I cento passi: trama del film su Peppino Impastato

I cento passi: trama del film su Peppino Impastato A cura di Daniel Raffini.

I cento passi: trama, recensione e spiegazione del film di Marco Tullio Giordana su Peppino Impastato, ucciso su mandato del boss mafioso Gaetano Badalamenti

1I cento passi: introduzione al film

Peppino Impastato, l'uomo a cui si ispira il film I cento passi
Peppino Impastato, l'uomo a cui si ispira il film I cento passi — Fonte: ansa

I cento passi è un film uscito nel 2000 e diretto dal regista Marco Tullio Giordana, che racconta la vita dell’attivista antimafia Peppino Impastato, figlio di un mafioso di Cinisi e in seguito assassinato dalla mafia. Il ruolo del protagonista è interpretato dall’attore Luigi Lo Cascio, mentre alla sceneggiatura collaborarono, oltre al regista, anche Claudio Fava e Monica Zappelli. Al film si è ispirata anche una canzone dei Modena City Ramblers, dall'omonimo titolo I cento passi.

2Marco Tullio Giordana: il regista de I cento passi

Marco Tullio Giordana, regista de I cento passi, inizia la sua carriera come regista nel 1980 con il film Maledetti vi amerò. I suoi lavori si caratterizzano per un forte impegno documentario e di denuncia, attraverso la riproposizione di eventi salienti e tragici della storia italiana del secondo Novecento. In questo senso si possono ricordare, oltre a I cento passi, anche i film:   

  • Maledetti vi amerò (1980), in cui riflette sugli esiti del Sessantotto.
  • La caduta degli angeli ribelli (1981), storia di una ragazza che si ritrova in fuga con un terrorista.
  • Notti e nebbie (1984), il cui protagonista è un commissario della polizia fascista durante la Repubblica di Salò.
  • Appuntamento a Liverpool (1988), in cui una ragazza cerca di vendicare la morte del padre, uno dei morti della strage dell’Haysel, avvenuta nello stadio di Bruxelles prima della finale di Coppa dei Campioni del 1985 tra Liverpool e Juventus.
  • Pasolini, un delitto italiano (1995), che racconto il processo per l’omicidio dello scrittore Pier Paolo Pasolini.
  • La meglio gioventù (2003), che ripercorre la storia italiana degli ultimi decenni del Novecento attraverso le vicende personali di due fratelli.

Come si può notare dagli argomenti trattati, Marco Tullio Giordana nei suoi film vuole riportare l’attenzione su episodi significativi della storia italiana, che vanno dall’epoca fascista e arrivano fino al presente. In questo senso la sua opera può considerarsi come una grande finestra sull’Italia del secondo Novecento.

3I cento passi: la trama

Foto dal film I cento passi
Foto dal film I cento passi — Fonte: ansa

I cento passi ripercorre la vita di Giuseppe Impastato, detto Peppino, nato nel 1948 a Cinisi, in provincia di Palermo. Il padre di Peppino, Luigi Impastato, era un mafioso al servizio del boss locale Gaetano Badalamenti, detto Don Tano. Ma Peppino non riesce ad accettare la logica della mafia e fin da bambino vive con sofferenza l’attività del padre. Da adulto Peppino finirà dunque per diventare un attivista antimafia.

Il film I cento passi racconta gli episodi salienti della vita di Peppino. Quando è ancora un ragazzo, nel 1963, assiste alla morte dello zio Cesare Manzella, capomafia locale, ucciso nell’ambito della lotta di potere interna a Cosa Nostra. Anche a seguito di questo episodio Peppino decide di allontanarsi definitivamente dalla famiglia, rompendo i rapporti con il padre, che non ha la forza di staccarsi dalla mafia. Una figura paterna alternativa è quella del pittore Stefano Venuti, che forma Peppino agli ideali del comunismo.

I cento passi, foto dal film. Luigi Lo Cascio interpreta Luigi Impastato
I cento passi, foto dal film. Luigi Lo Cascio interpreta Luigi Impastato — Fonte: ansa

Dopo il distacco del padre e dalla famiglia, Peppino Impastato può iniziare la sua attività di opposizione e denuncia della mafia, che culminerà a metà degli anni Settanta con l’apertura di una emittente radio locale, Radio Aut, da cui Peppino denuncia la mafia, spesso con ironia e irriverenza. Tali comportamenti risultano fortemente offensivi per la mentalità mafiosa, fondata su uno stretto codice dell’onore e del rispetto. Oltre all’attività radiofonica, Peppino Impastato scrive articoli, ugualmente taglienti e sprezzanti, come quello rimasto famoso dal titolo La mafia è una montagna di merda

Il padre Luigi muore intanto in un misterioso incidente automobilistico e durante il funerale Peppino Impastato rifiuta di stringere la mano ai boss locali. Il passo successivo nella lotta di Peppino sarà quello di candidarsi alle elezioni comunali nelle liste della Democrazia Proletaria nel 1978. Tuttavia prima che le elezioni possano svolgersi Peppino viene assassinato su mandato del boss Gaetano Badalamenti, lo stesso per cui aveva lavorato il padre Luigi.

4La vita di Peppino Impastato in breve

  • Peppino Impastato nasce nel 1948 a Cinisi, figlio di un mafioso legato al boss locale Gaetano Badalamenti.
  • Nel 1963 lo zio Cesare Manzella, capomafia locale, viene assassinato.
  • A partire dalla metà degli anni 60 Peppino rompe con la famiglia e inizia a dedicarsi a un’attività di denuncia della mafia.
  • Nel 1965 fonda il giornale «L’Idea Socialista».
  • In seguito aiuta i contadini a cui sono espropriate le terre per la costruzione dell’aeroporto, in cui risulta coinvolta la mafia locale.
  • Nel 1976 fonda Radio Aut e il gruppo Musica e Cultura.
  • Nel 1978 si candida come consigliere comunale con Democrazia Proletaria, ma viene assassinato prima dello svolgimento delle elezioni su mandato del boss Gaetano Badalamenti.

5I cento passi: le motivazioni del film

Striscione realizzato dopo la morte di Peppino Impastato
Striscione realizzato dopo la morte di Peppino Impastato — Fonte: ansa

Come abbiamo visto, Giordana con suoi film vuole porre l’attenzione su episodi importanti della storia italiana a cui non è stata data l’attenzione che meriterebbero. La morte di Peppino Impastato avviene lo stesso giorno del ritrovamento del cadavere di Aldo Moro. Per questo motivo l’episodio è passato inosservato nei mezzi di stampa e di informazione. Tuttavia la storia di Peppino Impastato è un tassello importante per la lotta alla mafia e la sua figura, per il suo grande coraggio nell’affrontare a viso aperto ciò che tutti facevano finta di non vedere, meritava di essere ricordata e rivalutata. Per questo Giordana decide, con I cento passi, di raccontare la vita e l’attività di questo pioniere dell’antimafia.
Il titolo del film fa riferimento ai cento passi che dividono la casa di Gaetano Badalamenti da quella di Peppino Impastato, in Sicilia. Questo vuole sottolineare come in Sicilia e altrove il male si nasconda quasi sempre dietro l’angolo, anche quando le persone fanno finta di non vederlo.

6Peppino Impastato e la lotta alla mafia

Abbiamo parlato dell’importanza dell’attività di Peppino Impastato, cui è ispirato il film I cento passi. Vediamo allora quali sono gli elementi che lo rendono così rilevante il suo contributo nel contesto della lotta alla mafia:

  • Peppino Impastato è uno dei primi, in un clima di forte omertà, a denunciare apertamente la mafia.
  • Peppino apparteneva a una famiglia mafiosa e distanziandosi dalla mafia distrugge uno dei vincoli più importanti dell’organizzazione mafiosa, ossia la famiglia.
  • Attraverso i suoi interventi Peppino dimostra una totale irriverenza nei confronti della mafia, esprimendo giudizi molto diretti e in molti casi anche ironici, rompendo in questo modo un altro elemento base della mafia, ossia il rispetto e l’onore.

Mio padre! La mia famiglia! Il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda! Io voglio urlare che mio padre è un leccaculo! Noi ci dobbiamo ribellare. Prima che sia troppo tardi! Prima di abituarci alle loro facce! Prima di non accorgerci più di niente!

Peppino Impastato, I cento passi