I nuovi animatori? Più attaccati al denaro

Di Matteo Scarlino.

"Rispetto al passato l'aspetto materiale ha un peso maggiore". Barbara Filippini di Samarcanda ci racconta com'è cambiata questa professione

Pensi ad un lavoro estivo e non puoi non farti venire in mente l'animatore turistico. Dal mattino a mezzanotte, passando per risvegli muscolari e giochi aperitivo, le facce dell'estate di tanti turisti assumono i loro volti. La loro figura è circondata di un'aura mitica, fatta di sorrisi e appeal al primo impatto. Il mestiere attira soprattutto ragazzi, spesso in età universitaria. In questi anni però la figura dell'animatore turistico è cambiata. Ne abbiamo parlato con Barbara Filippini di Samarcanda, una delle società leader nel settore animazione.

Barbara, sembra che sempre più studenti siano pronti a sacrificare le proprie vacanze per guadagnare qualcosa durante l'estate. Hai anche tu un riscontro di questa crescente domanda di lavoro estivo?
Sinceramente, per quanto riguarda gli animatori turistici, io vedo una situazione sostanzialmente stabile: ogni anno ci arrivano circa 10.000 curricula. Rispetto al passato però effettivamente qualcosa è cambiato.
Cosa?
Ragazzi e ragazze pensano maggiormente al mondo dello spettacolo. Vogliono apparire, diventare famose. Penso di poter dire che la tv ha fatto un po' perdere quell'aura mitica che questa professione ha sempre avuto e che ora ha un po' meno.
Quindi i 10.000 che ogni anno si candidano chi sono? Nostalgici?
Rispetto a qualche anno fa, i ragazzi vogliono fare questo mestiere per guadagnare. Si pensa di più ai soldi e meno a quello che questo mestiere può offrire. A ciò sicuramente ha contribuito anche l'inquadramento da un punto di vista legislativo di questa professione: chi lo svolge oggi riceve regolarmente i contributi, ha un'assicurazione ed è iscritto ad una sorta di albo. In passato non sempre questo accadeva ed avviene ancora oggi nelle agenzie più piccole, quelle nate per iniziativa di ex animatori.

E per quanto riguarda le retribuzioni? Sono salite?
Va sicuramente meglio. Un animatore alla prima stagione guadagna 400 euro al mese, più vitto, alloggio, bar e divise gratis. Dalla seconda stagione in poi si comincia a guadagnare di più. A seconda delle mansioni poi si può guadagnare anche di più. Un'istruttore sportivo esperto può guadagnare anche 700/800 euro alla prima stagione.
E' un lavoro stagionale o c'è chi lo fa anche tutto l'anno?
C'è chi fa sia la stagione invernale che quella estiva. Poi gli animatori più esperti lavorano anche alla formazione che tiene impegnati tutto l'anno. Qui da noi a Samarcanda sono tante le persone inquadrate a tempo pieno
Possibilità di carriera?
Io ne sono l'esempio lampante. Ho iniziato come animatrice ed ora, che ho qualche anno in più, mi occupo della comunicazione e pubblicità aziendale. Come me in azienda ce ne sono tante.

Come reperite nuovo personale?
I modi sono tanti. Il principale è sicuramente il passaparola. Poi sicuramente attraverso i villaggi turistici: tanti nostri animatori infatti sono ex turisti che hanno preso informazioni direttamente nei villaggi turistici. Una fonte importante sono anche gli annunci sul nostro sito (www.samarcanda.com) e chiaramente la pubblicità su stampa e siti internet targettizzati sui giovani.
C'è una tipologia di studente, anche legato ad una singola facoltà, con cui identificare l'animatore turistico?
Non riesco a fare una distinzione vera e propria. In realtà i nostri animatori sono di provenienza piuttosto eterogenea. Ci può essere anche lo studente d'ingegneria, che per definizione non è dei più allegri, che si candida per fare l'istruttore di tennis.
E da un punto di vista geografico?
Anche qui nessuna distinzione. Come curiosità posso dirti che stranamente non riceviamo candidature da toscani: è una cosa a cui non siamo mai riusciti a dare una spiegazione.

Leggi l'inchiesta di Studenti Magazine sugli studenti che scelgono di lavorare d'estate.