Harry Potter e la pietra filosofale

Di Barbara Leone.

Sintesi del primo romanzo di J.K.Rowling, che ha dato inizio alla saga del maghetto più famoso della letteratura inglese

I genitori di Harry Potter, protagonista del romanzo, sono morti per mano di Voldemort ma ad Harry è stato detto che hanno perso la vita in un incidente d’auto. Harry Potter è sfuggito a quella strage ma, essendo rimasto orfano, è stato affidato per volere del professor Albus Silente ai suoi zii, i signori Dasley, residenti in Privet Drive, un quartiere di Londra. Da quel giorno, è vissuto fra i Babbani, ovvero le persone normali, che non hanno poteri magici. E’ perseguitato dalla banda di teppistelli di suo cugino Dudley e vive in un putrido ripostiglio. Fin da piccolo ha una strana cicatrice a forma di saetta sulla fronte. Harry viene tenuto ai margini nella vita della famiglia Dasley ed è inconsapevole del suo passato. Il giorno del decimo compleanno di suo cugino Dudley, non potendo essere affidato alle cure della signora Figg, esce con il resto della famiglia ed un amico del cugino per andare allo zoo. Al serpentario Harry nota che un serpente gli strizza l’occhio ed inizia a comunicare con l'animale, senza capire perché accade una cosa del genere.

Nel giro di qualche minuto, il grosso boa, magicamente, ritrova la libertà: tra lo stupore di tutti i presenti è infatti sparito il vetro della gabbia che lo teneva prigioniero. Accusato del fatto, Harry viene segregato nello stanzino riservatogli in casa dei Dasley. Alla vigilia del suo undicesimo compleanno iniziano ad arrivare una serie di lettere indirizzate ad Harry. Gli zii Vernon e Petunia cercano in ogni modo di non fargliele vedere e la preoccupazione dello zio è tale da indurlo a trasferire l’intera famiglia prima in uno squallido albergo, poi in una catapecchia arroccata su uno scoglio raggiungibile in barca. Anche lì però, qualche minuto prima della mezzanotte del giorno del compleanno di Harry, il gruppo viene rintracciato da qualcuno che prepotentemente bussa, chiedendo di entrare: è un gigante.

I Dursley hanno paura di lui, ma il giovane Harry stranamente no. L’essere enorme dice di chiamarsi Bubes Hagrid: lui è il custode delle Chiavi e dei Luoghi di Hogwarts, la scuola di stregoneria e magia. E dice ad Harry che dovrà frequentare la scuola. Hagrid si rende però presto conto del fatto che il ragazzo non è al corrente delle sue origini. Lo zio Vernon e la zia Petunia inoltre non intendono consentire che Harry parta per andare a Hogwarts. La zia si decide a raccontare al nipote la verità riguardo alla sorte toccata ai suoi genitori e ammette di non avere mai stimato sua sorella. Il giorno dopo Harry e Hagrid partono verso Londra. Nel centro della città entrano in un locale dove Harry viene subito circondato da gente intenzionata a stringergli la mano con ammirazione. Mentre Hagrid va a bere qualcosa, Harry si fa cucire l’uniforme scolastica. Insieme vanno poi a prendere la bacchetta magica che, strano caso, è sorella di quella di Voldemort. Oltre ai libri Hagrid compra anche una civetta bianca (Edvige).

Harry dovrà raggiungere la scuola di magia e stregoneria dopo circa un mese, prendendo il treno delle 11:00 al binario nove e tre quarti. La zia Petunia e lo zio Vernon ridicolizzano la sua partenza e si rivolgono ad Harry dicendogli che il binario nove e tre quarti non esiste. La mattina in cui deve partire, Harry si alza alle ore cinque per preparare il bagaglio. Alle 10:30 si trova alla stazione in uno stato di competa confusione, perché non riesce a trovare il binario e non osa chiedere informazioni a nessuno. Poco prima delle 11:00 vede passare un gruppo di ragazzetti che parlano tra loro del binario nove e tre quarti insieme a una signora grassottella. Harry li segue e alla fine si fa spiegare come trovare il binario: deve camminare dritto tra i binari nove e dieci senza fermarsi e senza avere paura di andare a sbattere contro il muro. Così riesce a prendere il treno per Hogwarts.

A Hogwarts i ragazzi del primo trovano Hagrid ad aspettarli, che li accompagna alla scuola. Ad accoglierli c’è la professoressa McGranitt per la cerimonia dello smistamento nei dormitori che avverrà nella Sala Grande. Harry aspetta con apprensione assieme a Ron, conosciuto in treno, cosa succederà. La professoressa McGranitt, poggiato su uno sgabello un grosso cappello, inizia a parlare. Tutti i ragazzi si mettono in fila ed indossano a turno lo strano copricapo: sarebbe stato lui a dire in quale casa ciascuno sarebbe andato. Ci sono 4 case (Grifondoro, Tassorosso, Corvonero e Serpeverde), che corrispondono ai 4 fondatori della scuola. Harry mette il capello pregando di non essere messo coi serpeverde ed alla fine il copricapo, doo aver cercato di convincerlo, decide di mandarlo alla casa di Grifondoro insieme a Ron.

Harry si siede al tavolo dei Grifondoro e in pochi istanti compaiono leccornie di tutti i tipi che Harry non aveva mai mangiato stando con i Dursley. Finita la cena, tutti gli studenti vanno nelle proprie stanze. Harry inizia a seguire le lezioni, mentre tutti i suoi compagni, vedendo la sua cicatrice, capiscono che lui è il famoso "Harry Potter", sopravvissuto ad un attacco di Voldemort. Segue la lezione del Professore Piton, che insegna come fare le Pozioni, e si accorge di non piacere all'insegnante, che lo interroga subito e toglie punti al Grifondoro perchè Harry non è preparato. La sera Harry è invitato da Hagrid a bere il tè ed ha modo di parlare con lui del professore Piton. Mentre parla dà un’occhiata al giornale e scopre che c’è stata una rapina alla banca della Gringott proprio il giorno del suo compleanno. Harry è subito preoccupato all’idea che ci sia un legame tra i due eventi: Hagrid cerca di distrarlo ma senza risultato, anzi, con il suo atteggiamento, avvalora in Harry l’ipotesi che Hagrid gli sta nascondendo qualcosa.

Harry a Hogwarts conosce un ragazzo più odioso di suo cugino Dusley: Draco Malfoy, della casa dei Serpeverde. Il giorno della prima prova di volo tutti sono nervosi e quando prendono in mano i manici di scopa, Neville parte prima che Madama Bumb, l’insegnante, finisca di contare; si trova così a terra con un polso rotto. Andato in infermeria, Draco prende la Ricordella, ricevuta in dono da Neville qualche ora prima da sua nonna. Dopo tentativi inutili di Harry di farsela consegnare, Malfoy parte con la scopa e sta per poggiare la Ricordella sulla punta di un albero quando Harry con prontezza recupera la sfera magica del suo amico. La professoressa McGrannith, vista la scena e colta l’abilità innata con cui il ragazzo ha agito, portatolo in disparte, anziché punirlo per aver volato di propria iniziativa, presenta Harry a Baston, un giocatore di Quidditch della squadra dei Grifondoro. Harry scopre così che per il suo gesto, invece di essere punito, verrà inserito come “cercatore” nella squadra di Quidditch della sua casa.

Malfoy propone ad Harry un duello tra maghi
, che si svolgerà nella Stanza dei Trofei a mezzanotte. Andando verso il luogo stabilito, a Ron e ad Harry si aggiungono Hermione, che tenta di fermarli, e Neville che, non potendo rientrare nelle camerate, decide di seguirli. Arrivati alla sala i quattro si accorgono di essere stati tratti in inganno da Draco che ha detto a Gazza, il custode di Hogwarts, dove avrebbe potuto trovare, in un orario ed in un luogo proibiti, Harry. Il gruppo dei ragazzi, preso dal panico, scappa inconsapevolmente verso l’ala proibita dal castello e finisce in una stanza protetta da un cane a tre teste posto a guardia di una botola che probabilmente contiene qualcosa di segreto. I ragazzi, ancora più impauriti, scappano verso il dormitorio, dove si rifugiano per sfuggire alle grinfie dei professori svegliati da Gazza. I quattro infine vanno a letto, ma Harry non riesce ad addormentarsi pensando al temibile cane a tre teste ed arriva alla conclusione che la botola contenga lo strano, misterioso pacchetto ritirato da Hagrid alla Gringott qualche mese prima.

La mattina successiva, Harry riceve un pacco con la scopa “Nimbus Duemila” per gli allenamenti di Quidditch, dove Harry impara tutte le regole del gioco. La mattina di Halloween Harry e Ron devono seguire la lezione di incantesimi e questo li rende felici perché avrebbero imparato a far volare le cose. Il professore Vitius divide in coppie la classe e Ron si trova con Hermione, che non sopporta. Dopo la lezione Ron si sfoga con Harry contro Hermione, che però lo sente e si chiude in bagno, dispiaciuta delle lamentele di Ron. Durante il banchetto, Mastro Gazza avvisa Silente della presenza di un mostro nel castello ed il preside manda tutti gli alunni nei dormitori. Harry e Ron riescono a svignarsela per cercare Hermione e dirle di scappare. Correndo si trovano davanti il mostro e con astuzia riescono a farlo entrare in una stanza per poi rinchiuderlo. Dopo una dura lotta, Ron e Harry salvano Hermione che da quel momento diviene più gentile e sarà loro amica.

Arriva per Harry il momento della prima partita di Quidditch, nel ruolo di cercatore. Harry si mette alla ricerca del Boccino, ma qualcosa va storto. La sua scopa lo disarciona e cerca di farlo cadere. Hermione ha l’impressione che il professor Piton, dall’altra parte della tribuna, stia mormorando una formula per disarcionarlo. Lei riesce appena in tempo a fermarlo tirando fuori la bacchetta e mormorando alcune parole magiche. Dalla bacchetta escono delle fiamme blu che vanno a colpire l’orlo dell’abito di Piton e lo distraggono dal volo di Harry. Harry riesce a recuperare il Boccino e a far vincere la sua squadra. Hagrid cerca di convincere i ragazzi che Piton non si macchierebbe mai del sangue di uno studente.

Si avvicina il Natale e molti studenti tornano a casa in vacanza. Harry, Ron ed i suoi fratelli rimangono nella scuola. Spinti da Hermione, si vogliono recare in Biblioteca per cercare notizie su un certo Nicolas Flamel di cui Hagrid ha parlato nei giorni precedenti, quando ha cercato di tranquillizzarli sulla presenza del cane a tre teste, Fuffi. Finite le vacanze, Harry scopre di conoscere Flamel e di averlo visto su una figurina. Scopre così che è l’unico ad aver creato la Pietra Filosofale che rende immortali e fabbrica l’oro. Il campionato di Quidditch viene vinto dai Grifondoro. La sera Harry segue Piton e lo vede parlare con Raptor: pensa cosi che Piton voglia corrompere il balbuziente professore.

Nel frattempo Hagrid si è occupato di un uovo di drago, dal quale è nato un piccolo drago, che chiama Norberto. Ma nella scuola è proibito allevare draghi e così Ron, Harry ed Hermione consigliano ad Hagrid di affidare il drago a Charlie, fratello di Ron, che alleva draghi in Romania. Harry, durante la notte, con Norberto e Ron, coprendosi con il mantello che rende invisibili, va sulla torre per consegnare agli amici di Charlie il piccolo drago. Al ritorno, avendo dimenticato di indossare il mantello, i due amici, scoperti da Gazza, vengono messi in punizione dalla Professoressa McGranitt. Harry teme di essere veramente espulso dalla scuola, ma la professoressa toglie soltanto i punti alla casa dei Grifondoro, che diventa ultima nella classifica annuale tra le case.

La mattina seguente, Harry, Neville ed Hermione ricevono delle lettere, nelle quali c'è scritto che dovranno presentarsi nella sala grande alle ore 23:00. Qui trovano anche Malfoy e Thor. Gazza li accompagna fuori del castello e li lascia, con un ghigno spaventoso, nelle mani di Hagrid. Il gruppo si avventura nella foresta proibita e si divide: Hermione, Hagrid ed Harry da una parte; Malfoy, Neville e Thor dall’altra. Prima di partire alla ricerca dell'unicorno Hagrid fa delle raccomandazioni ai ragazzi: se si fossero trovati in difficoltà avrebbero dovuto agitare la bacchetta magica per avere delle scintille rosse; se invece avessero trovato l’animale ferito le scintille avrebbero dovuto essere verdi.

Il gruppo di Hagrid avverte subito un rumore di zoccoli e vede uscire dai cespugli due centauri: Canon e Cassandra, entrambi amici del buon gigante. Nel frattempo appaiono delle scintille rosse provenienti dall’altro gruppo. Harry si unisce ad Hagrid nella ricerca dei compagni, ma, dispersosi nella foresta, scorge l’unicorno già morto. Una persona misteriosa e non riconoscibile, perché avvolta in un mantello, si allontana dal povero animale dopo averne bevuto il sangue, estremamente benefico e rinvigorente. Accortosi della presenza di Harry, lo strano individuo cerca di uccidere il ragazzo, ma non riesce nel suo intento grazie all’intervento del centauro.

Il giorno dopo, i ragazzi sostengono gli esami di fine anno. Per conoscere la valutazione finale, i ragazzi dovranno attendere una settimana, pertanto Harry, Hermione e Ron avranno per qualche giorno del tempo libero. Harry, strofinandosi la fronte, sente un fastidio alla cicatrice, è molto nervoso, ha una strana sensazione e teme che la pietra non sia al sicuro. Viene a sapere da Hagrid che Norberto, il drago vinto giocando a carte una sera, é stato dato al buon gigante da un uomo ricoperto da un mantello invisibile, il quale, secondo le ipotesi di Harry potrebbe essere stato Piton o Voldemort. Hagrid, fatto ubriacare dall’uomo del mantello, gli ha riferito il punto debole di Fuffi: gli basta un po’ di musica per addormentarsi come un Angelo.

Hermione, Harry e Ron decidono di andare a controllare che il "tesoro" che Fuffi sta sorvegliando sia al sicuro. Dopo una serie di ostacoli, Harry riesce a entrare nella stanza dove è conservata la Pietra Filosofale, dove, con sua sorpresa, trova Raptor e non Piton da lui sospettato. Improvvisamente capisce che l’interessato alla pietra filosofale è Raptor. Il professore fa apparire delle corde, che avvolgono Harry, lo rimprovera per essersi dimostrato un ficcanaso e lo minaccia di morte. Di fronte a tali eventi Harry inizia a capire molte cose e si accorge che, dietro le spalle, Raptor nasconde un oggetto: lo Specchio delle Brame, attraverso il quale vuole trovare la Pietra Filosofale.

Harry cerca di distrarre Raptor per poter entrare per primo in contatto con il magico specchio: pensa infatti che specchiandosi in esso sarebbe riuscito a vedere dov’era nascosta la Pietra. Nel frattempo una voce, quella di Voldemort, che convive con Raptor, suggerisce al complice di servirsi dello stesso Harry per porre allo specchio il quesito su dove cercare l’oggetto magico. Liberato da Raptor dalle corde che lo attanagliavano, Harry si riprende ed è incalzato dal professore a dire cosa vede attraverso lo specchio. Per un attimo scorge il suo volto, ma questo all’improvviso scompare, nella sua tasca è però apparsa una pietra di colore rosso rubino: Harry possiede ora la Pietra Filosofale ma Raptor non se n’é accorto. Al suo antagonista, che gli chiede di farsela dare, risponde che non l’avrebbe mai avuta dalle sue mani. Inizia così un duello terribile durante il quale involontariamente Harry, con un incantesimo, ustiona le mani ed il volto di Raptor, immobilizzandolo e vietandogli di reagire con armi magiche. Improvvisamente poi Harry si sente sprofondare nel buio senza fine.

Si risveglia, tre giorni dopo, nell’ambulatorio di Madam Chips, con accanto Albus Silente, in un bel letto dalle lenzuola pulite e con affianco un comodino paragonabile ad un negozio di dolciumi. Il Preside lo rassicura dicendogli che Raptor non è riuscito a d impossessarsi della Pietra Filosofale. Lo stesso Silente l’ha recuperata e distrutta, salvando anche la vita di Harry. Il direttore di Hogwarts risponde poi ad alcune importanti domande postegli dal ragazzo, eccetto quella in cui Harry avrebbe voluto essere a conoscenza del perché mai Voldemort lo volesse morto.

Alla fine dell’anno scolastico hanno luogo le premiazioni per le quattro case di Hogwarts. La quarta in classifica è il Grifondoro; terza è Tassorosso; seconda Corvonero; primi sono gli studenti di Serpeverde. Tutto il pubblico, riunito nella Sala Grande, comincia a gridare ed ad esultare per la vincita, festeggiando i Serpeverde, però Silente blocca gli applausi e dice che c’è una novità: riferisce quindi alcune comunicazioni dell’ultimo minuto, capovolgendo i risultati ed attribuendo la vittoria al Grifindoro. Dopo aver ricevuto la raccomandazione di non far uso della magia durante la loro permanenza nel mondo esterno ad Hogwarts, tutti gli studenti tornano a casa per la pausa estiva.