Giurisprudenza: in arrivo la riforma del corso di laurea

Di Chiara Casalin.

In preparazione una riforma di Giurisprudenza: nuova articolazione del corso di laurea, specializzazioni a numero chiuso e percorsi di studio più flessibili. Ecco le novità

GIURISPRUDENZA, RIFORMA – Novità all'orizzionte per i futuri avvocati e notai! Secondo quanto riportato da diversi organi di stampa, infatti, il Miur starebbe preparando una riforma del corso di laurea in Giurisprudenza, in collaborazione con il Consiglio Universitario Nazionale (CUN) e il Ministero della Giustizia. I cambiamenti proposti riguarderebbero in particolare l’articolazione degli studi, che passerebbe dall'attuale corso unico in 5 anni, ad una doppia modalità di 3+2 anni e 4+1. Tutto ciò con lo scopo di rendere il percorso di studio più specializzante, più flessibile al mercato del lavoro e più aperto all’internazionalizzazione.

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RIFORMA GIURISPRUDENZA - Con la riforma di Giurisprudenza, infatti, è previsto che il corso di laurea abbia due nuove modalità: da una parte il percorso 3+2, che prevede una diminuzione dei crediti formativi vincolati e più libertà per gli studenti di personalizzare gli studi con crediti a scelta; dall’altra parte il percorso 4+1, rivolto all’iscrizione all’albo degli avvocati e dei notai, che prevede un ultimo anno di specializzazione a numero chiuso. Durante l’anno di specializzazione sono previsti sei mesi di praticantato che saranno scalati dal 18 mesi di pratica previsti.

GIURISPRUDENZA, RIFORMA CORSO DI LAUREA - Infine, la nuova laurea in Giurisprudenza darà anche più importanza alle materie economiche e all’internazionalizzazione, per adattarsi sia al mercato del lavoro più globalizzato che alle esigenze dei territori.
Il tavolo per la riforma del corso di laurea in Giurisprudenza inizierà l’8 ottobre presso il MIUR.

RIFORMA CORSO LAUREA GIURISPRUDENZA - Rebecca Ghio, coordinatrice della Rete Universitaria Nazionale (RUN), ha affermato: “apprendiamo con piacere l’arrivo della riforma della Laurea in Giurisprudenza, e in particolare siamo felici per l’inserimento dei 6 mesi di tirocinio valido come praticantato all’interno del percorso universitario, una battaglia che abbiamo condotto fin dall’inizio di questo mandato del CNSU”.
Pierdanilo Melandro, capogruppo RUN in CNSU, fa però un’osservazione: “siamo preoccupati soltanto per l’anno di specializzazione, a quanto pare a numero chiuso. Possiamo discutere col Ministero di qualsiasi modalità di selezione, visto che riguarda l’iscrizione agli albi di avvocatura e notarile, ma il disastro dei test di medicina deve assolutamente essere evitato”.