Il Rettore
Detto anche "Il Magnifico", nella persona del Prof. Luigi Bignardi, appena riconfermato per un intero altro mandato. E' lui la guida dell'Ateneo, è lui che firma i decreti universitari, è lui che, in caso di vertenze, decide in ultima istanza sulle carriere degli studenti.
Il Senato Accademico
L'organo di governo dell'Università, presieduto dal Magnifico. Ne fanno parte i Presidi delle Facoltà e rappresentanti dei docenti di I e II fascia. E' l'organo che detta la linea politica dell'Università o che quantomeno dovrebbe. Negli ultimi anni è stato praticamente "assente" nelle grandi scelte, quasi tutte prese dal Rettore.
Nella speranza che sappia riacquistare il suo ruolo, siamo comunque costretti a denunciare l'assoluta a-democraticità dell'organo. In barba alla legislazione vigente il Senato Accademico aquilano non ha membri studenti (dovrebbe averne per il 15% della sua composizione), ma solo su alcuni punti (peraltro secondari) sente il Presidente del Consiglio Studentesco. Ricordiamo al Magnifico, che ormai più di 4 anni fa promise, in una lettera firmata di suo pugno ed indirizzata agli studenti della nostra lista, di intervenire per sanare questa irregolarità, che la legge è legge e andrebbe rispettata (pensi, persino nelle Università).
Non lo ha fatto. Oggi, con l'occasione della modifica di Statuto da fare, può davvero rendere democratico l'organo, inserendo un numero adeguato di studenti.
La riforma universitaria, la situazione locale. ("adozioni più facili")
L'anno che sta cominciando è l'anno della prima applicazione della Riforma dell'Università e dell'introduzione del fatidico 3+2. Ne abbiamo accennato e in qualche modo è proprio la riforma e l'incertezza che porta con sé, il leit-motiv di questa controguida. Non è chiaro se davvero tutti i corsi di laurea "messi a statuto" saranno attivati, così come non è chiaro se gli studenti dell'attuale secondo e terzo anno potranno, senza patemi d'animo, continuare il proprio corso di laurea o se saranno, per mancanza di corsi, costretti a "passare" ai nuovi corsi.
Non è ancora chiaro cosa accadrà con le iscrizioni, considerando la data classica del 5 Novembre come scadenza naturale per le iscrizioni, ma considerando anche che molti consigli portano la richiesta di limitare le iscrizioni al 30 Settembre. C'è una fetta di docenza che chiede che vengano abolite le iscrizioni agli anni accademici e che queste vengano sostituite dalle iscrizioni "alle materie", cosa che rischia di essere uno strumento dietro il quale nascondere forti aumenti di tasse.
Non si è avuto il coraggio di cambiare gli organi di governo dell'Ateneo, aumentandone la democrazia e migliorandone il funzionamento, in pochi danno centralità alla valutazione della didattica e in pochissimi hanno lasciato agli studenti un numero di crediti "liberi" superiore al minimo fissato dalla legge.
In pratica non c'è stato coraggio nell'affrontare l'autonomia didattica, mentre sono emerse le grandissime spinte lobbystiche, innanzitutto per la divisione della torta dei crediti (in alcuni casi il ridicolo è stato ampiamente superato), ma anche nell'annullare di fatto i poteri delle commissioni paritetiche e nel procedere senza tenere conto delle esigenze degli studenti.
Una riforma che partirà in alcuni corsi dal solo primo anno, in molti altri su tutti e 3 gli anni, senza peraltro chiarire in che modo verrà garantito agli studenti che non intendano trasferirsi al 3+2 il loro diritto a continuare il proprio corso di laurea, con i propri corsi, con i propri appelli. Una cosa è certa, gli studenti che si immatricolano la prima volta si troveranno con corsi alleggeriti nei contenuti, ma più rigidi nelle regole.
Sarà fondamentale, anche laddove non c'è l'obbligo di frequenza, non perdere le lezioni e studiare passo passo, per poter sostenere gli esami immediatamente a fine corso. Ovviamente sarà fondamentale che qualsiasi dubbio, qualsiasi protesta, qualsiasi proposta, non si fermi nelle vostre menti, ma venga "socializzata" con noi.
Essendo la fase ancora transitoria, molte cose potranno modificarsi in corso, in base alle esigenze che si verificheranno. Quello che segue è un commento al processo di riforma che ha caratterizzato l'Ateneo Aquilano, scritto nella primavera del 2001.
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