Guernica di Pablo Picasso: analisi e significato

Guernica di Pablo Picasso: analisi e significato A cura di Sonia Cappellini.

Analisi, spiegazione e immagini del Guernica di Picasso, il quadro che rappresenta il bombardamento della città di Guernica durante la guerra civile spagnola

1I fatti storici

Guernica di Pablo Picasso
Guernica di Pablo Picasso — Fonte: getty-images

Guernica è un racconto di guerra, un dipinto di storia, immerso nella storia, che della storia ci mostra, in modo spietato, il lato più tragico. Non è possibile capirlo se non si conosce quello che la Spagna vive in quegli anni. Anni difficili, spaventosi ed eroici.   

Già da tempo il re ha abbandonato il paese, è partito per Roma in esilio volontario per manifesta incapacità. I problemi sono tanti: povertà, arretratezza culturale, privilegi nobiliari ed ecclesiastici, latifondo, tendenze separatiste. Nemmeno la repubblica sembra riuscire ad affrontarli. I partiti progressisti non trovano unità e si fanno largo forze di destra che auspicano il ritorno della monarchia. Fin quando nel febbraio del 1936 il fronte popolare vince le elezioni riportando una maggioranza assoluta. Si parla di aumento dei salari, di distribuzione delle terre. Sembra l’inizio di una nuova speranza.   

Le forze conservatrici però, nel mese di luglio, con l’appoggio dell’esercito, organizzano un colpo di stato. Mirano a prendere il potere occupando il paese da nord a sud. Cadono molte importanti città come Granada, Cordoba e Siviglia ma il primo ministro Josè Giral incita il popolo, fa distribuire armi ai civili, Madrid e Barcellona resistono all’avanzata dei generali e delle loro truppe. Una feroce guerra civile si scatena in tutta la Spagna. Uomini, donne e bambini scavano trincee nelle campagne, costruiscono barricate nelle città.  

Fotografia del generale Francisco Franco (1892-1975)
Fotografia del generale Francisco Franco (1892-1975) — Fonte: ansa

I generali, tra cui spicca la figura di Francisco Franco, capiscono di aver sottovalutato la volontà del popolo spagnolo ma sono ben presto soccorsi da Mussolini e Hitler che inviano rifornimenti, soldati e armi. Anche il governo repubblicano spera in un aiuto da parte delle nazioni democratiche, un aiuto che però non arriva: Francia, Inghilterra, Stati Uniti restano a guardare, nel timore che il conflitto diventi mondiale.
Se i governi democratici non intervengono c’è però, in favore dei repubblicani una grande e indipendente mobilitazione internazionale. Intellettuali, anarchici e studenti arrivano da tutto il mondo a supporto della resistenza spagnola, persino antifascisti dall’Italia e dalla Germania. Nascono le milizie internazionali.   

Truppe del Fronte popolare durante la Guerra civile spagnola
Truppe del Fronte popolare durante la Guerra civile spagnola — Fonte: ansa

Si combatte per oltre due anni, moltissimi sono i morti e i feriti su entrambi i fronti. L’esito della guerra però si decide con l’entrata in scena delle forze aeree italiane e tedesche.
I bombardamenti fiaccano le città e indeboliscono la resistenza. Dopo la terribile battaglia dell’Ebro, nel novembre 1938, il nuovo primo ministro repubblicano, Juan Negrin è costretto a far ritirare le milizie internazionali. I miliziani sfilano disarmati per le strade e la gente li saluta lanciando fiori. Molti dei combattenti cercano riparo in Francia ma questa chiude le frontiere. Difficile il destino di quelli, come italiani e tedeschi che non possono certo far ritorno in patria.   

Ad aprile del 1939 la guerra è definitivamente persa. Il bilancio è drammatico, oltre un milione di morti, centinaia di migliaia tra feriti e mutilati, altissimo il numero dei profughi. Francisco Franco è il nuovo dittatore della Spagna.
Il paese così prostrato guarda da spettatore il secondo conflitto mondiale che sta per scatenarsi, Franco non farà dunque la fine degli altri dittatori, morirà invece tranquillo nel suo letto, restando al potere fino alla fine.     

2Il bombardamento di Guernica

In questo scenario drammatico ha luogo uno degli episodi più noti e cruenti della guerra civile. Un vero e proprio atto di terrorismo. La sera del 26 aprile 1937, la legione Condor della Luftwaffe (la storica aviazione militare tedesca) scarica tonnellate di bombe incendiarie sulla cittadina basca di Guernica. È un atto intimidatorio nei confronti della resistenza che però miete vittime tra la popolazione civile. È il collaudo dei nuovissimi aerei Junkers che Hitler ha già in mente di usare nella sua offensiva all’Europa. È il massacro di duemila persone.

Pablo Picasso
Pablo Picasso — Fonte: ansa

L’episodio ha una vasta risonanza nell’opinione pubblica internazionale ma non basta a suscitare la reazione dei governi democratici.
I repubblicani spagnoli lanciano quindi un appello agli intellettuali. Molti rispondono, tra questi Picasso.

3Guernica: descrizione e analisi del dipinto

L’artista è nella piena maturità, vive a Parigi da oltre trent’anni e la sua fama è ormai indiscussa. Per denunciare e commemorare la strage realizza un dipinto immenso, per dimensioni e qualità espressiva, forse il suo più grande capolavoro, e per la prima volta si schiera apertamente contro Francisco Franco.
L’opera è concepita come un manifesto universale contro la forza cieca delle guerre. Le dimensioni sono tali da coinvolgere lo spettatore quasi aggredendolo, facendolo sentire vittima tra le vittime.
La scelta del monocromo rende evidente la tematica luttuosa. In alcune parti della superficie pittorica emergono, come in filigrana, piccoli tratti che ricordano i segni tipografici. La stampa dà vasta eco alla notizia, ma i racconti sbiadiscono davanti alla potenza delle immagini.

"Guernica" di Pablo Picasso, 1937
"Guernica" di Pablo Picasso, 1937 — Fonte: getty-images

Lo spazio descritto è un interno sventrato dai bombardamenti, leggendo il quadro da sinistra a destra vediamo una madre con un bambino morto in braccio, un toro, simbolo della Spagna offesa, un uomo caduto, un cavallo urlante, due donne, di cui una con una lampada che cerca di fuggire e una che si trascina faticosamente, un uomo travolto dalle fiamme. Gli animali sono rappresentati come compagni fedeli dell’uomo, ne condividono lo stesso destino. Le guerre del ’900 entrano nelle case così come nelle stalle, non risparmiando bambini, donne, animali. Le lampade, semplici oggetti domestici, sono segni del quotidiano fragile, violato e sconvolto. Sono accese perché tutto avviene di sera, il momento in cui si torna a casa nell’illusione di essere sicuri e protetti. 

A livello linguistico il pittore mette in scena una summa dei dispositivi stilistici sperimentati negli anni precedenti: l’attitudine a mostrare le cose nel loro aspetto sia frontale che laterale, la riduzione del colore, la giustapposizione di figure piatte e figure dotate di volume, la prospettiva costruita dall’incastro di elementi diversi. Forme espressioniste, cubiste e surrealiste coesistono in questa rappresentazione

3.1Una moderna Pietà

Particolare sul lato sinistro del dipinto
Particolare sul lato sinistro del dipinto — Fonte: getty-images

Il primo elemento su cui si posa lo sguardo è anche il più atroce. Sulla sinistra del quadro una madre tiene in braccio il suo bambino morto. Il collo è allungato in uno spasmo di dolore e la bocca è spalancata in un urlo sordo e fortissimo allo stesso tempo. Il volto e il grido sono diretti verso l’alto. È un’invocazione, una disperata richiesta d’aiuto ma anche una condanna: gli assassini arrivano dal cielo.
È un corpo scomposto che serve a raccontare un dolore scomposto.
La testa del bimbo è riversa invece verso il basso. Gli occhi non hanno più vita, la bocca è chiusa. Il suo silenzio si contrappone al pianto della madre.

3.2Le fiamme

Particolare sul lato destro del Guernica
Particolare sul lato destro del Guernica — Fonte: ansa

Le bombe cadono, sconquassano, distruggono. Qualcuno resta ucciso sotto le macerie, qualcuno fugge ma non sa in quale direzione si trovi la salvezza. Poi viene il fuoco che non dà scampo. Sulla destra del dipinto c’è un uomo che urla, le braccia protese afferrano il nulla, il fuoco lo raggiunge, lo prende, lo inghiotte come una bocca famelica. Le fiamme sono denti aguzzi. 

3.3Un antico Cavaliere

In basso, in primo piano un’altra immagine della morte. C’è un uomo fatto a pezzi, la testa e le braccia sono staccate dal corpo. La bocca spalancata nell’ultimo strenuo tentativo di reagire all’aggressione: questo guerriero è stato sconfitto, è caduto ma non si è arreso. Il pugno destro è ancora stretto intorno all’elsa della spada, la lama è spezzata.
La spada, arma dei cavalieri, un modo antico di fare la guerra, dove i nemici si affrontano a viso aperto. Un’arma valorosa che nulla può contro la tecnologia dello sterminio. Da quel pugno però spunta la vita, un fiore, un piccolo e delicato fiore bianco che resiste al fuoco, alle macerie, alla furia, alla paura. Nonostante tutto un segno di speranza, un omaggio al coraggio del suo popolo. 

4Un’opera in esilio

La grande tela viene immediatamente presentata a Parigi all’esposizione internazionale delle arti e delle tecniche, dove rimane, nel padiglione spagnolo, fino alla fine del 1937.

Chiusa l’expò, il quadro vola oltre oceano e per oltre quarant’anni è esposto a Museum of Modern Art (MoMa) di New York con la scritta “prestito del popolo di Spagna”.
L’autore infatti fa dono dell’opera al suo Paese ma non vuole che questa metta piede sul suolo spagnolo fino a che non siano ripristinate libertà e democrazia.

Picasso muore nel 1973, Franco nel ’75. Il 10 ottobre del 1981 il quadro arriva finalmente a Madrid e viene collocato nel Casón del Buen Retiro. Il 12 luglio 1992 trova la sua casa definitiva nel Centro de Arte Reina Sofía.

Guernica è un racconto immerso nella storia e allo stesso tempo un messaggio senza tempo. È un appello alle coscienze, a non voltarsi dall’altra parte, a essere nel mondo, sull’esempio di Picasso, Hemingway, Éluard, Orwell, Lorca e di tanti altri di cui non sapremo mai il nome…

Nessun uomo è un'isola,
intero in sé stesso.
Ogni uomo è un pezzo del continente,
una parte della terra.
Se una zolla viene portata via dall'onda del mare,
la terra ne è diminuita,
come se un promontorio fosse stato al suo posto,
o una magione amica o la tua stessa casa.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perché io partecipo all'umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:
essa suona per te.

                        John Donne