Jobs Act, cos’è il contratto a tutele crescenti

Di Chiara Casalin.

Cos’è il Jobs Act e come funziona il contratto a tutele crescenti introdotto dalla riforma del lavoro

JOBS ACT, COS’E’ – Il Consiglio del Ministri ha dato il via libera ai primi due decreti attuativi della riforma del lavoro, conosciuta anche come Jobs Act.

Il Jobs Act tecnicamente è la legge che delega il governo Renzi a completare la riforma del mondo del lavoro, rispettando le linee guida e i “paletti” imposti dal Parlamento.

Il Consiglio del Ministri ha varato appunto i primi decreti attuativi del Jobs Act, che istituiscono definitivamente il contratto a tutele crescenti e i nuovi ammortizzatori sociali.

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JOBS ACT, COS’E’ CONTRATTO TUTELE CRESCENTI – A partire dal primo marzo 2015 le aziende potranno assumere con il nuovo contratto di lavoro a tempo indeterminato con tutele crescenti. Come funziona questo nuovo tipo di contratto? Per chi assume con il contratto a tutele crescenti è prevista una decontribuzione a carico dello Stato (meno tasse). Per chi viene assunto, invece, in caso di licenziamento illegittimo non è più previsto il reintegro in azienda, ma solo un indennizzo in denaro che aumenta in base a quanto tempo il lavoratore ha prestato sevizio nell’azienda con il contratto a tempo indeterminato (è fissato comunque un tetto massimo di 24 mensilità).
Il reintegro, invece, è previsto solo nel caso di licenziamento discriminatorio, nullo o nel caso di licenziamento disciplinare se viene provata l’insussistenza del fatto materiale contestato.

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JOBS ACT, NUOVI AMMORTIZZATORI SOCIALI - Oltre al decreto sul contratto a tutele crescenti il Cdm ha varato anche il decreto attuativo sui nuovi ammortizzatori sociali, cioè la Naspi e la Dis-Coll.
La Naspi è un sussidio di disoccupazione previsto in caso di disoccupazione involontaria. A differenza della vecchia Aspi durerà più a lungo e potrà arrivare ad un massimo di 24 mesi.
La Dis-Coll, invece, è un nuovo ammortizzatore sociale previsto in via sperimentale per chi perderà il lavoro nel 2015. La Dis-Coll consiste in un’indennità di disoccupazione per i collaboratori coordinati e continuativi e per i collaboratori a progetto iscritti in via esclusiva alla Gestione separata, non pensionati, privi di partita Iva e che hanno almeno 3 mesi di versamenti contributi a partire dal 1° gennaio dell’anno precedete alla cessazione del rapporto di lavoro.

JOBS ACT, CONTRATTI A TERMINE – Venerdì 20 febbraio è arrivato al tavolo del Consigli dei Ministri anche il decreto sul riordino dei contratti a termine, che porterà, a partire dal 2016, alla scomparsa dei contratti a progetto. Per il 2015, quindi, questo tipo di contratti potrà ancora essere stipulato, ma dal 2016 potranno essere stipulati contratti co.co.pro. solo previ accordi sindacali. Dal 2016 dovrebbero scomaprire anche i contratti di associazione in partecipazione e dovrebbe esserci una rimodulazione di altre tipologie di contratti a tempo determinato.

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JOBS ACT, DECRETI ATTUATIVI – Secondo quanto riporta Repubblica.it, nella conferenza stampa di presentazione dei provvedimenti approvati Matteo Renzi ha dichiarato: "Nello stesso momento in cui noi rottamiamo e superiamo un certo modello del diritto del lavoro, allo stesso modo superiamo i co.co.co. e i co.co.pro. Per la prima volta c'è una generazione che può vedere la politica far la guerra non ai precari ma al precariato".
Dai sindacati ieri invece erano arrivate critiche e la leader della CGIL Susanna Camusso aveva dichiarato che “il governo va nella direzione sbagliata”.