Proposizioni Infinitive

Di Micaela Bonito.

Come si formano le proposizioni infinitive. Le particolarità e i costrutti latini più importanti

Proposizioni infinitive con valore soggettivo - con valore oggettivo - verbi che hanno l’accusativo e l’infinito come oggetto - Proposizioni infinitive usate in funzione dichiarativa - Infinito col nominativo

Proposizioni infinitive con valore soggettivo


La proposizione infinitiva ha valore soggettivo con quelle stesse espressioni con cui il semplice infinito ha valore di soggetto:

a) con le espressioni impersonali costituite da una voce del verbo sum in unione con un aggettivo neutro (iustum est, verisimile es..) o con un sostantivo (mos est, lex est, fama est..) o con un genitivo di pertinenza (patris est, consulis est..).
Stultum est me praecipere quid agatis..
E’ cosa stolta che io vi prescriva che cosa dobbiate fare.

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b) Con i verbi impersonali: necesse est, oportet, opus est, decet, licet, interest, e con le forme passive dei verbi sentiendi e declarandi, usate impersonalmente: intelligitur, nuntiandum est, traditum est, dici potest, intelligi potest.
Nunc opus est animo te valere.
Ora bisogna che tu sia sollevato di animo.

Proposizioni infinitive con valore oggettivo

La proposizione infinitiva ha valore oggettivo:
a)
Dopo i verbi sentiendi, come: sentio, animad verto = sento, m’accorgo; accipio, comperio = aprendo; intelligo, cognosco = intendo, conosco; arbitror, censo, credo, puto, iudico = stimo, credo, giudico; spero, despero = spero, dispero; fido, confido, diffido..
Caesar per exploratores comperit Suebos sese in silvas recepisse.
Cesare sepe dagli esploratori che I Suebi si erano ritirati nelle selve.

b) Dopo i verbi dicendi o declarandi, come: dico, aio, adfirmo, confirmo = dico, affermo; nego = dico che non; respondeo = rispondo; confiteor = confesso; nunzio, scribo = annunzio, scrivo; minor, monitor = minaccio; iuro = giuro..
Haeduorum Caesar in omni Gallia summan esse autoritatem sciebat.
Cesare sapeva che in tutta la Gallia grandissima era l’autorità degli Edui.

c) dopo i verbi voluntatis, come: volo, malo, nolo, cupio, opto, studio, expeto, iubeo, veto, prohibeo, statuo, constituo..
Nostram gloriam augeri expeto.
Bramo che la nostra gloria cresca.

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d) dopo i verbi affectum, come: gaudeo, laetor = godo, mi rallegro; glorior, miror, admiror = mi glorio, mi meraviglio; doleo, queror, conqueror = mi dolgo, mi lamento; vix (aegre, moleste) fero = sopporto a stento, a malincuore.
Cotidie querimur malos esse felices.
Ogni giorno ci lamentiamo che i malvagi siano felici.

Osservazioni sui verbi che hanno l’accusativo e l’infinito come oggetto

1)
Verbi di percezione. I verbi che esprimono una percezione, come video, auspicio, conspicio, animadverto, invento, audio.. hanno dopo di se l’accusativo e l’infinito, se indicano lo stato di fatto che segue l’azione; hanno invece il participio presente se si mette in risalto l’azione nell’atto del suo svolgimento.
- Catonem vidi in biblioteca sedentem.
Vidi che Catone era seduto nella biblioteca.

2) Verbi di deliberare. I verbi statuo, constituo, secerno = stabilisco, delibero, hanno di solito l’infinito semplice (cioè senza accusativo), se il soggetto della dipendente è lo stesso della reggernte; ut (o ne) e il congiuntivo, se le due proposizioni hanno soggetti diversi; il gerundivo e l’infinito, se si vuole dare all’infinito seguente l’idea di necessità.
- Caesar in Haeduos proficisci statuit.
Cesare stabilì di partire verso il paese degli Edui.

3) Verbi di comandare, vietare, permettere. Iubeo = comando; veto = vieto; prohibeo = proibisco, ed anche sino, patior = permetto, lascio, si costruiscono con l’accusativo della persona a cui si comanda, si vieta o si permette qualche cosa, e l’infinito (attivo) del verbo da essi dipendente.
- Caesar Helvetios in fines suos reverti iussit.
Cesare comandò agli Helvezi di ritornare nei loro territori.
Qualora non sia espressa la persona a cui sono rivolti il comando o la proibizione, si rende passivo l’infinito dipendente.
- Caesar pontem iubet rescindi.
Cesare comanda di tagliare il ponte.

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4) Verbi sentiendi e declarandi, con ut (ne) e il congiuntivo. Il verbo censo e i verba declarandi: dico, respondeo, scribo, nunzio, moneo, admoneo, persuadeo.. hanno, come già si è detto, l’accusativo e l’infinito, quando siano seguiti da una preposizione enunciativa, cioè quando si esprime con essi la constatazione di un fatto o la semplice enunciazione di un pensiero(= che una cosa è o non è). Se invece segue ad essi una proposizione volitiva, cioè si esprime con essi il desiderio, la volontà, un ordine (= che una cosa si faccia o non si faccia), si ha ut o ne e il congiuntivo.
- Responsum est Augusto centum solos dies (eum) victurum esse.
Ad Augusto fu risposto che sarebbe vissuto per soli cento giorni.

Poiché alcuni di questi verbi, secondo che hanno l’una o l’altra costruzione, cambiano notevolmente di significato, ne elenchiamo i principali.

a) Suadeo e persuadeo, nel senso di “convinco” (che una cosa è o non è) hanno l’accusativo e l’infinito; nel senso di “persuadeo, esorto” (a fare una cosa) hanno ut (o ne) e il congiuntivo.
- Persuade
tibi (= convinciti) maximam rei publicae spem in te esse.

b)
Censo, nel senso di “penso, credo, stimo” (che una cosa è o non è) si costruisce con l’accusativo e l’infinito; nel senso di “propongo, decreto” con ut (o ne) e il congiuntivo.
- Thrasjbulus cives civibus parcere aequm censebat = Trasibulo riteneva giusto che i cittadini perdonassero ai cittadini.

c) Moneo e admoneo, nel senso di “ ricordo, dico, avverto” (che una cosa è o non è) si costruiscono con l’accusativo e l’infinito¸nel senso di “esorto, consiglio” (a fare una cosa) con ut (o ne) e il congiuntivo.
- Caesar monuit victoriam in cohortium virtute constare = Cesare ricordò che la vittoria stava nel valore delle coorti.

d) Auctor sum, nel senso di “narro, attesto, affermo” si costruisce con l’accusativo e l’infinito; nel senso di “consiglio, istigo” con ut (o ne) e il congiuntivo.
- Mihi, ut absim, vehementer auctor est = mi esorta caldamente a starmene lontano.

e) Certiorem facio, nel senso di “informo, faccio consapevole, narro” che una cosa è o non è si costruisce con l’accusativo e l’infinito; nel senso, invece, di “ammonisco, esorto” (uno a fare una cosa) con ut (o ne) e il congiuntivo.
- Caesar certior factus est (= fu informato) tres iam copiarum partes Helvetios flumen traduxisse.


Proposizioni infinitive usate in funzione dichiarativa

Si usa l’accusativo e l’infinito con funzione dichiarativa in relazione a un pronome neutro (hoc, illud, id), ad un avverbio (sic, ita) o ad un sostantivo che preannuncia il contenuto dell’infinitiva stessa.
- Illud perlibenter audivi, te esse Caesari familiarem.
Questo ho udito dire con grande piacere, che tu sei amico di Cesare.

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Infinito col nominativo

Richiamando quanto si è detto altrove si ha l’infinito col nominativo, anziché con l’accusativo.
a) con videor e con tutti gli altri verbi che si costruiscono personalmente come: dicor, feror, trador, putor, perhibeor, nuntior, iubeor, vetor…
- Aristaeus inventor olei fuisse dicitur.
Si dice che Aristeo sia stato lo scopritore dell’olio.

b) con i verbi copulativi appellor, nominor, eligor, iudicor,… retti dai verbi servili possum, debeo, soleo, inciprio, .. oppure da verbi come: desino, desisto, omitto = cesso, tralascio; neglego = trascuro; cogito, meditor = penso, il cui senso, in determinati casi, può essere completato da un infinito in unione con un nominativo.
- Si umani esse volumus, numquam deerum belle civilia.
Se vogliamo essere clementi, non mancheranno mai le guerre civili.