Hobsbawm e gli anni '70. Tema storico, tipologia C

Di Barbara Leone.

Per il tema storico della Maturità 2011, agli studenti viene chiesto di valutare in maniera critica la periodizzazione di Hobsbawm sul Secolo breve e di soffermarsi sugli eventi che caratterizzano gli anni ’70 del Novecento

L'opera dello storico marxista Eric J. Hobsbawm risale al 1994 ed è diventata il pilastro portante del dibattito storiografico sulla contemporanietà: il Secolo Breve. Lo storico ha deciso di scrivere quest'opera dopo aver ricordato che, da bambino, aveva letto della vittoria alle elezioni da parte di Hitler. Il libro parla di vicende personali e l'autore cerca di rispondere ad alcuni suoi quesiti. Da questo nasce una periodizzazione del Novecento, molto apprezzata e condivisa da altri storici. Il Novecento è quindi suddiviso in tre grandi periodi. Il primo periodo, che si può definire come la "Guerra dei trent'anni del XX secolo", va dal 1914 al 1945. E' il periodo delle due guerre mondiali, l'età della catastrofe, ed è caratterizzato dal crollo del liberismo.

Si passa poi ad una fase caratterizzata dalla ripresa economica e da importanti trasformazioni e definita anche come età dell'oro, che va dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ai primi anni '70. Ed infine l'ultimo periodo, dagli anni '70 al crollo dell'Unione Sovietica, che è definito come la "Frana". Questi ultimi due periodo possono essere raggruppati con la definizione la "Pace dei quarantacinque anni" e rappresentano un importante periodo caratterizzato dalla guerra fredda tra Stati Uniti e Unione Sovietica. In generale, comunque, lo storico distingue due periodi di crisi, intervallati da un periodo di ripresa economica. Per questo parla di "sandwich" storico.

Il 1968 viene delineato come anno fondamentale, durante il quale la contestazione studentesca, da un lato, e la mobilitazione operaia, dall'altro, hanno dimostrato che l'equilibrio dell'età dell'oro era destinato a rompersi. Gli anni '70, per lo storico, sono caratterizzati da eventi importanti che, in qualche modo, ridisegnano tutta la situazione mondiale, dalla fine dell'eurocentrismo alla rottura dei vecchi modelli delle relazioni sociali, fino ad arrivare ad una vera e propria crisi generazionale. Hobsbawm ha deciso di raccontare il Novecento basandosi principalmente sulla sua esperienza.

E ritiene che questo secolo sia "finito in un disordine mondiale di natura poco chiara e senza che ci sia un meccanismo ovvio per porvi fine o per tenerlo sotto controllo. La ragione di questa impotenza non sta solo nella profondità e complessità delle crisi mondiali, ma anche nel fallimento apparente di tutti i programmi, vecchi e nuovi, per gestire o migliorare la condizione del genere umano. Il Secolo breve è stato un'epoca di guerre religiose, anche se le religioni più militanti e assetate di sangue sono state le ideologie laiche affermatesi nell'Ottocento, cioè il socialismo e il nazionalismo, i cui idoli erano astrazioni oppure uomini politici venerati come divinità".