La Triplice Alleanza: verso la Prima Guerra Mondiale

La Triplice Alleanza: verso la Prima Guerra Mondiale A cura di Edoardo Angione.

La Triplice Alleanza: storia del trattato della duplice e triplice alleanza, con il successivo ingresso dell'Italia, fino alla Prima Guerra Mondiale.

1Cos'è la Triplice Alleanza?

Nel maggio del 1882 il governo italiano stipula la Triplice Alleanza con Germania e Austria-Ungheria. Per la politica estera del giovane Regno d’Italia, che fino ad allora aveva mantenuto una certa equidistanza prudente dalle grandi potenze dell’epoca, è una piccola rivoluzione. In particolare perché segna una rottura con la Francia, con la quale da sempre c’era stato un rapporto preferenziale. 

La Triplice Alleanza non fu accolta in modo particolarmente favorevole da molti italiani: l’Austria era stato il nemico storico per tutto il Risorgimento, e il Trentino e la Venezia Giulia, territori che gli italiani reclamavano, erano ancora in suo possesso. Cerchiamo di capire come mai questa scelta fu per il Regno d’Italia quasi inevitabile. 

2Uscire dall'isolamento

Il XIX secolo era dominato da logiche di potenza. Al Congresso di Berlino (1878), l’Italia aveva cercato di entrare nel gioco delle grandi potenze, ma senza successo. Dichiarandosi contraria all’espansione dell’Austria nei Balcani, l’Italia aveva tentato di ottenere territori in Trentino ed in Venezia Giulia. Il fallimento dell’iniziativa era una conseguenza dell’isolamento diplomatico italiano

Monumento che ritrae Agostino Depretis, capo del governo italiano al momento della sottoscrizione della Triplice Alleanza
Monumento che ritrae Agostino Depretis, capo del governo italiano al momento della sottoscrizione della Triplice Alleanza — Fonte: ansa

Pochi anni dopo, nel 1881, c’era stato un altro fallimento in seguito all’istituzione di un protettorato in Tunisia da parte della Francia. Nell’Italia di allora la Tunisia era vista come una sorta di sbocco naturale per eventuali avventure coloniali, anche perché il paese già ospitava una nutrita comunità di migranti, soprattutto siciliani. Ancora una volta, però, a prevalere erano state le logiche di potenza: la Francia aveva potuto approfittare dell’appoggio della Germania e dell’approvazione dell’Inghilterra, mentre nessuno era disposto a schierarsi con le istanze italiane.

Ma la conseguenza più grave per l’Italia, che doveva essere affrontata da un nuovo governo, con a capo Agostino Depretis, era che l’amicizia tra Italia e Francia era ormai pesantemente compromessa. Per uscire dall’isolamento, l’unica strada percorribile sembrava essere quella di un accordo con altre potenze: la Germania e l’Austria erano la scelta più naturale. Così del resto suggeriva anche il cancelliere tedesco Bismarck, e grazie alle sue sollecitazioni l’Austria iniziò a trattare con l’ambasciatore italiano Carlo di Robilant. Il patto, consistente in 8 articoli, venne stipulato il 20 maggio del 1882 a Vienna. 

3La Triplice Alleanza

Ritratto di Otto von Bismarck, mente della Triplice Alleanza
Ritratto di Otto von Bismarck, mente della Triplice Alleanza — Fonte: ansa

Con la Triplice Alleanza, un trattato della durata di 5 anni (art. 7), l’Italia entrava in un sistema di sicurezza pensato da Bismarck ed avviato, tra Austria e Germania, già nel 1879: la Duplice Alleanza. Oltre ad una generica promessa di pace ed amicizia (art.1), si trattava principalmente di un patto difensivo: i tre Stati si impegnavano all’assistenza reciproca in caso di aggressioni esterne. Si temevano in particolare attacchi della Russia verso i possedimenti austriaci nei Balcani, dove l’Impero russo fomentava da anni il panslavismo

Nel caso in cui una delle tre potenze fosse attaccata da due paesi nemici, le altre due avrebbero dovuto soccorrerla (art. 3). Nel caso in cui ad iniziare la guerra fosse stata una delle tre potenze, le altre due avrebbero dovuto come minimo mantenere una benevola neutralità (art. 4). Per evitare problemi con la potentissima flotta britannica nel Mediterraneo, l’Italia richiese una clausola secondo cui il trattato non si sarebbe applicato in caso di conflitti con la Gran Bretagna.

La Triplice Alleanza proteggeva in particolare l’Italia da un eventuale attacco francese (art. 2): abbiamo già visto come, con la conquista della Tunisia (1881), i rapporti tra Italia e Francia si erano incrinati. La Francia era inoltre sostenitrice del Papato, che ancora non riconosceva l’Italia unita, e stava iniziando un percorso di avvicinamento alla Russia. Nonostante questo, l’eventualità di un attacco della Francia all’Italia era piuttosto improbabile: evitare un riavvicinamento tra Francia ed Italia era soprattutto nell’interesse della Germania.

4L’Irredentismo

L’Italia sembrava finalmente entrata nel sistema degli imperi centrali, ma il prezzo di tutto questo non era da sottovalutare. Alleandosi con l’Austria, l’Italia stava implicitamente rinunciando a rivendicare le proprie terre irredente: il Trentino e la Venezia Giulia. Questa almeno era la speranza austriaca.

Nel Regno d’Italia, dove le istanze risorgimentali erano ancora sentite in modo molto forte, le proteste degli irredentisti non si erano fatte attendere, in particolare quando, alla fine del 1881, il re d’Italia Umberto I, in piene negoziazioni diplomatiche, aveva fatto visita a Vienna in compagnia della consorte.

Ritratto di Giuglielmo Oberdan
Ritratto di Giuglielmo Oberdan — Fonte: ansa

Un evento in particolare scuoterà tutto il mondo intellettuale europeo il 20 dicembre del 1882: un giovane studente di ingegneria, Guglielmo Oberdan, verrà impiccato a Trieste, all’epoca ancora una città austriaca. Oberdan, che a Trieste era nato ma viveva in territori italiani, si era recato nella sua città natale con l’intento di uccidere l’imperatore Francesco Giuseppe, ma era stato catturato e condannato a morte dagli austriaci, nonostante le proteste di intellettuali del calibro di Victor Hugo.

5Il rinnovo del 1887 della Triplice Alleanza

A cinque anni dall’accordo, i risultati della Triplice Alleanza non sembravano entusiasmanti, in particolare per l’Austria. Per prima cosa in Italia si reclamavano ancora a gran voce i territori irredenti. In secondo luogo nel 1885, su consiglio della Gran Bretagna, l’Italia aveva occupato la città eritrea di Massaua, sottraendola all’Egitto. I fatti di Massaua avevano provocato non soltanto i malumori di Turchia ed Egitto, ma anche della Russia e dell’Austria, che avrebbe voluto un ritiro immediato dell’Italia dall’Eritrea. Tuttavia l’Austria aveva le mani legate: in seguito alla crisi bulgara del 1886 era ad un passo dalla guerra con la Russia, e non poteva rinunciare al supporto dell’Italia.

A sbloccare la situazione sarà ancora una volta l’abilità diplomatica di Bismarck, proponendo due clausole (patti bilaterali) che miglioreranno decisamente la posizione diplomatica dell’Italia. Con la prima clausola, qualsiasi modifica territoriale nei Balcani doveva avvenire con l’accordo di Austria ed Italia: se una delle due potenze otteneva vantaggi, avrebbe dovuto compensare l’altra.
La seconda clausola, invece, apriva all’Italia la via del Colonialismo: se fossero nati conflitti tra Francia ed Italia nel Mediterraneo, la Germania si impegnava ad appoggiare militarmente l’Italia. In questo modo l’Austria non sarebbe stata coinvolta nelle questioni mediterranee, così come la Germania non sarebbe intervenuta nei Balcani a fianco dell’Italia. Grazie a queste clausole, la Triplice Alleanza viene rinnovata il 20 febbraio del 1887.

Su richiesta italiana, nel 1891 il trattato verrà rinnovato in anticipo, ed i patti bilaterali saranno inseriti nel testo dell’Alleanza (art. 7). Per l’Italia sembrerebbe un vero trionfo, anche perché venivano aggiunte nuove clausole secondo cui la Germania si impegnava a sostenere l’Italia in caso di iniziative coloniali in Tunisia, Cirenaica, e Tripolitania.

6Nuovi equilibri in Europa: la fine della Triplice Alleanza

Illustrazione della Guerra di Libia
Illustrazione della Guerra di Libia — Fonte: ansa

Pur con qualche modifica e con varie difficoltà, la Triplice alleanza verrà rinnovata ancora nel 1896, nel 1902 e nel 1908. Nel frattempo però gli equilibri d’Europa erano cambiati radicalmente. L’Italia si era infatti avvicinata progressivamente, attraverso accordi individuali, alla Russia, alla Francia e alla Gran Bretagna. Sarà soltanto per difendere i propri interessi coloniali in Libia che l’Italia rinnoverà la Triplice Alleanza anche nel 1912.

Nell’estate del 1914, allo scoppio della Prima guerra mondiale, l’Italia si manterrà neutrale in base all’articolo 4 e all’articolo 7 della Triplice Alleanza, secondo cui l’Italia non era tenuta all’intervento ma ad una “neutralità benevola” (art. 4), e qualsiasi intervento austriaco nei Balcani (l’Austria stava attaccando la Serbia), sarebbe dovuto avvenire in seguito ad un accordo preliminare tra Austria ed Italia (art. 7). Era chiaro che, finché l’Italia non avesse ottenuto i territori irredenti, riguardo ai Balcani non ci sarebbe stato nessun accordo con l’Austria.

A questo punto l’Italia, ancora una volta, cambierà rotta, avviando gli accordi che porteranno, il 26 aprile del 1915, al patto di Londra. Soltanto allora, il 4 maggio del 1915, attraverso un telegramma mandato a Vienna, il ministro degli esteri italiano Sidney Sonnino denuncerà la Triplice Alleanza, ritirando la propria neutralità e rivendicando la libertà d’azione del Regno d’Italia. Venti giorni dopo, l’Italia attaccherà l’Austria.