Guerra del Vietnam: cronologia, battaglie e protagonisti

Guerra del Vietnam: cronologia, battaglie e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Guerra del Vietnam: storia del conflitto che durò dal 1955 al 1975, cause e conseguenze dello scontro tra Vietnam e Stati Uniti

1Un paese diviso: dal protettorato francese alla conferenza di Ginevra

Ngo Dinh Diem nel 1957
Ngo Dinh Diem nel 1957 — Fonte: getty-images

La lunga e cruenta guerra del Vietnam viene ricordata come una ‘sporca guerra’. Il termine era stato coniato dai francesi a proposito della guerra d’Indocina (1946-1954), combattuta negli stessi luoghi, ma risultò perfetto per descrivere il fallimentare impegno americano in Vietnam, che durò 10 lunghi anni.
Gli Stati Uniti erano stati coinvolti negli avvenimenti in Vietnam a partire dal 1954, subito dopo la fine della guerra d’Indocina, per supportare il dittatore vietnamita Ngo Dinh Diem  contro l’avanzata del comunismo. La vera e propria guerra, tuttavia, iniziò nel 1964 e finì nel 1975.
La guerra del Vietnam è parte del processo di decolonizzazione, ma è anche uno dei momenti più drammatici della guerra fredda. Gli Stati Uniti erano schierati contro il mondo comunista, e quindi ritennero giusto supportare un dittatore. Il blocco comunista, che al tempo era già diviso tra Russia e Cina, si rivelò unito nel sostenere con decisione i comunisti vietnamiti del Vietcong contro le forze ‘imperialiste’ degli Stati Uniti.   

Esercitazione di donne nel 1962 nel Vietnam del Sud
Esercitazione di donne nel 1962 nel Vietnam del Sud — Fonte: getty-images

Il Vietnam era progressivamente diventato una colonia francese, siglando tra 1883 e 1884 una serie di trattati di protettorato con la Francia, e diventando parte dell’Indocina francese insieme al Laos e alla Cambogia. Nel 1940, in piena guerra mondiale la Francia di Vichy permise al Giappone di stanziare truppe in Indocina e di utilizzare gli aereoporti in Vietnam.  

In questi anni Ho Chi Minh, leader dei Viet-minh, un partito armato di resistenza, condusse una dura lotta per l’indipendenza del Vietnam. Alla fine della guerra mondiale, Ho Chi Minh riuscì ad occupare Hanoi e proclamò l’indipendenza del Vietnam. I francesi tentarono di riconquistare il controllo del paese nel corso della guerra d’Indocina (1946-1954), la ‘sporca guerra’, e vennero sconfitti dai Vietminh a Dien Bien Phu nel 1954.

Alla conferenza di Ginevra, sempre nel 1954, vennero discussi tra le altre cose i termini del trattato di pace tra Francia e Vietnam indipendente: la Francia avrebbe abbandonato il paese, che sarebbe stato diviso in due parti lungo il 17esimo parallelo fino alle prossime elezioni.  

Ho Chi Minh (1890 - 1969) Presidente della Repubblica Democratica del Vietnam
Ho Chi Minh (1890 - 1969) Presidente della Repubblica Democratica del Vietnam — Fonte: getty-images

Tuttavia, Ngo Dinh Diem, presidente del Vietnam del Sud, si rifiutò di concedere le elezioni, ed il paese rimase diviso. Il Vietnam del nord rimase una repubblica comunista, capeggiata da Ho Chi Minh. Il Vietnam del sud si confermò una repubblica capitalista, ma in realtà si trattava di un regime semidittatoriale, capeggiato dal presidente Ngo Dinh Diem. 

A questo punto nel Vietnam scoppiò la guerra civile: il Vietnam del Sud puntava a riunire il paese sotto il controllo di Ho Chi Minh, e godeva del supporto di molti vietnamiti del sud, che in quanto buddisti si opponevano al regime di Ngo Dinh Diem. Dal 1958 in poi il Vietnam del Sud iniziò a subire attacchi non soltanto dal Vietnam del Nord, ma anche dal Vietcong, un movimento di guerriglia di ispirazione comunista, sostenuto dal Vietnam del Nord, che riunì una serie di gruppi che si opponevano a Ngo Dinh Diem, e fu dal 1960 il braccio armato del Fronte di Liberazione Nazionale

2L’ intervento degli Stati Uniti

Conferenza stampa di Kennedy sul Vietnam del Nord il 23 marzo del 1961
Conferenza stampa di Kennedy sul Vietnam del Nord il 23 marzo del 1961 — Fonte: getty-images

L’intervento americano fu ispirato dalla teoria dell’effetto domino, secondo cui, dopo che un paese diventava comunista, era molto probabile che anche i paesi confinanti sarebbero diventati comunisti. La Cina era diventata comunista nel 1949, ed il principale timore degli Stati Uniti era che il comunismo, che già controllava il Vietnam del Nord, si sarebbe rapidamente diffuso in tutta l’Indocina (Vietnam, Laos e Cambogia). Per questo motivo, secondo la logica dei blocchi contrapposti e secondo la ‘dottrina Truman’ gli Stati Uniti inviarono, all’indomani della Conferenza di Ginevra, denaro, risorse e ‘consiglieri militari’ per aiutare il governo del Vietnam del Sud di Ngo Dinh Diem. 

Diem era un leader corrotto, poco amato dai contadini, inviso alla maggioranza buddista dei cittadini: questi erano i motivi che spinsero la popolazione rurale del Vietnam del Sud a ribellarsi contro il governo e a supportare apertamente i Vietcong. Nel 1963, il presidente John F. Kennedy allargò il contingente di ‘consiglieri militari’ fino a 30.000 persone allo scopo di preparare l’esercito del Vietnam del Sud. Nello stesso anno il presidente del Vietnam del Sud Ngo Dinh Diem perse il supporto degli americani e fu ucciso durante un colpo di stato. Dopo una serie di colpi di stato militari il paese passò nelle mani di Nguyen Van Thieu, che instaurò un regime non meno corrotto e dittatoriale del precedente, ancora una volta con il supporto degli Stati Uniti.  

Combattimento nella Lao Valley, Vietna del Sud
Combattimento nella Lao Valley, Vietna del Sud — Fonte: getty-images

Il pretesto che permise agli americani di entrare definitivamente ed apertamente in guerra fu un attacco del Vietnam del Nord alla marina degli Stati Uniti, stanziata presso il Golfo di Tonchino.
Nel 1964, sotto la presidenza di Lyndon Johnson, quello americano divenne un vero e proprio intervento bellico: il corpo di spedizione fu continuamente rinforzato per dieci anni. I bombardamenti contro il Vietnam del Nord iniziarono nel febbraio del ‘65.  
Nel 1968 i soldati americani in campo erano diventati 500.000, ed i costi bellici avevano raggiunto i 77 miliardi all’anno. Questo incremento progressivo di forze in campo, che gli americani chiamavano escalation, si rivelò tuttavia insufficiente contro la resistenza del Vietcong.   

3Strategie fallimentari

Ci furono molte ragioni per le quali l’intervento americano fu un fallimento, che probabilmente contribuì a portare una buona parte della popolazione del Vietnam del Sud dalla parte del Vietcong.  

  • I bombardamenti aerei con materiali come il napalm avevano conseguenze brutali, che rendevano la popolazione fortemente ostile agli americani.
  • I guerriglieri del Vietcong si nascondevano e si mischiavano nei villaggi del Sud. Per impedire ciò, gli americani deportarono i contadini del Sud in ‘villaggi strategici’, circondati da filo spinato e controllati dagli americani.
  • Con l’operazione ‘Rolling Thunder’ (1965-1968) gli americani tentarono di bombardare bersagli strategici in tutto Vietnam del Nord allo scopo di impedire i rifornimenti di truppe e armamenti verso il Sud. Gli obiettivi si rivelarono tuttavia sbagliati: i bersagli industriali erano pochi, perché il Vietcong non faceva uso di infrastrutture significative. Ad essere colpiti dalle bombe furono soprattutto gli ospedali e le scuole.
  • Durante le missioni ‘search and destroy’ (individuazione e distruzione), gli Americani sbarcavano dagli elicotteri nei villaggi del Vietnam del Sud, in cerca di Vietcong, che si mischiavano alla popolazione in modo indistinguibile. Spesso queste missioni sfociavano in massacri di donne e bambini innocenti.
  • Più in generale, l’esercito degli Stati Uniti era moderno e all’avanguardia, specializzato nella guerra meccanizzata, ma non era adatto ad affrontare una guerriglia partigiana.

Fondamentalmente, l’esercito degli Stati Uniti stava adottando tattiche poco adatte ai territori in cui si combatteva, e poco efficaci contro la particolare organizzazione del Vietcong. Per questi motivi, la presenza americana si faceva ogni anno sempre più impopolare nel Vietnam del Sud.  

4I Vietcong

Mao Tse Tung
Mao Tse Tung — Fonte: ansa

Il leader cinese Mao Tse Tung definì i guerriglieri del Vietcong come combattenti inafferrabili, capaci di muoversi in mezzo al popolo vietnamita “come pesci nell’acqua”. Ed effettivamente, pur senza disporre di nessuna aviazione, nessun carro armato, e di nessun mezzo di artiglieria, i Vietcong riuscirono a resistere alle truppe americane finché gli Stati Uniti non abbandonarono il Vietnam. 

Ciò che li rendeva così efficaci erano le loro tattiche di guerriglia: la loro conoscenza del territorio gli permetteva di evitare lo scontro aperto col nemico, cogliendolo in agguati ed in assalti a sorpresa, per poi sparire di nuovo nella boscaglia. I guerriglieri del Vietcong erano diventati maestri di queste tecniche negli scorsi decenni, combattendo prima con i Giapponesi, e poi con i Francesi. 

Anche da un punto di vista logistico, i guerriglieri del Vietcong seppero risolvere brillantemente i propri problemi con il Sentiero di Ho Chi Minh: un ingegnoso sistema di spostamenti attraverso sentieri nascosti, sia in montagna che nella giungla, talmente ben nascosto da non poter essere danneggiato dai bombardamenti americani. Il sentiero era collegato ad un sistema di tunnel e di sottopassaggi: ospedali, depositi di armi, dormitori, cucine, pozzi. Questo universo sotterraneo era in grado di offrire un nascondiglio a migliaia di Vietcong, e richiedeva da parte degli americani l’utilizzo di “tunnel rats” (ratti dei tunnel), soldati specializzati in missioni sotterranee di individuazione e distruzione, che spesso cadevano vittime di agguati letali. 

Nguen Thi-Hai, combattente del Vietna del Nord
Nguen Thi-Hai, combattente del Vietna del Nord — Fonte: getty-images

Il Vietcong poteva anche contare sul supporto della popolazione rurale, ostile al regime del Vietnam del Sud e agli americani. I Vietcong aiutavano i contadini nel lavoro quotidiano, promettendo loro terra e libertà sotto un futuro regime comunista. Per questi motivi, era diventato molto difficile distinguere i Vietcong dalla popolazione rurale.  

Fu infine determinante per il successo del Vietcong il supporto di Unione Sovietica e Cina: due potenze comuniste non più appartenenti allo stesso blocco, ma tuttavia unite nel fornire supporto ai guerriglieri contro gli Stati Uniti.  

Nel 1968, il Vietcong ed il Vietnam del nord intrapresero l’Offensiva del Tet, attaccando contemporaneamente più di 100 città e basi militari, e catturando 3 quarti delle città principali del Vietnam del Sud, tra cui l’Ambasciata americana di Saigon (ma solo per qualche ora). L’offensiva del Tet provocò gravi perdite al Vietcong, ed il controllo degli obiettivi catturati durò soltanto per poco, tuttavia gli americani iniziavano a capire che le possibilità di vittoria nell’immediato erano piuttosto scarse. Il presidente Johnson smise di bombardare il Vietnam del Nord, ed era talmente poco amato dagli americani che decise di non ripresentarsi alle elezioni del ‘68.  

5La guerra e i media

John Lennon (1940 - 1980) and Yoko Ono posano con uno slogan contro la guerra in Vietnam
John Lennon (1940 - 1980) and Yoko Ono posano con uno slogan contro la guerra in Vietnam — Fonte: getty-images

Negli Stati Uniti la guerra del Vietnam veniva costantemente trasmessa in tv e discussa in radio, ed il dibattito sul conflitto era pubblico ed aperto. Le immagini e gli articoli diffusi dai giornalisti americani in Vietnam mostravano uccisioni e torture di civili inermi. Ampi settori dell’opinione pubblica iniziarono a considerare questa guerra come una 'sporca guerra', una guerra ingiusta e poco coerente con le tradizioni americane. Il governo del Vietnam del Sud era un regime oppressivo e antidemocratico, e molti americani si rendevano conto che i contadini del Vietnam non avevano nessuna simpatia per l’intervento americano.

Si trattava inoltre di una guerra molto costosa, sia in termini di denaro che di vite umane. La guerra suscitò imponenti manifestazioni di protesta, e moltissimi giovani iniziarono ad opporsi alla leva. Molti movimenti per i diritti civili, in particolare quelli degli afroamericani, si opposero apertamente alla guerra. Al pugile Muhammad Alì, ad esempio, venne revocato il titolo di campione perché si era opposto alla leva. 

Manifestazione di donne inglesi davanti l'ambasciata americana a Grosvenor Square, Londra
Manifestazione di donne inglesi davanti l'ambasciata americana a Grosvenor Square, Londra — Fonte: getty-images

I più contrari alla guerra erano gli studenti: negli anni ‘60, i movimenti di protesta iniziarono in California e si diffusero rapidamente in tutto il paese, in particolare nelle città universitarie. Nel 1970 quattro giovani manifestatori pacifici, studenti della Kent State University in Ohio, vennero uccisi dalla Guardia Nazionale dell’Ohio in quello che venne ricordato come il massacro della Kent State. I pacifisti arrivarono fino a Washington, mentre artisti come Bob Dylan componevano la colonna sonora di queste proteste, che avrebbe influenzato i giovani di tutto il mondo.

6Fine della guerra nel Vietnam

Il 37° presidente U.S.A., il repubblicano Richard Nixon  (1913 -1994) nel 1960
Il 37° presidente U.S.A., il repubblicano Richard Nixon (1913 -1994) nel 1960 — Fonte: getty-images

Oltre gli Stati Uniti, in tutto il mondo (ed in particolare in Europa) si guardava con un certo favore ai successi del Vietcong: era la dimostrazione che la superpotenza americana poteva essere messa in difficoltà da un’armata popolare. Mentre la sinistra occidentale si schierava in modo pressoché uniforme con il popolo vietnamita, gli Stati Uniti erano sempre più isolati nel proprio sforzo bellico.  

Il successore di Johnson, Richard Nixon, iniziò a negoziare la pace con il Vietnam del Nord e con il Vietcong (che nel ‘69 si era organizzato nel governo rivoluzionario provvisorio). Da allora in poi, la presenza americana in Vietnam iniziò a ridursi, anche se Nixon diede avvio a contemporanee operazioni militari nei paesi confinanti, Laos e Cambogia, contro altri regimi guerriglieri comunisti, con l’obiettivo di tagliare i rifornimenti al Vietcong.  

Nel 1973 gli Stati Uniti ed il Vietnam del Nord firmarono un armistizio a Parigi, l’appoggio americano al Vietnam del Sud venne ritirato, e gli americani abbandonarono finalmente la ‘sporca guerra’, che però sarebbe finita soltanto due anni dopo. 

Il 30 aprile del 1975, il Vietcong e le truppe nordvietnamite entrarono a Saigon, e nel 1976 i due paesi si riunirono nella Repubblica Socialista del Vietnam. Finiva così, con la peggiore sconfitta militare mai subita dagli Stati Uniti fino ad allora, una delle guerre più importanti della seconda metà del ‘900.  

Questa dannata guerra finirà quando saremo troppo vecchi per goderci la pace.

Jim Morrison