Invalsi 2014 superiori, il boicottaggio: "Valutati, non schedati"

Di Tommaso Caldarelli.

Gli studenti rifiutano le prove di valutazione

Invalsi 2014, il boicottaggio è partito: "Valutati, non schedati" dicono le associazioni studentesche, fra cui l'Unione degli Studenti che sta promuovendo in tutta Italia le azioni per contrastare i test di valutazione proposte dall'Istituto Nazionale. Da tutt'Italia arrivano informazioni e foto dagli studenti e dalle scuole (Leggi qui: Invalsi 2014 superiori, tutto sulle prove): gli alunni delle scuole superiori rifiutano esplicitamente questo sistema di giudizio del sistema scolastico.

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INVALSI 2014, IL BOICOTTAGGIO - "Abbiamo deciso di disobbedire, di rifiutarci di sottoporci ad un meccanismo di valutazione escludente e ingiusto che mira a rendere la scuola pubblica sempre più a servizio delle logiche manageriali", dice Danilo Lampis, coordinatore dell'Unione degli Studenti: "Valutare non può significare schedare, mettere in classifica, favorire la competizione tra scuole e studenti". Secondo l'UdS l'Italia è l'unico paese che propone agli studenti "delle prove censuarie" e non campionarie: insomma il problema è che il test viene proposto a tutti gli studenti italiani.

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INVALSI 2014, DOVRA' CAMBIARE COSI' - Secondo l'UdS bisognerebbe invece passare a delle prove campionarie, quindi dei quiz sottoposti ad alcune classi selezionate in maniera statistica che rappresentino bene la situazione nazionale e che tengano dunque conto "delle condizioni sociali ed economiche degli studenti". Viene poi rifiutato il principio per cui questi test diventano alla base dei "sistemi di reclutamento di dicenti e dirigenti scolastici". Per l'Uds "i test ci riducono a numeri e foraggiano l'idea dello studente come soggetto passivo, pieno di nozioni e incapace di pensare criticamente": la proposta è quella di istituire un ente terzo, indipendente dal Miur, che analizzi il sistema scolastico con maggiore accuratezza e che faccia "ricerca educativa".