Le più belle frasi di Italo Calvino

Di Francesca Ferrandi.

Le più belle frasi di Italo Calvino: citazioni e pensieri dello scrittore italiano, tra i più importanti della letteratura contemporanea

FRASI DI ITALO CALVINO

Italo Calvino: frasi e citazioni
Italo Calvino: frasi e citazioni — Fonte: ansa

A cavallo tra Neorealismo, letteratura fantastica e letteratura combinatoria, Italo Calvino è stata una delle personalità predominanti della cultura italiana novecentesca. Autore di romanzi, saggi, racconti, articoli di giornale, il suo pensiero è riuscito a permeare nell’immaginario del Novecento arrivando fino al giorno d’oggi, tanto che le frasi di Italo Calvino – tratte dalle sue opere più celebri – sono ancora in grado di emozionare e di stimolare profonde riflessioni.
Ripercorriamo brevemente la sua vita: nato nel 1923 a Santiago de Las Vegas, nell’isola di Cuba, Italo Calvino si trasferì ben presto in Italia dove visse un’adolescenza immersa nello scenario della Seconda Guerra Mondiale. Entrò nella Resistenza e, nel dopoguerra, militò nel PCI. Laureatosi in lettere nel 1947, conobbe personalità di spicco come Vittorini e Pavese, e pubblicò il suo primo romanzo: Il sentiero dei nidi di ragno, di stampo neorealista. Fondamentale per lo sviluppo del suo pensiero fu il trasferimento a Parigi, nel 1967: qui entrò in contatto con la cultura francese e si avvicinò al gruppo dell’Oulipo, grazie al quale si appassionò alla letteratura combinatoria (di cui un importante testimonianza è il romanzo Le città invisibili). Morì la notte tra il 18 e il 19 settembre 1985, a Siena.

ITALO CALVINO: FRASI E CITAZIONI PIÙ BELLE

Le citazioni e le frasi di Italo Calvino sono – ci sbilanciamo – tra le più belle dell’intera letteratura italiana. Tanto semplici quanto profonde, evocative, emozionanti, toccano diverse sfere della vita umana senza mai perdere di efficacia. Di seguito abbiamo selezionato per voi alcune tra le più belle frasi di Italo Calvino:

  • Tutti abbiamo una ferita segreta per riscattare la quale combattiamo. (tratta da Il sentiero dei nidi di ragno)
  • Tutto può cambiare, ma non la lingua che ci portiamo dentro, anzi che ci contiene dentro di sé come un mondo più esclusivo e definitivo del ventre materno. (tratta da Eremita a Parigi)
  • Ci sono quelli che si condannano al grigiore della vita più mediocre perché hanno avuto un dolore, una sfortuna; ma ci sono anche quelli che lo fanno perché hanno avuto più fortuna di quella che si sentivano di reggere. (tratta da La nuvola di smog)
  • Anche quando pare di poche spanne, un viaggio può restare senza ritorno. (tratta da Il barone rampante)
  • Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così. (tratta da Il barone rampante)
  • Se alzi un muro, pensa a ciò che resta fuori! (tratta da Il barone rampante)
  • Se infelice è l'innamorato che invoca baci di cui non sa il sapore, mille volte più infelice è chi questo sapore gustò appena e poi gli fu negato. (tratta da Il cavaliere inesistente)
  • Alle volte uno si crede incompleto ed è soltanto giovane. (tratta da Il visconte dimezzato)
  • Chi ha l'occhio, trova quel che cerca anche a occhi chiusi. (tratta da Marcovaldo)
  • L'inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n'è uno, è quello che è già qui, l'inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l'inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all'inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio. (tratta da Le città invisibili)
  • D'una città non godi le sette o le settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda. (tratta da Le città invisibili)
  • La fantasia è un posto dove ci piove dentro. (tratta da Lezioni americane)
  • Solo dopo aver conosciuto la superficie delle cose, – conclude – ci si può spingere a cercare quel che c'è sotto. Ma la superficie delle cose è inesauribile. (tratta da Palomar)
  • La conoscenza del prossimo ha questo di speciale: passa necessariamente attraverso la conoscenza di se stesso. (tratta da Palomar)
  • Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire. (tratta da Perché leggere i classici)