La via della seta: viaggio tra Oriente e Occidente

La via della seta: viaggio tra Oriente e Occidente A cura di Elisabetta Graziani.

La via della seta: storia, viaggio e itinerario della strada che unisce Oriente e Occidente e di cui parlò anche Marco Polo ne "Il Milione"

1Via della seta: itinerario di una via tra Oriente e Occidente

«Quivi si fa molta seta». Con queste parole Marco Polo descrisse ne il Milione l'economia della provincia cinese del Catai caratterizzata dalla produzione della seta, tessuto che in Europa arrivava attraverso un percorso preciso che univa Oriente e Occidente: la via della seta.
La via della seta è infatti l'insieme di itinerari terrestri, marittimi e fluviali di circa 8000 chilometri lungo i quali dall'antichità si snodavano gli scambi culturali e commerciali tra Oriente e Occidente e, in particolare, della seta di cui la Cina mantenne per secoli il monopolio.  

Lago Karakul, nell'altopiano del Pamir
Lago Karakul, nell'altopiano del Pamir — Fonte: istock

Il nome via della seta apparve per la prima volta nel 1877, quando il geografo tedesco Ferdinand von Richthofen, nell'introduzione del libro Diari dalla Cina, nominò per la prima volta la via della seta.

La via della seta attraversava l'Asia centrale e il Medio Oriente, collegando la Cina all'Asia Minore e al Mediterraneo. Le sue diramazioni si estendevano a est sino alla Corea e al Giappone e a Sud fino all'India.
Nella porzione occidentale del tragitto, gli itinerari furono molti e variabili a seconda delle condizioni storico-economiche dei Paesi che ne erano attraversati: una volta superati i passi montani del Pamir, la via della seta proseguiva in vari percorsi che da una parte conducevano all’India, dall’altra verso l’Iran e i fiumi Tigri ed Eufrate in Medio Oriente. Il tratto meglio definibile e immutabile nel tempo fu quello orientale che si propagava in Cina. 

Tappe terrestri importanti erano sempre:

  • Roma, Atene e Costantinopoli in Europa
  • Baghdad in Medio Oriente
  • Samarcanda nell'attuale Uzbekistan
  • Hotan e Xi'an in Cina
Seta, la principale merce trasportata sulla via
Seta, la principale merce trasportata sulla via — Fonte: istock

É importante sottolineare che la destinazione finale della seta, che viaggiava su questa via insieme ad altre merci preziose e che iniziò a uscire con regolarità dalla Cina dopo il 200 a.C., era Roma. Altre merci altrettanto preziose viaggiavano in senso inverso, e insieme alle merci si muovevano in un senso e nell'altro le idee legate alla matematica e all'astronomia e religioni come il Manicheismo e il Nestorianesimo.
Questi scambi commerciali e culturali furono determinanti per la nascita e lo sviluppo delle antiche civiltà, ma anche per la nascita del mondo moderno. 

2Storia della via della seta

Busto di Alessandro Magno
Busto di Alessandro Magno — Fonte: ansa

Ai tempi di Erodoto la via della seta si chiamava via Reale di Persia e si sviluppava per 3000 chilometri dalla città di Ecbatana sino al porto turco sul mar Egeo di Smirne. Alla sua manutenzione provvedeva l'Impero achemide. La via aveva varie fermate e i viaggiatori comuni impiegavano tre mesi per percorrerla, mentre i corrieri imperiali con cavalli freschi la attraversavano in nove giorni.
Questa via divenne il collegamento tra Oriente e Occidente con l'espansione in Asia centrale di Alessandro Magno che fondò lungo il suo percorso la città più lontana dell'Impero macedone, Alessandria Eskate, e che con il suo ammiraglio aprì la rotta marittima dal delta dell'Indo al golfo Persico. 

Deserto nei pressi di Dunhuang, uno dei luoghi per cui passa la via della seta
Deserto nei pressi di Dunhuang, uno dei luoghi per cui passa la via della seta — Fonte: istock

I Tolomei d'Egitto promossero l'apertura di vie commerciali con il Medio Oriente e l'India attraverso i porti sul mar Rosso e su percorsi terrestri carovanieri, ma fu con le spedizioni commerciali e militari dei Cinesi verso l'Asia centrale e la Partia, l'antica Persia, che nel I secolo a.C. prese corpo la vera e propria via della seta.

Secondo la tradizione i Romani entrarono in contatto con la seta, prima dell'incontro ufficiale con gli ambasciatori cinesi nel 166 d.C., nel 36 a.C. quando le truppe romane, composte forse dai superstiti della sconfitta subita contro i Parti a Carre nel 53 a.C., si imbatterono nell'esercito cinese.
I Romani non sapevano da dove venisse e come si producesse questo tessuto, ma ne divennero i principali consumatori anche se il senato romano emanò diversi editti per proibire di indossare la seta, considerata immorale, e per vietarne il costoso acquisito.  

Giustiniano, dettaglio di un mosaico
Giustiniano, dettaglio di un mosaico — Fonte: ansa

Caduto l'Impero romano d'Occidente, Costantinopoli, capitale dell'Impero romano d'Oriente iniziò a dominare i traffici commerciali nel Mediterraneo. I Bizantini, che non erano interessati a commerciare con l'Europa impoverita dalle invasioni barbariche preferirono stringere legami economici con il maggiore produttore di seta: la Cina

Un ostacolo ai traffici con l'Estremo Oriente era però rappresentato dai Sasanidi, nemici dell'Impero, sul cui territorio era necessario passare per giungere in Cina. Giustiniano, per evitare il problema, aprì un passaggio per la Cina attraverso la Crimea e tramite il mar Rosso e l'oceano Indiano. Tuttavia entrambe le vie alternative presentavano inconvenienti. Nel 552 d.C. due monaci provenienti dalla Cina si recarono a Costantinopoli e svelarono all'imperatore il segreto della produzione della seta risolvendo ogni problema. Nell'Impero romano d'Oriente si iniziò a produrre seta in città come Costantinopoli e Beirut e a commerciarla.  

La via della seta, che per un periodo smise di avere un ruolo di collegamento commerciale di rilievo, tornò a essere un importante mezzo di comunicazione tra Oriente e Occidente con l'espansione in Asia dei Mongoli dal 1215 circa al 1360.
Sebbene la seta, prodotta da secoli in modo autonomo in Europa, non rivestisse la stessa importanza di prima, la via della seta tornò a essere percorsa con costanza e a stupire moltissimi viaggiatori. 

3I viaggi lungo la via della seta

Durante il Medioevo, grazie alla pace stabilita dai Mongoli, che garantì la tranquillità necessaria per sviluppare contatti e commerci, la via della seta fu percorsa da una grande quantità di viaggiatori desiderosi di commerciare e di avere rapporti politici con l'Oriente e di cui conosciamo le vicende grazie ai resoconti che fecero una volta tornati a casa.
Nel 1243 il primo a partire fu il monaco Giovanni da Pian del Carpine che si recò dai Mongoli per portare due lettere di Innocenzo IV che avevano lo scopo di scongiurare un'invasione mongola dell'Europa e di creare una nuova alleanza.
Dal 1253 al 1255 il frate Guglielmo di Rubruck viaggiò lungo la via della seta arrivando sino a Caracorum, la capitale dell'Impero mongolo, prima di tornare indietro e di aver percorso circa 12000 chilometri.

Disegno raffigurante Marco Polo durante il suo viaggio
Disegno raffigurante Marco Polo durante il suo viaggio — Fonte: ansa

Dal 1271 al 1289 fu Marco Polo a intraprendere il viaggio che egli stesso ci racconta ne il Milione. Il giovane veneziano andò verso l'Oriente lungo la via della Seta e arrivò fino al Catai, la Cina settentrionale, per stabilire nuovi rapporti commerciali.
Non viaggiarono solo i Cristiani: tra il 1325 e il 1354, Ibn Battuta, viaggiatore musulmano, arrivò fino ai principati degli eredi di Gengis Khan in cui era diviso l'Impero mongolo.
Tutti questi viaggiatori descrissero in modo vivace le meraviglie che trovarono lungo la via della seta che era piena di:  

  • Luoghi con panorami e cibi esotici
  • Popoli ricchissimi con una grande cultura
  • Popolazioni barbare che praticavano il cannibalismo
  • Creature fantastiche come gli uomini da una gamba e un occhio solo