Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino: trama, analisi e commento

Il sentiero dei nidi di ragno di Italo Calvino: trama, analisi e commento A cura di Daniel Raffini.

Il sentiero dei nidi di ragno: trama, analisi e commento del celebre romanzo di Italo Calvino, ispirato alla Resistenza e ascrivibile al Neorealismo

1Biografia di Italo Calvino, autore de Il sentiero dei nidi di ragno

  • Italo Calvino nasce nel 1923 a Cuba, dove i genitori risiedevano e svolgevano la professione di agrotecnici.
  • Quando ha solo tre anni la famiglia torna in Italia, a Sanremo, dove il futuro scrittore frequenta la scuola.
  • Nel 1944 partecipa alla guerra partigiana, esperienza che lascerà traccia nelle sue prime opere.
  • Nel dopoguerra inizia a militare nel Partito Comunista Italiano e si iscrive alla Facoltà di Lettere a Torino, città in cui si trasferisce.
  • Intanto inizia a pubblicare qualche racconto in rivista e a collaborare con la casa editrice Einaudi, dove entra in contatto con i maggiori scrittori dell’epoca e con la quale pubblica nel 1947 il suo primo romanzo, Il sentiero dei nidi di ragno.
  • Nel 1952 pubblica Il Visconte dimezzato, che insieme ai successivi Il Barone rampante e Il Cavaliere inesistente forma la trilogia dei Nostri antenati.
  • Nel 1962 conosce la traduttrice argentina Esther Singer, che due anni più tardi diventerà sua moglie.
  • Nel 1965 pubblica Le Cosmicomiche e più tardi dello stesso genere Ti con zero.
  • Alla fine degli anni 60 si trasferisce a Parigi, dove inizia a frequentare il gruppo di scrittori dell’Oulipo.
  • Tra i successivi lavori spiccano Il castello dei destini incrociati, Le città invisibili e Se una notte d’inverno un viaggiatore.
  • Calvino muore improvvisamente nel 1985, mentre stava lavorando alle Lezioni Americane, un ciclo di conferenze che avrebbe dovuto tenere quell’anno ad Harvard, ma che usciranno solo postume.

2Il sentiero dei nidi di ragno: storia editoriale

Il sentiero dei nidi di ragno è il primo romanzo pubblicato da Italo Calvino. Il libro esce nel 1947 presso l’editore Einaudi di Torino, per cui Calvino aveva iniziato a lavorare in quegli anni. Il romanzo viene scritto nel 1946, abbastanza in fretta: dice Calvino di aver impiegato molto tempo solo a scrivere il primo capitolo, mentre tutto il resto della storia è stata scritta di getto. Nel 1964 uscirà una nuova edizione de Il sentiero dei nidi di ragno, con alcune modifiche da parte dello scrittore.

3Trama de Il sentiero dei nidi di ragno

Foto di Italo Calvino, autore de Il sentiero dei nidi di ragno
Foto di Italo Calvino, autore de Il sentiero dei nidi di ragno — Fonte: ansa

Il protagonista del romanzo Il sentiero dei nidi di ragno è Pin, un bambino particolare, che vive in mezzo ai grandi e abita con la sorella, che per vivere fa la prostituta, ma che di lui non si occupa molto. La madre è morta e il padre è andato via e, probabilmente, ora ha una nuova famiglia. Un giorno all’osteria dei grandi appare uno sconosciuto e i grandi chiedono a Pin di rubare la pistola di un marinaio tedesco, cliente della sorella. Ci troviamo infatti all’epoca dell’occupazione tedesca in Italia. Pin non capisce bene, ma la notte ruba la pistola. Il giorno dopo la porta all’osteria, ma i grandi sembrano aver cambiato idea, sembrano non dare più importanza alla pistola. Così Pin, infuriato, scappa via e nasconde la pistola in un posto segreto, che solo lui conosce, lungo un sentiero dove fanno i nidi i ragni. 

Tornando al paese viene catturato dai tedeschi, che lo trovano con il cinturone della pistola e lo portano in carcere. Qui Pin viene picchiato, ma conosce Lupo Rosso, leggendario partigiano, di soli sedici anni, che lo coinvolge nella sua fuga dal carcere. I due riescono a scappare, ma poi si perdono e Pin rimane da solo. Mentre girovaga senza sapere dove andare, Pin incontra Cugino, un partigiano, e con lui va sulle montagne dove sta nascosta la banda del Dritto. Qui conosce gli altri partigiani: Pelle, Carabiniere, Mancino e la moglie Giglia, Zena, Beretta di Legno e Labbra di Bue. Una sera il nascondiglio dei partigiani prende fuoco per un incidente e il gruppo deve spostarsi in una capanna abbandonata. 

Foto di Italo Calvino
Foto di Italo Calvino — Fonte: ansa

Intanto si va preparando una battaglia tra partigiani e tedeschi. I capi partigiani Kim e Ferreira si recano al gruppo del Dritto per organizzare l’attacco. Ma il giorno della battaglia il Dritto, vinto dalla passione per Giglia, diserta il combattimento per rimanere da solo con lei. La battaglia si conclude senza gradi risultati e il gruppo si riunisce con altri partigiani. Pin ha un litigio con Dritto e scappa, torna nel luogo dei nidi di ragno ma non trova più la sua pistola: qualcuno l’ha presa e Pin sospetta di Pelle, ex membro della squadra del Dritto e poi traditore. Il sospetto è confermato quando Pin va dalla sorella e scopre che Pelle l’ha data proprio a lei. Pin si riprende la pistola e scappa, torna al sentiero dei nidi di ragno, dove incontra di nuovo Cugino. Pin parla con Cugino e capisce che lui, finora, è stato il suo vero unico amico e va via con lui.  

Arrivare e non aver paura, questa è la meta ultima dell'uomo.

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno

4Il sentiero dei nidi di ragno: uno sguardo inedito sulla Resistenza

Foto di Italo Calvino
Foto di Italo Calvino — Fonte: ansa

Il sentiero dei nidi di ragno si inserisce nel clima neorealista sia per il suo tema, ossia la guerra partigiana, che per il suo essere, come afferma lo stesso Calvino, «un libro nato anonimamente dal clima generale di un’epoca». Lo scrittore sente la necessità di raccontare «la voce anonima di un’epoca, più forte delle nostre riflessioni individuali ancora incerte» e sente di essere in un momento storico in cui si ha la possibilità dopo il disastro di ricominciare tutto da zero, di ricostruire il mondo come lo si vuole. Di qui nasce anche quella «smania di raccontare», di esprimere sé stessi e il mondo, di cui parla Calvino. La Resistenza, momento cruciale ed epico, diventa tema perfetto per un racconto. Queste sono caratteristiche tipiche del Neorealismo, i cui scrittori vogliono fissare per i posteri in modo il più realistico possibile un evento storico importante del quale spesso sono stati loro stessi protagonisti. 

Tuttavia Il sentiero dei nidi di ragno presenta anche caratteristiche innovative, che lo allontanano dal resto della letteratura neorealista e sulla Resistenza. La caratteristica più importante è quella del punto di vista scelto per raccontare questo momento storico: infatti ne Il sentiero dei nidi di ragno la guerra e la Resistenza sono viste dagli occhi di un bambino. In questo modo il romanzo finisce per porre domande diverse, mostrare cose diverse, da quelle che avrebbe posto e mostrato se il punto di vista, come in tanti altri romanzi dell’epoca, fosse stato quello di un adulto. Questa necessità nasce da una volontà di alleggerire il discorso. Dice Calvino che, davanti all’enormità del tema della Resistenza, egli ha deciso di trattarlo «di scorcio» ne Il sentiero dei nidi di ragno, attraverso gli occhi di un bambino. In questo punto di vista lo scrittore si identifica, dal momento che Calvino ha sì vissuto la Resistenza, ma non da protagonista, bensì da una posizione defilata.   

Lo sguardo di Pin è inoltre ancora più particolare perché Pin non è un bambino come tutti gli altri, ma è un bambino che vive con gli adulti. Tuttavia, come tutti i bambini, Pin spesso non capisce gli adulti e cerca protezione da parte di figure più grandi, quella protezione che alla fine troverà in Cugino. Pin insomma non è né un bambino né un adulto e Il sentiero dei nidi di ragno racconta anche la ricerca di sé stesso da parte di questo personaggio. 

Un’altra caratteristica importante e originale di questo romanzo è che i partigiani non sono sempre presentati come degli eroi. Molti dei partigiani raccontati da Calvino in Il sentiero dei nidi di ragno si si trovarono a combattere contro i fascisti per semplice casualità o per salvarsi dalla prigione. Lo stesso Pin in un momento pensa se entrare nelle Brigate Nere, ma poi la fuga dal carcere con Lupo Rosso lo spinge inevitabilmente verso i partigiani. 

È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non poter mai far parte dei loro giochi.

Italo Calvino, Il sentiero dei nidi di ragno