Giuseppe Garibaldi | Video

Di Redazione Studenti.

Condottiero italiano, viene chiamato l'eroe dei due mondi per il suo impegno sia in Italia che in Sud America a favore della libertà dei popoli

Garibaldi, l'eroe più popolare del Risorgimento italiano, nacque a Nizza il 4 Luglio 1807. Il padre avrebbe voluto per lui una vita da medico o avvocato ma la vocazione marinara del ragazzo lo spinse in mare già a 15 anni. Durante uno dei suoi viaggi fece amicizia con un affiliato alla Giovine Italia, la società segreta fondata da Mazzini, alla quale egli stesso si iscrisse.

Nel 1833, dopo essersi incontrato a Marsiglia con Mazzini, si arruolò nella marina sarda per il servizio di leva marittima; in questa occasione fu incaricato di predisporre un'insurrezione a Genova, contemporaneamente ai moti mazziniani in Savoia che però fallì e lo costrinse all'esilio.

Nel 1836, diretto in Sud America, appoggiò i ribelli repubblicani del Rio Grande, insorti contro il governo imperiale di Don Pedro II e, nel 1841 diede il suo contributo alla lotta dell'Uruguay contro l'Argentina.

Nel 1848 Garibaldi sbarca a Nizza deciso ad appoggiare le truppe di Carlo Alberto nella loro marcia contro l'Austria. Postosi a capo di alcuni battaglioni di volontari, fu sorpreso dall'armistizio di Solasco; ma ribellatosi alla tregua, con le sole sue forze batté gli Austriaci a Luino.

Tornato a Genova, fu eletto deputato ma anziché sedere in Parlamento, G. preferì recarsi nell'Italia centrale organizzando una legione in appoggio al governo provvisorio di Roma.
Proclamata la Repubblica Romana il 9 febbraio 1849, fu nominato comandante delle truppe della città, battendo i Francesi a Porta San Pancrazio e i Napoletani a Palestrina. Gli attacchi in massa sferrati dai Francesi ebbero tuttavia ragione dell'eroica resistenza delle truppe garibaldine al Gianicolo ed il 2 luglio Garibaldi fu costretto a lasciare la città.

Inseguito dagli austro-papali, Garibaldi è nuovamente costretto ad emigrare: si reca a Tangeri, New York, Cina, Inghilterra e nel 1857 si ritira sull'isola di Caprera. Pur nel silenzio, però, continua a mantenere rapporti epistolari con i patrioti italiani. Si allontanava intanto sempre più da Mazzini e aderiva alla monarchia sabauda purché questa facesse sua la causa italiana.

Nel 1859, su invito di Vittorio Emanuele II, Garibaldi assunse il comando dell'esercito sardo ed in questa veste partecipa alla 2da Guerra di indipendenza occupando Como, Varese e San Fermo.
Dopo l'armistizio di Villafranca, si dimise dall'esercito.

L'insurrezione di Palermo del 1860 suscitò nuovo entusiasmo patriottico nell'animo di Garibaldi. Con due vecchi piroscafi e circa 1000 volontari Garibaldi il 5 Maggio da Quarto si dirigeva in Sicilia, sbarcava a Marsala e liberava la Sicilia.
Il 19 agosto raggiungeva il continente, conquistando Reggio e Napoli e proclamando l'annessione al Regno di Sardegna. Dopo un nuovo periodo di isolamento a Caprera, nel 1867 marcia su Roma ma l'insurrezione fallisce.

La liberazione di Roma nel 1870, non vide presenti le camicie rosse che tanto sangue avevano versato per quella città.

Negli ultimi anni della sua vita Garibaldi si dedicò alla vita politica appoggiando le idee della sinistra; in questo periodo scrisse anche un poema, 4 romanzi e le sue Memorie. Il 2 giugno del 1882 l'eroe dei due mondi si spegneva a Caprera, al cospetto di quel mare ch'egli aveva tanto amato.