Cosa sono le imposte, la classificazione e spiegazione di ogni singola imposta.

Le imposte sono prelievi forzosi effettuati dallo Stato nei confronti delle imprese e delle persone fisiche e traggono origine dalla necessità dello Stato di finanziare la spesa pubblica e perseguire gli obiettivi di politica economica.

Esse si classificano in:

  • imposte dirette, colpiscono il reddito di un soggetto e vengono calcolate dal contribuente con il metodo dell’autotassazione (Irpef/Irpeg/Irap);
  • imposte indirette, applicate al momento dello scambio/consumo (Iva/Ici)
  • imposte proporzionali, calcolate applicando alla base imponibile l’aliquota fissa (se la base imponibile raddoppia, raddoppia l’imposta);
  • imposte progressive, aliquota che varia in relazione agli scaglioni di reddito (se l’aliquota cresce, cresce il reddito);
  • imposte personali, calcolate considerando il reddito del soggetto e le condizioni socio-economiche e familiari;
  • imposte reali, colpiscono tutti i soggetti (imposte indirette).

IRPEF: imposta sul reddito delle persone fisiche, diretta, progressiva a scaglioni con aliquote. Per determinarla bisogna calcolare la base imponibile REDDITO COMPLESSIVO-ONERI DEDUCIBILI = REDDITO IMPONIBILE diviso in scaglioni ai quali si applica l’aliquota corrispondente.

IRPEG: imposta sul reddito delle persone giuridiche, diretta, proporzionale con aliquota fissa del 34%. Si applica a S.r.l - S.p.a. - S.a.p.a.

IRAP: imposta regionale sulle attività produttive e colpisce il valore aggiunto della produzione. Riguarda imprese e lavoratori autonomi. VALORE DELLA PRODUZIONE-COSTO DELLA PRODUZIONE=VALORE AGGIUNTO

ICI: imposta comunale sugli immobili, colpisce i possessori di immobili. La base imponibile varia a seconda dei fabbricati e l’aliquota applicata dai comuni varia tra il 4 - 7 ‰.

IVA: imposta sul valore aggiunto, indiretta, proporzionale, colpisce i consumi. Si applica alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nel territorio dello Stato. Le aliquote IVA variano a seconda dei prodotti: 4% beni di prima necessità; 10% prestazioni di servizi (bar, ristoranti, alberghi); 20% beni non sottoposti ad aliquota min. o rid. (ADV).

Finanziamenti con capitale proprio: il capitale proprio è formato da conferimenti, del titolare/soci, conferiti al momento della costituzione dell’azienda, e dalle riserve, utili conseguiti e non distribuiti. Le riserve sono autofinanziamenti, possono essere reinvestite in progetti di sviluppo.
Finanziamenti con capitale di debito: il capitale di debito ottenuto in prestito da esterni (banche, creditori), e in base alla durata si suddivide in:

  • B/termine (fino a 18 mesi);
  • M/termine (da 18 mesi a 5 anni);
  • L/termine (oltre 5 anni).

in base allo scopo i finanziamenti di capitale di debito di dividono in :

  • debiti di regolamento, dilazioni di pagamento a 30-60-90 gg;
  • debiti di finanziamento, prestiti per finanziare progetti di sviluppo.