Guerra di Crimea: cronologia, battaglie e protagonisti

Guerra di Crimea: cronologia, battaglie e protagonisti A cura di Edoardo Angione.

Guerra di Crimea: spiegazione, battaglie e protagonisti del conflitto che vide le maggiori potenze europee scontrarsi per risolvere la Questione d’Oriente

1Introduzione alla Guerra di Crimea

Il 25 ottobre del 1854 iniziava a Balaklava, base di rifornimento occupata dai Britannici nei pressi di Sebastopoli, città russa in Crimea, sul Mar Nero, la Guerra di Crimea: un'unità della cavalleria leggera inglese carica l'artiglieria russa, esponendosi al fuoco in un'operazione praticamente suicida, che passerà alla storia come 'la carica dei 600'. Britannici, Francesi ed Impero Ottomano stavano assediando Sebastopoli. I Russi, per rompere l'assedio, tentavano invece di conquistare Balaklava. Gli artiglieri russi non si aspettavano un attacco così incauto da parte della cavalleria: all'inizio pensano ad un gesto folle dei britannici ma poi fanno fuoco, annientando più di 100 uomini e ferendone gravemente più di 200. L'anno dopo, il poeta Alfred Tennyson canterà questo eroico ma sconsiderato sacrificio nel poema La carica della brigata leggera, che riflette in pieno il clima della strana Guerra di Crimea, dove non ci furono veri e propri vinti né vincitori

2La Russia, i Balcani e la “Questione d'Oriente”

Vista della città di Sebastopoli dal mare
Vista della città di Sebastopoli dal mare — Fonte: istock

Perché i Russi stavano difendendo Sebastopoli? Per comrpendere le dinamiche della Guerra di Crimea bisogna ricordare che intorno al 1853, nei Balcani ed intorno al Mar Nero, così come in Grecia e ad Istanbul, molte popolazioni di fede cristiana ortodossa vivono da secoli sotto il dominio secolare dell'Impero Ottomano. I Russi, sin dalla caduta di Costantinopoli (1453), si sentivano in qualche modo in dovere di ereditarne il ruolo di centro del Cristianesimo Ortodosso. I rapporti tra lo Zar Nicola I (1796-1855) ed i Turchi non erano però particolarmente felici. Il problema era che i Francesi e i Britannici stavano esercitando una crescente influenza a Costantinopoli, e questo preoccupava la Russia.  

  • Nicola I aveva bisogno di un pretesto: chiede al sultano di riconoscere formalmente che tutti i suoi sudditi di fede ortodossa, nonché tutti i luoghi sacri della Cristianità, come la Palestina, al tempo parte dell'Impero Ottomano, siano sotto la protezione dello Zar.
  • Si trattava di un'intrusione nelle prerogative del sultano, che regnava da secoli su questi popoli e su questi territori, e che dunque rifiuta.
  • In tutta risposta, Nicola I occupa la Moldavia e la Valacchia, stati vassalli dell'Impero Ottomano.
  • Le potenze d'Europa, in particolare Francia ed Inghilterra, si rifiutano di legittimare le pretese russe ed incoraggiano il sultano a reagire.
  • Ad ottobre del 1853, l'Impero Ottomano dichiara guerra alla Russia.
  • A novembre la flotta dello Zar apre le ostilità contro i turchi nel Mar Nero.

3La Francia di Napoleone III: tra fiducia nel progresso e ambizioni imperiali

Ritratto di Napoleone III
Ritratto di Napoleone III — Fonte: istock

Perché la Francia era così interessata alla questione d'Oriente, tanto da prendere parte alla Guerra di Crimea? Napoleone III (1808-1873), nipote di Napoleone Bonaparte, da giovane aveva vissuto a Roma, militando persino nella Carboneria, ma molte cose erano cambiate da quando, nel 1852 era diventato Imperatore dei Francesi, tramutando con un abile colpo di mano la Seconda Repubblica in un Impero.  

Il regime della Francia del Secondo Impero era piuttosto singolare:   

  • da una parte si cercava il consenso del popolo attraverso le riforme ed i plebisciti.
  • il potere era però fondato sull'appoggio dell'esercito.

Napoleone III era un ottimista, dotato, proprio come la borghesia che lo sosteneva, di una forte fiducia nel progresso e nell'industria, ma doveva fare i conti con una pesante eredità: quella di suo zio Napoleone I, che qualche decennio prima aveva scombussolato l'Europa e coperto di gloria la propria nazione. Questi ragionamenti in termini di potenza erano tipici dell'Europa ottocentesca. 

Fin dal Congresso di Vienna del 1814, le potenze Europee avevano conservato un assetto territoriale relativamente stabile, ma nel 1853 l'intervento russo nel Mar Nero sembra alla Francia un pretesto perfetto per entrare in scena e vendicarsi dei Russi, che, ricordiamo, nel 1812 avevano sconfitto Napoleone I: uno smacco difficile da dimenticare.  

4L'impero Ottomano: malato d'Europa?

Sembra che la famosa espressione 'il malato d'Europa' sia stata “inventata” dallo Zar Nicola I, che durante una conversazione con l'ambasciatore britannico definì l'Impero Ottomano “un uomo molto malato”. E c'erano buone ragioni per uscirsene con una frase del genere:

  • dal XVII secolo, l'Impero Ottomano era stato soggetto ad una progressiva decadenza.
  • questo suscitava le ambizioni di conquista delle vicine Austria e Russia, che già da decenni favorivano le aspirazioni nazionaliste ed indipendentiste di popoli precedentemente soggetti al Turco come la Serbia, la Moldavia e la Grecia (indipendenti dal 1830).
Statua raffigurante Nicola I
Statua raffigurante Nicola I — Fonte: istock

Nonostante i numerosi ed interessanti tentativi di riforma e modernizzazione dei propri apparati di governo, piuttosto antiquati per l'epoca, l'Impero Ottomano era ormai costantemente soggetto alle interferenze europee e zariste, e doveva allo stesso tempo fronteggiare numerose ribellioni interne

I Russi, dal canto loro, tentavano di approfittarne in vari modi: 

  • nel 1849 ottengono il diritto di intervento in Moldavia ed in Valacchia (di cui approfitteranno nel 1853).
  • come abbiamo visto, pretendevano ora di diventare ufficialmente protettori dei sudditi ortodossi dell'Impero Ottomano.
  • Francia, Austria ed Inghilterra, che temevano i successi dei Russi, decidono invece di ergersi a protettori dell'Impero Ottomano.

5La grande spartizione verso la Guerra di Crimea: Francia e Inghilterra entrano in gioco

La Gran Bretagna, all'epoca una grande potenza commerciale, aveva importanti interessi da difendere nel Mar Nero, anche perché l'Impero Ottomano era una via d'accesso alle proprie colonie in India. Per questo, l'intervento Russo venne percepito come un insulto. La Francia di Napoleone III, come abbiamo visto, era alla ricerca disperata di gloria militare

Per questi motivi, le due grandi potenze lanciano un ultimatum, chiedendo alla Russia di cessare le ostilità entro il marzo del 1854.
Nell'estate del 1854 una flotta congiunta Anglo-Francese entra nel Mar Nero, mentre l'Austria, formalmente un alleato dei Russi, resta a guardare. Il piano era il seguente: 

  • Sbarcare in Crimea
  • Assaltare la base navale Russa a Sebastopoli
  • Distruggere la flotta di Nicola I

La durata prevista dell'assedio era di 12 settimane: ci sarebbero voluti invece 12 mesi per concludere la Guerra di Crimea.

6L'intervento dei piemontesi nella Guerra di Crimea: un posto in Europa

Ritratto di Camillo Benso Conte di Cavour
Ritratto di Camillo Benso Conte di Cavour — Fonte: ansa

Nel 1854 il regno di Sardegna era una giovane potenza, uno stato regionale in rapida crescita. Il primo ministro, Camillo Benso conte di Cavour, era ansioso di portare il regno nel concerto delle potenze europee. Quando Francia ed Inghilterra invitano il governo piemontese ad inviare una delegazione di 18.000 uomini per la Guerra di Crimea, Cavour è ben felice di acconsentire.  

I Piemontesi prendono parte all'assedio di Sebastopoli sotto il comando di Alfonso Lamarmora: alcuni di loro muoiono negli scontri con i Russi, altri, circa 2000, muoiono per una terribile epidemia di colera. Non è un sacrificio vano, poiché grazie a questa delegazione, al termine della Guerra di Crimea il Regno di Sardegna verrà ammesso in qualità di stato vincitore alla Conferenza di Parigi del 1856, dove Cavour porterà le istanze del regno che qualche anno dopo sarebbe diventato l'Italia unita.  

7Guerra di Crimea: chi sono i vincitori?

Il telegrafo
Il telegrafo — Fonte: istock

Nella primavera del 1855, le truppe Inglesi, Francesi ed Italiane iniziano finalmente ad aprire una breccia a Sebastopoli. Dopo un ultimo, disperato contrattacco, a settembre i Russi evacuano la città. Si conclude così un assedio durato un anno, e con esso la Guerra di Crimea, che era stata seguita febbrilmente in tutta Europa, dove grazie all'avvento del telegrafo, per la prima volta le notizie dal fronte possono arrivare quasi in tempo reale.   

C'erano stati pochi scontri frontali. La maggior parte delle perdite furono dovute, come nel caso dei Piemontesi, alle epidemie. C'erano stati anche scontri nell'Oceano Pacifico e nel Mar Baltico, ma furono i drammatici eventi del fronte di Crimea a dominare la letteratura successiva. Come vedremo, nessuna delle potenze in gioco subì conseguenze particolarmente pesanti.

8Fine della guerra di Crimea: il congresso di Parigi

Le ostilità della guerra di Crimea si conclusero con il Trattato di Parigi, firmato il 30 marzo del 1856.   

  • Il Mar Nero rimane chiuso non soltanto alle navi da guerra della Russia, ma anche a quelle delle potenze europee.
  • L'Impero Ottomano conserva la propria integrità, mantenendo una sovranità almeno nominale sulla Serbia, nonché su Moldavia e Valacchia, principati autonomi che tre anni dopo si sarebbero uniti nello stato di Romania.
  • La Francia di Napoleone III non ottiene risultati concreti, ma riesce a giocare un ruolo da protagonista nei trattati di pace, accrescendo il proprio prestigio e appoggiando i movimenti nazionali dell'Italia e dei paesi balcanici in chiave anti-austriaca.
  • L'Impero Ottomano si impegna a rispettare i diritti dei propri sudditi cristiani.
  • Il regno di Sardegna, ammesso al congresso, ne approfitta per sollevare la questione Italiana.