Klimt, la secessione viennese

Di Redazione Studenti.

Gustav Klimt nacque a Baumgarther nel 1862. Figlio di un orafo e cesellatore di origine boema, Klimt studiò alla Scuola di arti e mestieri di Vienna; nel 1879, partecipa, insieme al fratello minore Ernst e a Franz Matsch, alla decorazione del teatro di Karlsbad (odierna Karlovy Vary), del soffitto e delle scalinate del Burgtheater di Vienna. Nel 1893, ricevette l'incarico di decorare l'Aula Magna dell'Università di Vienna

Nel 1897 fu proprio sotto la guida spirituale di Klimt che 19 studenti dell'Accademia decisero di staccarsi dall'istituzione imperiale e di fondare quell'Associazione di artisti figurativi d'Austria, che sarebbe passata alla storia come la Secessione Viennese .

La Secessione aveva un programma estremamente rivoluzionario , contrario all'imperante accademismo storicista; essi erano convinti che l'arte doveva essere figlia del proprio tempo e espressione della ricerca del bello , quindi libera da ogni costrizione, così come da ogni "programma" ideologico.
" Sono stanco di dovermela vedere sempre con le stesse persone ottuse. Quando finisco un quadro non intendo sprecare mesi interi a giustificarlo davanti a certa gente. A me non importa a quanti ma a chi piace ". Così lo stesso artista difende i suoi quadri dagli attacchi che gli vengono rivolti dai politici e dagli intellettuali, che mal tolleravano Klimt, a causa delle rappresentazioni allegoriche della Filosofia, Medicina e Giurisprudenza (1900-02).

Nel 1903, compie diversi viaggi in Italia , in particolare a Ravenna, dove approfondisce la tecnica del mosaico ; nel 1905 esce dalla secessione e inizia la sua attività nel settore dell'arte decorativa collaborando con l' architetto Hoffmann e con le Wiener Verkstatten , presso cui realizza il famoso mosaico per la casa Stoclet di Bruxelles (tra i cui pannelli si ricordano in particolare L'attesa e L'abbraccio , 1905-09).
Tiene mostre in tutta Europa: Parigi, Dresda e Berlino. Dipinge Giuditta (1901), Le tre età della donna (1905), L'albero della vita , Danae (1907-08); ma, soprattutto l'opera giudicata da molti critici il suo capolavoro, Il bacio (1907-08), e buona parte dei paesaggi, in cui è molto evidente il legame artistico di Klimt con il simbolismo francese ( Faggeto , 1902; Giardino di campagna con girasoli , 1905-06; Viale nel parco dello Schloss Kammer , 1912).

Nel 1909, si conclude il periodo cosiddetto aureo: Klimt si avvicina al colore , allontanandosi, quindi, dalla raffinatezza compositiva delle opere più famose. La sua pittura si riempe di contenuti letterari e simbolici , animata dall'armonia dei puri ritmi decorativi ( Salomè, 1909 ).
Klimt, l'artista colto e raffinato, ma schivo e riservato, rappresenta la borghesia viennese , cogliendone il fascino del tramonto; "associa l'idea dell'arte e del bello a quella della decadenza , del dissolvimento del tutto, del precario sopravvivere della forma alla fine della sostanza" (G.C. Argan). Muore a Vienna nel 1918, lo stesso anno in cui cadde l'impero asburgico.

Figure di innegabile ricchezza stilistica e straordinaria capacità artistica, Picasso e Klimt , anche se in periodi e in luoghi diversi, sono tra gli innovatori più geniali e fecondi dell'arte contemporanea.
Entrambi affascinati dalla figura della donna che in Picasso trova maggior espressione nel famoso quadro " Les Demoiselles d' Avignon " , dove attraverso l'abolizione di qualsiasi prospettiva o profondità, abolisce lo stesso spazio, individuando una terza dimensione non visiva, ma mentale. La donna e il mistero della carne sono temi che lo affascinano e lo coinvolgono e, a cui dedica, nel corso degli anni, una serie di quadri: nel 1950, " Le signorine in riva alla Senna ", che rappresenta forse l'ultima opera ricca d'inventiva di Picasso e segna l'inizio di un periodo di riflessione, durante il quale l'artista dipingerà una serie di varianti delle Donne d'Algeri (1954-55) di Delacroix, di Las Meniñas (1957) di Velázquez, del Déjenuer sur l'herbe (1960-61), di Manet e delle Sabine (1962-63) di David.

In maniera quasi analoga, la donna è per Klimt colei che traduce le paure, schiava dei tabù, ma pur sempre femme fatale e consolatrice di se stessa; Klimt dipinge una donna sicura della propria identità che vuole essere e sentirsi alla pari degli uomini, affrancata da secoli di oscurità. Sarebbe riduttivo considerare tutto ciò come l'unica chiave di lettura dell'arte di Gustav Klimt e, in un certo qual modo, sarebbe dissacrante rispetto al messaggio che in realtà vuole dare. L'artista, per primo, ci offre, infatti, una chiara visione della caducità dell'uomo .