La crisi del 1929 e la grande depressione

Di Barbara Leone.

Analisi dei motivi che hanno portato alla crisi del 1929 ed alla grande depressione, che si è protatta fino agli anni Trenta con il New Deal di Roosevelt

Con il termine "grande depressione" si indica la crisi economica mondiale che è stata innescata dal crollo della Borsa di Wall Street a New York nell’ottobre del 1929 e si è protratta durante gli anni Trenta. Le cause della crisi sono molteplici. Nel 1927, nel corso di un periodo caratterizzato da forti investimenti all’estero e da un’economia in continua crescita, i finanzieri di Wall Street hanno iniziato ad acquistare azioni in borsa ed hanno provocato un aumento dei prezzi che ha spinto molta gente ad investire i propri capitali in borsa. Ci sono state persone che hanno impegnato tutti i propri risparmi, incoraggiati da consulenti disonesti e incompetenti. Ad un certo punto però si è cominciato a diffondere il timore che questa crescita inaspettata sarebbe cessata presto.

La Federal Riserve Bank, la banca centrale statunitense, ha così suggerito alle banche di non cedere denaro in prestito per gli investimenti in borsa. E le banche hanno iniziato ad esigere la restituzione dei prestiti esteri, mentre un numero sempre maggiore di persone ha iniziato a ritirare i propri depositi, provocando il collasso di molti istituti di credito. La mancanza di liquidità ha portato ad una drastica riduzione degli investimenti nell’industria e ad una concentrazione della domanda di prodotti industriali e agricoli. Tutto questo ha contribuito allo sviluppo di un’altra contrazione del mercato creditizio. La vendita delle azioni è aumentata ed il 23 ottobre 1929 più di sei milioni di azioni sono state negoziate a prezzi sempre più bassi. Il giorno seguente, chiamato il “giovedì nero”, ne sono state negoziate più del doppio. Ed il “martedì nero”, il 29, si è verificato il crollo della borsa: il prezzo delle azioni di numerose imprese di grandi dimensioni, come la General Electric, è precipitato, più di sedici milioni di azioni sono state negoziate e il loro valore è diminuito di altri dieci miliardi di dollari.

Il fenomeno della disoccupazione
La crisi ha causato una disoccupazione di massa senza precedenti: 14 milioni di disoccupati negli Stati Uniti, 6 in Germania, 3 in Gran Bretagna, mentre in Italia dalle 300.000 unità nel 1929 si passò al milione di disoccupati nel 1933. Ovunque è peggiorato il tenore di vita medio. In Gran Bretagna, fino alla metà degli anni Trenta, circa un quinto della popolazione aveva un reddito inferiore al minimo vitale. Nelle zone più depresse del paese questo ha dato origine alle cosiddette “marce contro la fame”, come il corteo di disoccupati che nel 1934 ha sfilato da Jarrow a Londra.

Il New Deal
Negli anni 1930/31 la crisi economica negli Usa è peggiorata ulteriormente. I programmi anticrisi del presidente repubblicano Hoover si sono rivelati un fallimento ed hanno fatto crollare i consensi nei confronti del Partito Repubblicano. Nel 1932 è stato eletto alla presidenza il democratico Franklyn Delano Roosvelt, che ha lanciato il cosiddetto “New Deal”, una serie di misure volte a risanare l’economia e la società degli Usa, travolte dalla crisi. Roosvelt era un convinto sostenitore del “welfare state”, uno stato che interviene per garantire a tutti i cittadini l’accesso ai beni indispensabili (casa, salute, istruzione, livello minimo di reddito).

Roosvelt ha promosso una grande massa di lavori pubblici per ridurre la disoccupazione (strade, ponti, centrali elettriche per fornire energia elettrica a costi più bassi rispetto alle compagnie private). Lo stato inoltre indennizzava gli agricoltori, pagandoli per non produrre, per sostenere i prezzi dei beni di consumo. Roosvelt, attuando una scelta rivoluzionaria e coraggiosa, ha abbandonato la politica della deflazione per favorire un’inflazione controllata: ha messo denaro in circolazione per cercare di aumentare i consumi e contemporaneamente ha svalutato il dollaro.

Roosvelt ha inoltre difeso i salari minimi e i contratti di lavoro, favorendo l’azione dei sindacati e la riduzione dell’orario di lavoro. Nel 1936, forte dei consensi degli operai e dei sindacati, è stato rieletto presidente. La crisi man mano si avviava a essere superata: nel 1938 sono partiti enormi stanziamenti governativi per l’aumento della produzione bellica. E con lo scoppio della guerra, la crisi verrà definitivamente superata.