Il Romanticismo europeo in letteratura

Il Romanticismo europeo in letteratura A cura di Redazione Studenti.

Il Romanticismo europeo in letteratura: opere e figure principali, i valori dell'individualismo e del nazionalismo, la nascita della poesia lirica

1Romanticismo e Neoclassicismo

Il Romanticismo è un fenomeno culturale che riguarda tutta l’arte europea del primo Ottocento: non coinvolge infatti soltanto la letteratura, ma anche altre arti, come la pittura e la musica. Il pensiero romantico nasce nella Germania e nell’Inghilterra del tardo Settecento, ma si afferma definitivamente in tutta Europa solo tra gli anni Venti e Cinquanta del XIX secolo.  

La Liberta' che guida il popolo' di Eugene Delacroix
La Liberta' che guida il popolo' di Eugene Delacroix — Fonte: ansa

All’inizio il movimento romantico convive con il Neoclassicismo: tra le due correnti, che sono per molte ragioni opposte, è però possibile notare alcune somiglianze. Sia il Romanticismo sia il Neoclassicismo nascono infatti dall’idea di una frattura tra l’uomo e il mondo, legata al crollo dei valori, delle convinzioni e delle strutture di potere tipiche degli stati monarchici prima della Rivoluzione Francese. I neoclassicisti avevano cercato di ricomporre questa frattura guardando all’antichità greca e latina e alle sue forme idealizzate. I romantici propongono invece di ristabilire la relazione tra individuo e natura rifondandola su una nuova base: l’interiorità dell’individuo, il genio dell’artista creatore. Nei prossimi capitoli vedremo i tratti caratteristici del Romanticismo europeo in Letteratura.

2Il Romanticismo tra Germania, Inghilterra e Francia

2.1Il Romanticismo tedesco

Johan Wolfgang von Goethe (1749 - 1832)
Johan Wolfgang von Goethe (1749 - 1832) — Fonte: getty-images

Il movimento romantico nasce in Germania, dove poteva trovare un precedente nello Sturm und Drang (che significa letteralmente ‘Tempesta e impeto’, 1765-1785), una corrente poetica degli anni Settanta del Settecento, che con il Romanticismo condivide soprattuto la concezione della natura come luogo dell’innocenza e dell’uguaglianza tra gli esseri umani, oltre a una tendenza a esaltare l’individuo e il suo genio creatore. Il massimo esponente dello Sturm und Drang è senz’altro Johan Wolfgang von Goethe (1749-1832).  

Nel 1798 un gruppo di intellettuali diventato poi noto col nome di ‘Circolo di Jena’ (1798-1800) pubblica la rivista «Athenaeum», diretta da due delle figure più importanti per la nascita del Romanticismo, i fratelli Friedrich e August Wilhelm Schlegel.

Su «Athenaeum» Friedrich pubblica il primo manifesto della poesia romantica, in cui la definisce «universale» (cioè tesa a unire non solo tutti i generi letterari, ma anche arte e vita) e «progressiva» (cioè un processo che ambisce costantemente alla comprensione del tutto, ma che non può mai trovare compiuta realizzazione). Il fratello August Wilhelm Schlegel è invece autore, più tardi, del Corso sull’arte drammatica (1809): una delle opere più importanti per la definizione della corrente romantica. L’opera viene tradotta in francese da Madame de Staël ne La Germania, il testo che maggiormente diffonde gli ideali romantici in Francia.

L’autore più rappresentativo del primo Romanticismo tedesco è il poeta Novalis, nome d’arte di Friedrich von Hardenberg (1772-1801), che sempre su «Athenaeum» pubblica la sua più importante opera, gli Inni alla Notte. È di Novalis una delle più famose descrizioni dell’agire del poeta romantico, che trasforma gli eventi comuni in momenti in cui comprendere le profondità e i misteri dell’universo: «Il mondo deve essere romanticizzato. […] Nel momento in cui do a ciò che è comune un senso elevato, a ciò che è consueto un aspetto di mistero, al noto la dignità dell’ignoto, al finito un’apparenza infinita, io lo rendo romantico».

Del gruppo di Jena fa parte anche il filosofo Friedrich Wilhelm Schelling (1775-1854), che, nel suo Sistema dell’idealismo trascendentale (1800), propone una nuova idea dell’arte come strumento capace di comprendere l’assoluto: attraverso l’intuizione (il processo conoscitivo che porta a cogliere la realtà in modo diretto e immediato) è possibile colmare lo spazio tra soggetto e oggetto, individuo e natura.

2.2Il Romanticismo inglese

In Inghilterra, il Romanticismo è anticipato da un gusto per la poesia malinconica che può essere ben rappresentato dall’Elegia scritta in un cimitero campestre (1751) di Thomas Gray (1716-1771); per molte ragioni possono essere considerati pre-romantici, per la loro attenzione alle tradizioni popolari, anche i Canti di Ossian del poeta scozzese James Macpherson (1736-1796). L’atto fondativo del romanticismo inglese è però la pubblicazione, nel 1798, delle Ballate liriche di William Wordsworth (1770-1850) e Samuel Taylor Coleridge (1772-1834).  

William Wordsworth (1770 - 1850)
William Wordsworth (1770 - 1850) — Fonte: getty-images

Nello stesso 1798 i due autori compiono un viaggio in Germania, dove stringono contatti con gli esponenti del Circolo di Jena. Ritornati in patria aggiungono alla seconda edizione delle Ballate (1800) una Prefazione, scritta da Wordsworth, e leggibile (anche se il termine romantic non vi compare mai) come manifesto della nuova sensibilità romantica. Come era stato per Novalis, anche nella Prefazione alle Ballate liriche la poesia è presentata come lo strumento attraverso cui trasformare un avvenimento comune in un evento poetico: «Il principale obiettivo proposto in queste poesie è lo scegliere eventi e situazioni della vita comune, e il narrarli o descriverli […] nel linguaggio realmente usato dal popolo; e, allo stesso tempo, di colorarli con una certa patina di immaginazione, poiché le cose di tutti i giorni dovrebbero esser presentate alla mente in modo inconsueto; e, in aggiunta, rendere questi eventi e situazioni interessanti mostrando in loro, in modo vero ma non forzoso, le leggi fondamentali della natura».

2.3Il Romanticismo francese

Madame de Staël (1766 - 1817) scrittrice francese di origine svizzera.
Madame de Staël (1766 - 1817) scrittrice francese di origine svizzera. — Fonte: istock

In Francia il Romanticismo si sviluppa con un ritardo di circa dieci anni rispetto a Germania e Inghilterra. È del 1810 il testo che imporrà al paese di misurarsi con la nuova corrente romantica: si tratta de La Germania (De l’Allemagne) di Madame de Staël (1766-1817). L’opera analizzava il giovane Romanticismo tedesco e proponeva anche una traduzione francese del Corso sull’arte drammatica di Wilhelm August Schlegel.

3I valori romantici

3.1L'individualismo romantico

I principali centri della cultura romantica sono Germania e Inghilterra, paesi in cui l’Illuminismo francese era penetrato con più difficoltà: il Romanticismo si oppone infatti apertamente agli ideali dell’Illuminismo e al suo amore per la ragione e la laicità (che ne facevano un avversario del Cristianesimo). La visione del mondo romantica non è incompatibile con quella cristiana; molti romantici ritornano infatti a idee religiose.  

La concezione illuminista vedeva nell’uomo innanzitutto un cittadino sottoposto alle leggi dello Stato. Per i romantici, invece, un individuo che pure vive all’interno di una società deve ricercare dentro di sé le regole del proprio agire: ciò anche a costo di prendere, per il bene della collettività, posizioni contrarie a quelle di tutti gli altri individui.

3.2Folklore, storia, Nazione

Il Romanticismo non valorizza solo l’autore come individuo, ma anche le tradizioni culturali in cui opera il suo genio: il rifiuto dei modelli greci e latini porta infatti i romantici a ricercare stimoli nel Medioevo e nel folklore (cioè nelle tradizioni popolari). La visione del mondo romantica si contrappone perciò in modo chiaro a quella dell’Illuminismo, che era nemico delle superstizioni del popolo, amava la ragione filosofica e si proponeva come alternativa – in quanto ‘età dei lumi’ – ai ‘secoli bui’ dell’Era medioevale.     

Il Romanticismo europeo favorisce dunque anche il recupero della storia locale, e porta alla creazione dell’idea di Nazione: gli individui accomunati dalla stessa lingua, dalle stesse tradizioni e radici culturali si riconoscono infatti parte di un un più grande organismo, il popolo. 

Esaltando i caratteri tipici dei differenti popoli, e sottolineando la distanza di antichi e moderni, il Romanticismo europeo proponeva la nascita di un nuovo e più forte senso della storia. Concezione, questa, che distanzia ancora una volta i romantici dai classicisti, per i quali era possibile un confronto diretto tra le opere dell’antichità e quelle del presente (quasi come se fossero state create tutte nello stesso periodo storico). 

4Romanticismo e letteratura

4.1La crisi dei generi letterari antichi

Il Romanticismo rivendica per l’arte una libertà quasi assoluta e la scioglie da legami con la tradizione e con le sue regole. I prodotti artistici devono infatti rispecchiare in pieno l’Io del loro creatore, il genio individuale che li ha concepiti; le opere dell’artista romantico si propongono perciò come del tutto nuove, originali, irripetibili e mirano a esprimere in modo autentico i sentimenti del loro autore.

L’arte diventa così una forma privilegiata di conoscenza. La poesia romantica abbandona ogni forma già conosciuta e cerca di riprodurre attraverso il linguaggio la complessità della natura, tentando di far conoscere al lettore la verità in modo diretto, attraverso l’intuizione (il processo conoscitivo che porta a cogliere la realtà in modo diretto e immediato).

Il Romanticismo nega la concezione tradizionale della letteratura, che prima si fondava sull’imitazione, concetto ora soppiantato da quello dell’originalità dell’opera. Non è un caso che proprio durante il Romanticismo si affermino due nuove forme letterarie tuttora molto vitali: il romanzo e la poesia lirica.

Figlio della rivoluzione romantica è, del resto, anche il nostro modo di intendere l’arte e la letteratura: anche noi, infatti, privilegiamo la novità di un’opera (cioè la sua capacità di proporsi come diversa da ciò a cui siamo abituati), la sua capacità di trasmetterci sentimenti, di farci entrare nell’universo letterario per noi creato dell’autore. Ci interessano, invece, meno che nell’antichità il rapporto di un’opera con la tradizione e con i classici, o l’eleganza con cui essa è stata scritta.

4.2La nascita della poesia lirica

La crisi dei generi letterari tradizionali si affianca alla nascita di una nuova forma di poesia: la lirica. È difficile fornire per la poesia lirica una definizione precisa, perché non è legata a forme metriche fisse o a contenuti sempre simili. L’unico elemento che la caratterizza è la piena e totale libertà di espressione della soggettività dell’autore (a cui solitamente ci si riferisce parlando di ‘io lirico’). 

Nella poesia lirica il poeta, che parla in prima persona, rivendica per la propria esperienza (e cioè per ciò che personalmente vive e sente) un valore universale: ogni lettore è chiamato a riconoscersi in lui. Questo nuovo genere si pone dunque su un piano di totale rottura rispetto alla concezione letteraria antica, che fondava l’arte sull’idea di imitazione e la rendeva molto legata alla realtà, agli eventi storici, e dunque non alla volontà di comunicare l’esperienza soggettiva di un individuo. 

George Gordon Noel Byron, conosciuto come Lord Byron (1788 - 1824), viene visitato dalla sua musa
George Gordon Noel Byron, conosciuto come Lord Byron (1788 - 1824), viene visitato dalla sua musa — Fonte: getty-images

I poeti lirici possono ricorrere a forme retoriche e poetiche nuove, non garantite da precedenti antichi, adattate ogni volta alle proprie esigenze o urgenze espressive. In questo senso, la lirica può essere vista come il prodotto più tipico dell’individualismo romantico.

Esponenti di spicco della lirica romantica sono gli inglesi George Byron (1788-1824), Percy Bysshe Shelley (1792-1822), John Keats (1795-1821); i francesi Alphonse de Lamartine (1790-1869), Alfred de Vigny (1797-1863), Gérard de Nerval (1808-1855) Alfred de Musset (1810-1857) e Victor Hugo (1802-1885). 

“La vita è un'avventura da vivere, non un problema da risolvere.”

John Keats