La solitudine dei numeri primi: trama e analisi

La solitudine dei numeri primi: trama e analisi A cura di Daniel Raffini.

La solitudine dei numeri primi: trama e analisi del romanzo di Paolo Giordano con commento e riflessione sul significato della storia narrata

1La solitudine dei numeri primi: introduzione al romanzo

Paolo Giordano al Premio Strega 2008
Paolo Giordano al Premio Strega 2008 — Fonte: ansa

La solitudine dei numeri primi è un romanzo del 2008. L’autore, Paolo Giordano, all’epoca dell’uscita del libro era un giovane dottorando in Fisica con la passione per la letteratura.
Il romanzo racconta la storia di un ragazzo e una ragazza che si rincorrono per tutta la vita senza mai incontrarsi veramente, si trovano e si perdono più volte, due anime affini che non riescono a congiungersi.
La solitudine dei numeri primi ottenne un gran successo vincendo molti premi letterari e nel 2010 ne verrà tratto un film diretto da Saverio Costanzo. 

2Paolo Giordano: l'autore de La solitudine dei numeri primi

  • Paolo Giordano nasce a Torino nel 1982.
  • Nel 2006 si laurea in Fisica presso l’Università di Torino.
  • Tra il 2006 e il 2007 frequenta la Scuola Holden, una scuola di scrittura fondata a Torino nel 1994 dallo scrittore Alessandro Baricco.
  • Nel 2008 pubblica il suo primo romanzo, La solitudine dei numeri primi, con cui si afferma come scrittore e vince il prestigioso Premio Strega.
  • Scrive articoli e racconti su vari giornali e riviste, in particolare sul settimanale «Gioia». Tra i racconti si può ricordare La pinna caudale, pubblicato nel 2008 su un numero della rivista «Nuovi Argomenti» dedicato ai giovani scrittori.
  • Nel 2010 consegue il dottorato in Fisica Teorica.
  • Nel 2012 pubblica il suo secondo romanzo, Il corpo umano.
  • Nel 2014 pubblica il romanzo Il nero e l’argento.

3La storia editoriale de La solitudine dei numeri primi

La Solitudine dei numeri primi viene pubblicato da Mondadori nel 2008. Otterrà un grande successo in Italia, vendendo più di un milione di copie, e verrà presto tradotto in tutta Europa.
Oltre al successo di pubblico, La solitudine dei numeri primi ha ottenuto anche l’approvazione della critica, vincendo molti importanti premi letterari, tra cui spiccano il Premio Campiello Opera Prima, dedicato agli scrittori esordienti e il Premio Strega, attualmente il più importante premio letterario in Italia. Nel 2008, a soli 26 anni, Paolo Giordano diventa così il più giovane scrittore ad aver vinto il Premio Strega.

La copertina del romanzo "La solitudine dei numeri primi"
La copertina del romanzo "La solitudine dei numeri primi" — Fonte: ansa

Una curiosità è che il titolo del romanzo, La solitudine dei numeri primi, non fu scelto dall’autore ma dall’editor della Mondadori Antonio Franchini. Il titolo inizialmente scelto da Giordano era Dentro e fuori dall’acqua. Questo non deve stupire troppo, poiché è pratica abbastanza comune nelle case editrici quella di cambiare il titolo. Bisogna poi sottolineare che, come lo stesso Giordano ha ammesso, il titolo e la copertina, in cui è riportata la foto di una ragazza dallo sguardo fisso e penetrante, hanno probabilmente contribuito ad attirare l’attenzione dei lettori su questo romanzo. Accanto a un’opera letteraria ottima come quella di Giordano c’è dunque anche un buon lavoro di marketing e pubblicità da parte della casa editrice.

4La solitudine dei numeri primi: trama

La solitudine dei numeri primi racconta in parallelo le vite dei suoi due protagonisti, Alice e Mattia.

La storia inizia a Torino, dove i due ragazzi nascono e crescono. Per entrambi l’infanzia è segnata da un evento traumatico. Per Alice si tratta di un incidente durante una gara di sci, in seguito al quale rimarrà zoppa a vita. Questo incidente compromette anche il rapporto con il padre, che voleva fare della figlia una grande sciatrice e l’aveva spinta verso questo sport. Crescendo Alice inizia a soffrire di anoressia, disturbo che la accompagnerà per il resto della sua vita.
Per Mattia invece l’evento traumatico è la scomparsa della sorella gemella Michela. Michela soffriva di un ritardo mentale e per questo Mattia doveva occuparsi di lei in ogni momento. Un giorno Mattia vuole andare a una festa di compleanno e decide di lasciare la sorella nel parco da sola. Michela non verrà mai più trovata e si ipotizzerà che sia annegata in un canale nel parco.

A scuola Alice riesce a stringere un’amicizia, seppur breve, con Viola Bai, una ragazza molto popolare. Anche se l’amicizia dura poco, è proprio Viola che spinge Alice a conoscere Mattia. In questa fase inizia il rapporto tra i due ragazzi, accomunati da un’esistenza problematica e da un carattere chiuso e introverso. Il rapporto non si evolve però in una storia d’amore e dopo la scuola Alice e Mattia intraprenderanno due cammini differenti, lei verso la fotografia e lui studia invece matematica.

I ragazzi torneranno a incontrarsi in questi anni, Mattia racconterà ad Alice la storia della sorella Michela, che lo tormenta fin da bambino, e tra i due ci sarà anche un bacio. Gli eventi, però, intervengono a separare di nuovo Alice e Mattia; il ragazzo è infatti chiamato per un posto di lavoro come insegnante universitario nel nord Europa e, dopo alcuni ripensamenti, decide di partire. Nell’università straniera stringe amicizia con un collega, Alberto, attraverso il quale conosce una donna, Nadia, con la quale avrà una breve storia che non avrà seguito.
Nel frattempo la mamma di Alice si ammala e, infine, muore. Mentre assiste la madre in ospedale, Alice conosce un medico, Fabio, che la corteggia a riuscirà alla fine a convincerla a sposarlo. Il matrimonio dura però poco, poiché Alice non riesce ad avere figli a causa della sua anoressia e rifiuta di curarsi. I due si separano e Alice torna a vivere da sola. 

Un incontro molto particolare riavvicinerà i destini di Alice e Mattia ancora una volta. Un giorno infatti Alice vede una ragazza che assomiglia molto a Mattia e pensa che possa essere la sorella dispersa Michela. Alice chiama allora Mattia e gli chiede di raggiungerlo. I due si incontrano, ma Alice non riesce a raccontagli ciò che ha visto e ha pensato, si baciano di nuovo, ma alla fine Mattia riparte e il romanzo finisce con l’ennesima separazione, senza che i due riescano veramente a trovarsi e abbiano il coraggio di restare insieme

5L'interpretazione de La solitudine dei numeri primi

Nel romanzo La solitudine dei numeri primi, così come nel titolo, si fa riferimento ai numeri primi. In senso metaforico i numeri primi rimandano alla solitudine, in quanto sono quei numeri che sono divisibili solo per se stessi e per zero, ossia che non hanno relazioni con altri che non con se stessi e con il nulla.
Lo spazio tra l’io e il nulla è lo spazio della solitudine, quello che occupano i protagonisti di questo romanzo.
Nel corso della narrazione Alice e Mattia sono paragonati a due numeri primi gemelli, ossia due numeri primi divisi da un solo numero, vicini ma che non si possono congiungere. 

La solitudine dei numeri primi è un romanzo atipico perché racconta la storia di due personaggi che non riescono ad incontrarsi, due anime gemelle che si amano ma che non riescono a stare insieme. Questo romanzo tocca in questo modo tematiche molto importanti, come la solitudine insormontabile e le problematiche legate alla socialità, ma anche le difficoltà dei giovani moderni, dalla fuga all’estero per trovare lavoro, all’anoressia e la depressione. Il romanzo riflette in modo amaro sul mondo contemporaneo del benessere, in cui i giovani hanno tutto ciò che è materiale ma sono abbandonati alla loro solitudine.
I protagonisti de La solitudine dei numeri primi, segnati da traumi che non riescono a superare, si rifugiano in se stessi, autoescludendosi dal mondo. La solitudine è allora ciò che li accomuna ma che, per definizione, li allontana anche l’uno dall’altra. 

Lontano da essere una storia d’amore tradizionale, da lieto fine, La solitudine dei numeri primi ci racconta invece un rapporto impossibile, la difficoltà di raggiungere quella felicità che è a un passo, quel passo che diventa una distanza incolmabile se non si hanno gambe adatte ad affrontarlo. Si tratta quindi di una riflessione profonda e di una discesa nella mente dell’essere umano e dei suoi lati più inspiegabili. Il romanzo di Giordano racconta un destino di dolore, che si spinge fino quasi all’autolesionismo, e la negazione di una soluzione che per tutti gli altri sarebbe ovvia e facile, ma che per alcuni diventa impossibile.