgico di scambi commerciali tra i castelli e tra castelli e altre città. Per anni L'Aquila è stata piena di nobili e di commercianti, che ai tempi non erano certo classe disagiata. Favoriti anche dalla straordinaria ricchezza dello zafferano, i commercianti aquilani per anni hanno "spopolato".
Chi oggi è aquilano da generazioni ha "ereditato" un modo di fare nobile o "di classe"; chi invece è aquilano da poco, cioè chi proviene da famiglie trasferitisi dai paesini contadini a L'Aquila nel periodo dell'industrializzazione, ha ereditato atteggiamenti più "comunitari", tipici dei paesi dell'aquilano. Tranquilli, è proprio questo misto tra "nobili", "ibridi" e paesani puri che ci consente di dire che non dovete fermarmi all'apparenza snob, ma dovete approfondire questa conoscenza.