43 Proposizioni Finali

La proposizione finale latina è una frase subordinata che indica il fine o scopo dell'azione espressa nella frase principale

Come si formano - Proposizioni finali negative - Vari altri modi di rendere in latino le proposizioni finali

Le proposizioni finali esprimono il fine, lo scopo per raggiungere il quale si attua quanto è espresso nella proposizione reggente.
In italiano, esse sono espresse in forma esplicita con “ affinchè, acciocché, perchè” e il congiuntivo; in forma implicita con “a, per” e l’infinito.

  1. In latino, comunque siano espresse in italiano, le proposizioni finali si rendono con ut e il congiuntivo presente o imperfetto, rispettivamente in rapporto ad un tempo principale o storico nella proposizione reggente.
  2. Spesso la proposizione finale è anticipata nella proposizione reggente da una espressione dimostrativa, come: eo, idcirco, propterea ob eam causam, eo consilio..
  3. La proposizione finale può essere introdotta dall’ablativo avverbiale quo (ut eo) equivalente ad “affinché con ciò”, specie se in esse vi sia una voce comparativa.

- Ager aratur, quo meliores fetus possit edere.
Il campo viene arato, affinchè con ciò possa dare frutti migliori.

Proposizioni finali negative

La proposizione finale negativa è introdotta dal ne = “affinché non”.
L’italiano “e non”, che lega una seconda proposizione finale ad una prima, si rende con neque (o neve, neu), se la prima è positiva, sempre con neu o neve se la prima è negativa.
- Dionysius tyrannus ne tonsori collum commiteret, tondere suas filias docuit.
Il tiranno Dionigi, per non affidare il collo al barbiere, insegnò alle sue figlie a far la barba.


Vari altri modi di rendere in latino le proposizioni finali

Le proposizioni finali, oltre che con ut e il congiuntivo, possono essere espresse in latino in diversi altri modi:

  1. con qui, que, qod e il congiuntivo (proposizione relativa di natura finale);
  2. con ad e il gerundio o il gerundivo;
  3. con causa e gratia e il genitivo del gerundio o del gerundivo
  4. con il supino in -um (quando la finale sia retta da un verbo di moto)
  5. con il participio futuro o il participio presente, sebbene l’una e l’altra costruzione siano piuttosto rare.

Cosicché l’esempio: “Vennero ambasciatori a chiedere pace” può trovarsi espresso:
venerunt legati:ut pacem peterent
                          qui pacem peterent
                          ad petendam pacem
                          causa (o gratia) petendi pacem
                          causa (o gratia) petendae pacis
                          petitum pacem
                          petituri (o petentes) pacem