Ispettori nelle scuole per valutare gli insegnanti

Di Barbara Leone.

Con il decreto Milleproroghe il Ministero dell'Istruzione ha approvato due commi per regolare il sistema di valutazione della scuola: gli ispettori dovranno valutare istituti e professori

SPECIALE SCUOLA 2017/2018

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Nel decreto Milleproroghe, approvato in Senato, sono stati inseriti due commi per regolare il sistema di valutazione della scuola, voluto dal Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. L'emendamento stabilisce che gli ispettori potranno analizzare scuole ed insegnanti, assegnando veri e propri voti a seconda della situazione delle varie realtà scolastiche. La decisione di inserire questi commi nel decreto rientra infatti nel progetto di valutazione delle scuole e dei professori per permettere al Ministero di premiare i più meritevoli. Lo scorso novembre Mariastella Gelmini aveva lanciato due progetti sperimentali per valutare le scuole e gli insegnanti, ma nelle città prescelte sono state poche le adesioni delle scuole. Ed ora il Ministro Gelmini prova questa nuova strada per mettere in piedi e far partire il sistema delle valutazioni.

Entro due mesi dall’entrata in vigore della legge di conversione del decreto, il Ministero dell'Istruzione dovrà delineare un testo per regolare le funzioni degli ispettori "secondo parametri che ne assicurino l’autonomia e l’indipendenza, finalizzata alla valutazione esterna della scuola, da effettuare periodicamente secondo modalità e protocolli standard definiti dallo stesso regolamento". Gli ispettori avranno quindi il compito di "valutare le scuole e i dirigenti scolastici secondo quanto previsto dal decreto legislativo 27 ottobre 2009 numero 150", ovvero secondo la riforma Brunetta.

Al momento gli ispettori sono circa 300. A queste persone verrà assegnato il compito di valutare 10.000 scuole e più di 700.000 insegnanti in tutta Italia. In base a questi dati, si presuppone quindi che il lavoro degli ispettori non sarà semplice e veloce. Gli ispettori, comunque, non saranno gli unici a valutare il sistema scolastico italiano. Il Ministero si appoggerà infatti anche all’Istituto nazionale di documentazione, innovazione e ricerca educativa e all’Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione e formazione (Invalsi). Il primo si occuperà della "formazione in servizio del personale della scuola e di ricerca didattica", mentre il secondo continuerà ad occuparsi dei test per valutare la preparazione degli studenti.

Il Ministero dell'Istruzione ha comunicato che con questo nuovo sistema a tre gambe (gli ispettori ed i due istituti) "vengono potenziati e raccordati fra loro strumenti già esistenti. C’è di nuovo che gli ispettori avranno una maggiore indipendenza e possibilità di azione". Il Partito Democratico solleva però qualche dubbio sulla questione, come ha dichiarato la senatrice Mariangela Bastico al quotidiano Il Messaggero: "Queste novità travolgono le sperimentazioni, annunciate in pompa magna dal ministro e gli impegni assunti dal governo con i sindacati e il mondo della scuola, di introdurre disposizioni particolari per valutare scuole e docenti data la specificità della funzione educativa. Il colpo di mano poi espropria completamene il Parlamento della possibilità d’intervenire: tutta la riorganizzazione viene affidata a un regolamento del governo".