Stage: cos'è e a cosa serve un tirocinio formativo

Di Sergio Cardella.

Vuoi fare uno stage formativo? In questa guida troverai informazioni semplici e utili su normative e caratteristiche dei tirocini

ragazza_laurea_okLo stage è un periodo di formazione "sul campo", ovvero presso un'azienda, che costituisce un'occasione di conoscenza diretta del mondo del lavoro oltre che di acquisizione di una specifica professionalità. Attraverso lo stage, i giovani hanno la possibilità di entrare nel "vivo" della realtà aziendale e di acquisire quelle conoscenze ed esperienze professionali che le scuole e le università non forniscono quasi mai.
Lo stage rappresenta, quindi, un credito formativo necessario a chi entra per la prima volta nel mondo del lavoro.

Chi può fare uno stage?

  • Gli inoccupati che non abbiano precedenti esperienze lavorative (in possesso almeno della licenza di scuola media), studenti, neodiplomati o neolaureati.
  • Disoccupati o lavoratori in mobilità, interessati a svolgere uno stage in settori diversi da quelli in cui si è lavorato fino a quel momento.

Quanti stagisti può avere un'azienda?

  • un tirocinante se gli addetti non sono più di cinque
  • due tirocinanti contemporaneamente se il numero di addetti a tempo indeterminato è tra i 6 e i 19
  • un 10% di tirocinanti se i dipendenti sono più di venti

La normativa: lo stage è regolamentato dall'art. 18 della Legge 196/97 (Pacchetto Treu) e dal Decreto del Ministero del lavoro n. 142 del 25/3/98. Il dl 138/2011 (Manovra Finanziaria di Ferragosto) ha inoltre aggiunto delle nuove linee guida in materia di stage. Nello specifico, la normativa vigente prevede che lo stage sia realizzato tramite una convenzione tra ente promotore, impresa ospitante e stagista; oppure attraverso convenzioni-quadro con le associazioni dei datori di lavoro.

Chi promuove lo stage? Per poter attivare uno stage è indispensabile un soggetto promotore che ha il ruolo di intermediario fra il tirocinante e l'azienda ospitante. I soggetti promotori sono i seguenti: Centri per l’Impiego, agenzie del lavoro, università, istituti scolastici o di formazione professionale, Consulenti del Lavoro attraverso la Fondazione Lavoro, soggetti in possesso di specifici requisiti determinati dalle normative regionali.

Quanto dura? La regolamentazione in materia di tirocini è di competenza esclusiva delle Regioni e delle Province autonome ai sensi dell’art. 117 della Costituzione. Al fine di contrastare abusi e utilizzi distorti del tirocinio formativo, sono state adottate delle linee guida con l’accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013, che prevedono: per i tirocini formativi e di orientamento una durata massima di 6 mesi; per i tirocini di inserimento/reinserimento al lavoro una durata massima di 12 mesi; per i tirocini attivati in favore di soggetti svantaggiati una durata massima di 12 mesi; per tirocini attivati in favore di soggetti disabili una durata massima di 24 mesi. La durata massima per le diverse tipologie si intende comprensiva di proroghe.il decreto ha indicato come termine massimo per la durata dello stage quello di 6 mesi, proroghe comprese.

Cosa fa il soggetto promotore: questo ha il compito di elaborare il progetto formativo e di orientamento che deve contenere le modalità di attuazione e collocare l'esperienza del tirocinio all'interno del percorso formativo dello stagista. I soggetti promotori sono inoltre tenuti ad assicurare i tirocinanti contro gli infortuni sul lavoro presso l'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL), e presso una compagnia assicuratrice per la responsabilità civile verso terzi. Svolgere uno stage senza questo tipo di assicurazione equivale a fare un lavro in nero.

La figura del tutor: il tutor, figura individuata dal soggetto promotore e dall' azienda, è il responsabile didattico-organizzativo delle attività che lo stagista svolge all'interno di questa.

Lo stage è retribuito? Lo stagiaire non viene retribuito per l'attività svolta, in quanto il rapporto con l'azienda ospitante non costituisce un rapporto di lavoro. Tuttavia ci sono delle forme di rimborso spese a volte anche piuttosto consistenti e buoni pasto che però vengono assegnati a discrezionalità dell'azienda; in alcuni casi, specie nelle multinazionali, gli stage sono retribuiti, mentre in altri casi lo stagista non riceve assolutamente nulla. In quest'ultimo caso, tutte le spese (benzina, pasti...) sono a suo carico e quindi è importante valutare se valga veramente la pena svolgere lo stage in quell'azienda oppure no. Per esperienza vi posso dire che uno stage retribuito in una multinazionale si può rivelare molto meno formativo di uno stage non retribuito in una piccola o media azienda dove si è sicuramente più seguiti e si possono imparare molte più cose. Le grandi aziende difficilmente delegano attività rilevanti mentre in contesti più piccoli allo stagista vengono assegnati (ovviamente non subito!) compiti e responsabilità anche di una certa importanza.

Il valore dello stage: le attività svolte nel corso di uno stage hanno valore di credito formativo e, quando sono certificate dalle strutture promotrici, possono essere riportare nel curriculum dello studente o del lavoratore.

Enti, scuole e istituzioni che organizzano stage in Italia
Sportellostage.it offre numerose informazioni sulla formazione e sugli stage. In particolare pubblicizza una iniziativa promossa da Deutsche Bank e organizzata da ACTL grazie alla quale è possibile vincere uno stage in aziende leader e borse di studio per integrare il proprio percorso formativo e professionale.

Molte università si affidano invece al portale Job Soul con il quale è possibile trovare numerose opportunità e mettere in contatto gli atenei con le aziende ospitanti.