Giambattista Tiepolo: riassunto delle caratteristiche, stile e opere principali

Di Marta Ferrucci.

Giambattista Tiepolo è stato uno dei più importanti artisti veneziani del Settecento. Qui di seguito trovi il riassunto della vita, lo stile e le opere principali

GIAMBATTISTA TIEPOLO, RIASSUNTO - Giambattista Tiepolo è stato uno dei più importanti artisti del Settecento veneziano. Egli visse in un periodo storico-culturale particolarmente vivo: difatti, gli anni della sua formazione coincisero con la diffusione dell’Illuminismo in tutta Europa. Fu quello il periodo in cui si diffusero gli scritti di intellettuali importanti come Voltaire, ed in cui l’Encyclopedie di Denis Diderot prese piede, specialmente in Francia, nazione per eccellenza degli stimoli illuministici.

Tuttavia anche Venezia -città questa ove Tiepolo nacque, visse e si formò-, attraversava allora un periodo particolarmente felice: furono difatti ben diciassette i teatri che, nell’arco di un breve periodo, sorsero nella città lagunare. Inoltre Venezia fu una delle mete che gli artisti europei scelsero per il loro Grand Tour.

GIAMBATTISTA TIEPOLO, CARATTERISTICHE - Tutti questi stimoli culturali, non poterono che essere d’aiuto per la formazione del giovane Tiepolo, il quale del resto non nacque assolutamente in una famiglia di artisti, anzi tutt’altro: le sue origini difatti, furono molto umili, rimanendo peraltro orfano di padre da bambino. Nonostante ciò, nel 1710 –quindi a soli quattordici anni- Tiepolo entrò a far parte della bottega di uno dei più importanti artisti veneziani del tempo: Gregorio Lazzarini. Quest’ultimo, oltre ad avergli insegnato i rudimenti base del mestiere di pittore, fu fondamentale per lo sviluppo della capacità di Tiepolo di riuscire a rendere funzionale una determinata tematica alla personalità del committente.

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Non dimentichiamo infatti, che nel Settecento la committenza fu fondamentalmente privata, interessata soprattutto ad esaltare le origini e la fama della casata della quale faceva parte. Tiepolo fu un vero e proprio maestro di questo tipo di iconografia celebrativa, peculiarità questa che gli venne proprio dagli insegnamenti del Lazzarini.

Un’altra caratteristica del Tiepolo fu quella di studiare i grandi maestri: egli difatti, conosceva alla perfezione non solo l’arte dei suoi contemporanei –soprattutto quella del Piazzetta e di Sebastiano Ricci-, ma soprattutto quella del Tintoretto e di Paolo Veronese, artista quest’ultimo al quale gradatamente tenderà sempre di più ad avvicinarsi.

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GIAMBATTISTA TIEPOLO, OPERE PRINCIPALI - La prima commissione importante arrivò nel 1715: trattasi della decorazione per i cinque soprarchi con figure degli apostoli realizzata per la Chiesa dell’Ospedaletto a Venezia. Il colorismo qui, appare ancora sfocato; i toni sono cupi, e le luci sono caratterizzate da un drammatico contrasto.

PALAZZO SANDI VENEZIA - Nel 1724-1725 Tiepolo lavorò alla decorazione del Palazzo Sandi a Venezia. Qui egli, riuscì perfettamente ad interpretare gli insegnamenti del Lazzarini. Con l’affresco il Trionfo dell’Eloquenza infatti, Tiepolo esaltò la virtù del suo committente, l’avvocato Tommaso Sandi. L’eloquenza difatti, è una delle peculiarità più importanti che un uomo di legge deve possedere, e Tiepolo riuscì a traslare in pittura tale caratteristica del suo committente. Quest’opera inoltre, è molto importante perché sempre più evidente risulta l’accostamento al linguaggio del Veronese, specialmente per via della crescente trasparenza dei toni, e soprattutto per l’utilizzo di un artificio che fu tipico del maestro cinquecentesco: le ombre colorate.

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PALAZZO PATRIARCALE - Appena un anno dopo, nel 1726, la vicinanza agli stilemi veronesiani si fece sempre più forte: con la decorazione per il Palazzo Patriarcale di Udine infatti, i toni risultano essere maggiormente schiariti. Qui inoltre, è presente la giustapposizione fra colori complementari, peculiarità questa che dà vita a quell’effetto colore-luce che del Veronese costituì la principale caratteristica. Gradatamente insomma, il Tiepolo si avvicinò ad una reinterpretazione del linguaggio pittorico veronesiano, elemento questo che gli permise di essere conosciuto fra i suoi contemporanei come “Il Veronese redivivo”.

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A partire dalla fine degli anni Venti, il Tiepolo godette di un’incredibile fama, che gradatamente uscì fuori anche dal territorio veneziano. Fra i lavori più importanti di questi anni della maturità, si possono menzionare la decorazione per la Chiesa dei Gesuiti a Venezia nel 1735-1737. A spiccare in questo caso, è soprattutto l’affresco con l’Istituzione del Rosario, realizzato nel comparto centrale del soffitto della navata della chiesa. In questo lavoro siamo davanti ad un vero e proprio omaggio al Veronese, ed in particolare alla sua Assunzione della Vergine che a quel tempo si trovava ancora nella sua sede originaria, la Chiesa dell’Umiltà, che stava a pochi passi da quella dei Gesuati.

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TIEPOLO A PALAZZO LABIA - Tra il 1746 e il 1747, il Tiepolo si dedicò ad uno di quelli che è considerato fra i suoi massimi capolavori: si tratta della decorazione per Palazzo Labia a Venezia. Qui l’artista, mostrò il suo meraviglioso tocco soprattutto nella decorazione della sala da ballo; in particolare nel soffitto, ove entro un grande oculo centrale contro l’azzurro del cielo, Tiepolo fece apparire Bellerofonte su un bianco Pegaso alato mentre vola verso la Gloria e la Dignità. Le pareti, ricchissime di figure allegoriche e mitologiche che si ergono entro un’architettura dipinta dal Mengozzi, narrano dell’Incontro di Antonio e Cleopatra e del loro Banchetto. In quest’ultimo affresco, possiamo intravedere un intruso: trattasi dello stesso Tiepolo, il quale dipinse se stesso proprio dietro le spalle di Antonio. A Palazzo Labia la storia diviene realtà grazie ad un narrazione frivola e spiritosa, in pieno stile settecentesco. Magnifica inoltre, è la gamma coloristica utilizzata dall’artista: delicata, luminosa, ma allo stesso tempo vivace.

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PALAZZO WURZBURG - Nel 1750, un principe tedesco si rivolse a Tiepolo per la decorazione del suo palazzo a Würzburg. Nel soffitto della sala da pranzo di tale residenza, l’artista dipinse l’affresco Apollo conduce al genio della nazione germanica Beatrice di Burgundia; nelle pareti invece, diede vita alle Nozze del Barbarossa e all’ Investitura del Vescovo Aroldo a duca di Franconia. In questi affreschi, la ricca cromia è stesa straordinariamente nelle vesti elegantissime dei personaggi raffigurati, come anche nel brillantissimo cielo sullo sfondo. Nella decorazione per il palazzo di Würzburg, Tiepolo mostrò una sempre maggiore familiarità con l’incorniciatura degli stucchi bianchi, utilizzata per creare ed enfatizzare degli splendidi effetti di trasparenza atmosferica.

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La volta del salone, è dipinta invece con l’Olimpo e i quattro continenti; anche qui Tiepolo, non mancò di introdurre degli intrusi: l’architetto del palazzo come anche il decoratore, ma soprattutto dipinse ancora una volta se stesso, accompagnato stavolta dai suoi figli Lorenzo e Giandomenico.

TIEPOLO ED IL PALAZZO REALE DI MADRID - Nel mentre, Carlo III re di Spagna non cessava di far pressione al Tiepolo per far sì che si recasse là a lavorare. Così, nel 1762, l’artista oramai stanco ed anziano, cominciò la decorazione per il Palazzo Reale di Madrid. Per realizzare questi affreschi, si fece aiutare in maniera piuttosto copiosa dai figli Lorenzo e Giandomenico. In tale decorazione, a spiccare è indubbiamente l’affresco realizzato sul soffitto della Sala del Trono, la Gloria della Spagna, ove, sotto una delle Caravelle di Cristoforo Colombo, possiamo leggerne l’anno di ultimazione: 1764. Importante è anche l’affresco con l’Apoteosi di Elena e il Trionfo della Monarchia Spagnola, situati rispettivamente nella Sala degli Alabardieri e nell’Anticamera della Regina.
Nel 1770 Giambattista Tiepolo morì a Madrid, e qui fu sepolto nella chiesa di san Martìn, ora andata distrutta insieme anche alla tomba dell’artista. La notizia della sua morte scosse profondamente la città di Venezia, ove Tiepolo non verrà mai dimenticato.