Il giorno della civetta: trama, significato e commento

Il giorno della civetta: trama, significato e commento A cura di Daniel Raffini.

Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia: trama, significato e commento del più famoso romanzo dello scrittore siciliano, incentrato su un fatto di cronaca

1Introduzione a Il giorno della civetta

Il giorno della civetta è il romanzo più famoso di Leonardo Sciascia, scrittore siciliano tra i più importanti della seconda metà del Novecento. Il romanzo racconta la storia di alcuni omicidi commessi dalla mafia e della lotta del comandante dei Carabinieri Bellodi per scoprire la verità ed arrestare i colpevoli. Nel 1968 il regista Damiano Damiani ha tratto un film da questo romanzo.  

2L'autore de Il giorno della civetta: Leonardo Sciascia

  • Leonardo Sciascia nasce a Racalmuto, in provincia di Agrigento, nel 1921.
  • Dopo il diploma, inizia a lavorare come maestro nella scuola elementare del suo paese.
  • Nel 1950 pubblica le Favole della dittatura, di ascendenza esopica, e nel 1952 esce la raccolta di poesie La Sicilia, il suo cuore.
  • Nel 1957 viene trasferito a Roma, dove lavora presso il Ministero della Pubblica Istruzione e pubblica la raccolta di racconti Gli zii di Sicilia.
  • L’anno successivo torna in Sicilia e si stabilisce a Caltanissetta.
  • Nel 1961 esce Il giorno della civetta, romanzo ambientato nella Sicilia del suo tempo e che tratta il tema della mafia.
  • In seguito pubblica romanzi storici in cui mescola episodi della storia reale ed elementi di finzione, tra di essi spiccano Il consiglio d’Egitto del 1963 e Morte dell’inquisitore del 1964.
  • In seguito torna al racconto della realtà siciliana contemporanea con il romanzo A ciascuno il suo, del 1966.
  • Nel 1967 si trasferisce a Palermo.
  • Con il passare degli anni Sciascia si impegnerà sempre di più nella lotta contro la mafia in Sicilia e nel 1975 si candiderà e sarà eletto consigliere comunale a Palermo, mentre nel 1979 verrà eletto deputato.
  • Muore nel 1989 a Palermo.

3Genesi e storia editoriale de Il giorno della civetta

Foto di Leonardo Sciascia, autore de Il giorno della civetta
Foto di Leonardo Sciascia, autore de Il giorno della civetta — Fonte: ansa

Per stessa ammissione di Sciascia, sappiamo che lo spunto per il romanzo Il giorno della civetta venne allo scrittore da un episodio reale di cronaca: l’omicidio del sindacalista Accursio Miraglia per mano della mafia, avvenuto a Sciacca nel 1947. L’ispirazione a fatti reali e di cronaca è un elemento tipico della scrittura di Sciascia.
Il giorno della civetta esce per la prima volta nel 1960 sulla rivista «Mondo Nuovo» e l’anno successivo viene pubblicato in volume dalla casa editrice Einaudi.   

Molto curioso è il titolo del romanzo, a causa di quel riferimento alla civetta. Esso è tratto da un passo dell’Enrico VI di Shakespeare: «come la civetta / quando di giorno compare». Spiega Sciascia che il riferimento è al fatto che la mafia una volta agiva in segreto, era un animale notturno come la civetta, mentre oggi ha raggiunto ormai un potere talmente grande da poter agire alla luce del giorno: da qui il titolo Il giorno della civetta

4Trama de Il giorno della civetta

Il romanzo Il giorno della civetta si apre con un omicidio: mentre sta per salire su un autobus pieno di persone viene ucciso Salvatore Colasberna, piccolo imprenditore locale che possiede un’impresa edile. Di fronte al cadavere, le persone sull’autobus spariscono velocemente, mentre l’autista e il bigliettaio si mostrano reticenti alle domande dei carabinieri. Il capitano Bellodi, proveniente da Parma, ha l’incarico di svolgere l’indagine, ma si sconta con l’omertà. Cerca di rompere il silenzio e l’indifferenza della gente, ma con pochi risultati. Il commissario Bellodi interroga i soci di Colasberna e, nonostante la reticenza di questi, riesce a capire che l’omicidio è legato al fatto che Colasberna con la sua impresa edile non si fosse adattato al sistema di potere della mafia

Nel frattempo al commissariato si presenta anche una donna, che denuncia la scomparsa del marito, Paolo Nicolosi, e riferisce a Bellodi il nome del probabile assassino del marito: Diego Marchica detto Zicchinetta. Nicolosi sarebbe stato ucciso da Zicchinetta perché aveva visto lo stesso Zicchinetta sparare a Colasberna. Zicchinetta è già conosciuto dai carabinieri, che lo considerano un sicario, ma che non hanno mai potuto arrestare per insufficienza di prove. 

Copertina del romanzo Il giorno della civetta scritto da Leonardo Sciascia
Copertina del romanzo Il giorno della civetta scritto da Leonardo Sciascia — Fonte: ansa

Intanto, con uno spostamento della scena a Roma, assistiamo alla conversazione tra due politici, uno dei quali si lamenta dell’indagine che Bellodi sta portando avanti, rendendo chiaro che gli omicidi su cui il capitano sta investigando sono di natura mafiosa e che la politica non ha interesse nel trovare il colpevole e anzi preferirebbe che il caso venisse insabbiato. 

Bellodi nel frattempo interroga anche Calogero Dibella, soprannominato Parrinieddu, legato alla mafia, al quale riesce a carpire il nome di un possibile mandante degli omicidi di Nicolosi e Colasberna, che sarebbe un certo Rosario Pizzucco. Parrinieddu viene però ucciso a sua volta. Bellodi fa allora arrestare Pizzucco e il boss della mafia Mariano Arena, ma non riesce a mettere insieme prove sufficienti ad incastrarli ed è costretto a rilasciarli. Nei giorni successivi alcuni giornali fanno emergere la notizia di legami tra Mariano Arena e vari esponenti della politica, tra cui un ministro. Bellodi, scoraggiato, prende una licenza di un mese e torna a Parma, dove poco dopo viene a sapere che tutto il suo lavoro è stato distrutto da un alibi, sicuramente falso, trovato per Zinnichetta. In questo modo, scagionato l’autore materiale dei delitti, cadono anche le accuse verso i supposti mandanti, i mafiosi Pizzucco e Arena. Viene infatti negato il carattere mafioso degli omicidi, dal momento che per l’assassinio di Nicolosi è accusato l’amante della moglie.
Nelle ultime pagine del libro il capitano Bellodi, nonostante la delusione, esprime la volontà di tornare in Sicilia e continuare a combattere contro i mali di quella terra.

La verità è nel fondo di un pozzo: lei guarda in un pozzo e vede il sole o la luna; ma se si butta giù non c'è più né sole né luna, c'è la verità.

Leonardo Sciascia, Il giorno della civetta

5Il giorno della civetta: un romanzo di denuncia

All’apparenza Il giorno della civetta si presenta come un romanzo giallo: ci sono un omicidio e una sparizione da risolvere e un capitano dei carabinieri che, tra vari ostacoli, cerca di scoprire la verità e risolvere il caso. Tuttavia Il giorno della civetta non è solo un romanzo giallo, ma è anche e soprattutto un romanzo di denuncia. Sciascia attraverso questo romanzo si schiera infatti contro:

  • il clima di violenza e intimidazione creato dalla mafia in Sicilia;
  • l’omertà dei siciliani, che attraverso il loro silenzio permettono e favoriscono il potere della mafia;
  • i politici che spesso sono complici della mafia, coprendo i crimini dei mafiosi per trarne vantaggi personali.
Foto di Leonardo Sciascia
Foto di Leonardo Sciascia — Fonte: ansa

Contro il sistema mafioso e l’omertà si schiera il capitano Bellodi, protagonista de Il giorno della civetta e simbolo di tutti quegli uomini (tra cui troviamo forze dell’ordine, magistrati e giornalisti) che nel corso degli anni combatteranno la mafia, spesso mettendo in gioco e perdendo le loro stesse vite.
Il romanzo di Sciascia assume inoltre un’importanza particolare se pensiamo al periodo in cui è stato scritto. Dobbiamo infatti tener conto del fatto che, se oggi la mafia è un problema conosciuto e combattuto, non era così all’inizio degli anni Sessanta, quando anzi nemmeno il governo ammetteva l’esistenza della mafia e poche o nessuna azione veniva compiuta contro questo fenomeno. Con Il giorno della civetta per la prima volta un’opera letteraria affronta questo tema, denunciando apertamente la mafia e svelando i meccanismi di questa organizzazione criminale e le complicità che la rendono possibile. Attraverso questo romanzo per la prima volta tutti gli italiani sono messi davanti allo strapotere della mafia in Sicilia. Per questo suo carattere di denuncia Il giorno della civetta può anche essere definito come un romanzo impegnato.