Italia tra 800 e 900: dal Governo Depretis al Governo Crispi

Di Elisa Chiarlitti.

Con Depretis inizia il periodo della “Sinistra storica”. In questo periodo vengono attuate politiche sociali e si allarga il suffragio si porta avanti una politica protezionistica. A livello internazionale l’Italia entra nell’orbita della triplice alleanza ed inizia il colonialismo italiano con l’occupazione dell’Eritrea

LA TRIPLICE ALLEANZA: COS’E’ - Il 29 maggio 1881 Depretis diede il via al suo quarto mandato come Presidente del Consiglio e assunse anche la carica di Ministro degli Esteri. La volontà di Depretis con questo nuovo duplice mandato fu di ridare all’Italia una maggiore visibilità a livello europeo, di fatti, l’instabilità politica interna degli ultimi anni aveva ridotto la considerazione che gli altri Paesi europei nutrivano nei confronti del Paese, e a dimostrazione di questa noncuranza nei confronti dell’Italia vi fu la vicenda del così detto “schiaffo di Tunisi”, ovvero l’invasione da parte della Francia di alcuni territori della Turchia in cui l’Italia stava già effettuando delle manovre colonialistiche. Riassunti e temi svolti: iscriviti al gruppo su Fb

Italia tra '800 e '900- Fasci siciliani e Guerra d'Abissinia - Le riforme di Giolitti - Guerra in Libia

Prima Guerra Mondiale
Prima Guerra Mondiale

L’intento di Depretis era anche quello di stringere nuove alleanze con i Paesi limitrofi in maniera da non far rimanere l’Italia l’unico Paese isolato sia politicamente sia commercialmente rispetto le altre potenze: i propri sforzi si concretizzarono con la firma della Triplice Alleanza di cui fecero parte Germania, Austria e Regno d’Italia, un patto di tipo difensivo che garantiva ai Paesi firmatari aiuto in caso di necessità. Una volta risolta la situazione politica con L’Europa, Depretis si concentrò sulla politica interna sostenendo fortemente il fenomeno del “Trasformismo” ovvero la composizione del Governo non in base alla fede politica ma in base agli intenti dei singoli, questa nuova concezione della politica fece mantenere a Depretis la propria carica per lungo tempo anche se non in maniera continuativa, infatti, la convivenza tra più fazioni all’interno del governo fece sì che l’esecutivo cadesse e si ricomponesse per molte volte nel corso degli anni fino ad arrivare, attraverso vari rimpasti, al sesto Governo Depretis.

ITALIA TRA '800 E '900: MAPPA CONCETTUALE

COLONIALISMO ITALIANO: RIASSUNTO - La firma della Triplice Alleanza fu una mossa vincente da parte dell’Italia, di fatti, il Paese uscì del temporaneo isolamento in cui era stato relegato dal resto dell’Europa e avviò una propria campagna coloniale dell’Africa su ispirazione degli altri Paesi europei come Gran Bretagna e Francia. Su consiglio della Gran Bretagna le nostre truppe l’8 febbraio 1885 conquistarono Massaua in Eritrea, pochi anni più tardi nel gennaio 1887 con la Battaglia di Dogali le colonie italiane furono conquistate dalle truppe Abissine.

Approfondimento sul Colonialismo italiano nel Corno d'Africa

PROTEZIONISMO E L’INDUSTRIALIZZAZIONE IN ITALIA - Dal 1873 tutti i Paesi europei ad eccezione della Gran Bretagna subirono una forte crisi economica principalmente dovuta alle innumerevoli importazioni tra Paesi di beni di prima necessità introdotti con dazi doganali effimeri che minarono le produzioni interne e gli equilibri economici di ogni singolo Paese. L’Italia, come gli altri Paesi, fu duramente colpita soprattutto nel settore agricolo, invero, dalla metà del 1870 furono introdotti in Italia i cereali di provenienza americana importati a prezzi irrisori che provocarono un forte divario di prezzo, e conseguentemente di consumo, tra le produzioni straniere e quelle italiane mandando quest’ultime in totale deficit. Il Governo Depretis per ovviare alla profondissima crisi che aveva investito i produttori diretti soprattutto nel sud d’Italia, dovette attuare una riforma rigidamente nazionalista, una politica economica che favorisse i prodotti e le produzioni nazionali a discapito delle straniere tale riforma prese il nome di Protezionismo.

Tema sul Protezionismo e l'Industrializzazione dell'Italia

Nel 1887 il Governo promulgò nuove tariffe doganali sull’importazione, molto più alte delle precedenti in maniera da scoraggiare la diffusione e l’acquisto di beni stranieri; finanziò in prima persona i proprietari terrieri per intensificare la ripresa della produzione agricola; Iniziative come queste portarono a un nuovo slancio anche a livello industriale soprattutto al nord in cui s’intensificò la nascita di nuove industrie prevalentemente alimentari e siderurgiche concentrate in prevalenza nelle città di Torino, Genova e Milano. Negli stessi anni parallelamente alla crescita delle industrie siderurgiche la rete ferroviaria italiana crebbe dando la possibilità alle merci, oltre che ai passeggeri, di arrivare agilmente in molte località fino allora rimaste isolate dal progresso e dalla modernità.

Descrizione del Governo Crispi

IL GOVERNO CRISPI - Il 29 luglio 1887 il capo di Governo in carica Agostino Depretis morì, e il Re D’Italia Umberto I consegnò l’incarico di Primo Ministro a Francesco Crispi il quale assunse la carica il 7 agosto dello stesso anno. La politica economica di Crispi seguì l’esempio proibizionista di Depretis facendo sì che il bilancio interno potesse riequilibrarsi, e in quest’ottica di miglioramento interno attuò con il proprio Governo numerose riforme: 1- Sanitaria, grazie alla quale furono bonificati numerosi territori colpiti dal colera e l’istituzione di opere caritatevoli e assistenziali volte al benessere delle classi meno abbienti; 2- Allargamento del suffragio ed elezione dei Sindaci comunali per diretta elezione dei cittadini; 3- Introduzione del diritto di Sciopero; 4- nascita Nuovo Codice Penale, con una legge denominata Legge Zanardelli, dal nome del suo promotore.

Riassunto su Crispi

L’entusiasmo per le nuove riforme e il benessere da esse generato fu bruscamente troncato dalla difficile situazione verificatasi in Eritrea. Dopo la sconfitta di Dogali il Governo Crispi decise di continuare a impegnare le truppe italiane nella conquista di territori in Africa. Il 2 maggio 1889 dopo una lunga contrattazione diplomatica, l’imperatore Menelik II firmò con il Regno d’Italia il Trattato di Uccialli in cui fu sancita l’acquisizione da parte dell’Italia di alcuni territori Eritrei. Nel Gennaio 1891 il Parlamento non rinnovò la fiducia al Presidente Crispi che dovette dimettersi.