Geografia: fiumi, laghi, clima e vegetazione

Di Redazione Studenti.

Morfologia, idrografia e clima nel territorio greco

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MORFOLOGIA, IDROGRAFIA E CLIMA: FIUMI E LAGHI

L'intenso frazionamento del rilievo e la sua vicinanza alla costa come pure le scarse precipitazioni non hanno consentito la formazione nel territorio ellenico di lunghi fiumi e di vasti bacini imbriferi. I corsi d'acqua hanno quasi tutti portate irregolari e un regime tipicamente torrentizio, con piene invernali e prolungate magre estive. I fiumi principali sono quelli della Macedonia e della Tracia, che interessano la Grecia solo con il tratto terminale del loro corso; essi sono ilVardar (in greco Axiós), che scende dalla Repubblica di Macedonia e si getta nel golfo di Salonicco, la Struma (in greco Strymón) e la Mesta (in greco Néstos), che nascono entrambi in territorio bulgaro e tributano all'Egeo, il primo nel golfo di Orfánion, l'altro di fronte all'is. di Taso formando un ampio apparato deltizio, e infine la Marica o Marizza (in greco Ébros), che nasce in Bulgaria e segna il confine tra la Grecia e la Turchia europea.
Dei fiumi interamente greci i principali sono l'Aliákm o n, che si getta nel golfo di Salonicco, e il P e neiós, che con le sue alluvioni ha dato origine alla pianura della Tessaglia, entrambi sul versante orient., e inoltre l'Aráchthos, che scorre tra gli altopiani calcarei dell'Epiro e la catena del Pindo sfociando poi nel golfo di Arta, l'Aspropotamo (o Acheloos), che attraversa l'Etolia e la Acarnania, e l'Alfeo, tributario del golfo d'Arcadia, sul versante ionico: questi ultimi, per la maggior quantità di precipitazioni raccolta dai loro bacini imbriferi e per la minore permeabilità dei suoli, hanno portate maggiori e regime più costante. Estese sono nelle aree calcaree a stratificazione suborizzontale le manifestazioni carsiche con lo sviluppo di una vasta rete idrografica sotterranea. I laghi principali sono quelli di Vólv e e di Koroneia, alla base della Penisola Calcidica, di Vegorrítis, di Prespa e di Doirán e s, pure in Macedonia, di Giánnina, in Epiro, e di Voiveís, in Tessaglia.



MORFOLOGIA, IDROGRAFIA E CLIMA: CLIMA E VEGETAZIONE
Il clima in generale è di tipo mediterraneo, con estati calde e asciutte e inverni brevi, miti e piovosi; ma la estensione in latitudine, la distanza dal mare e dai suoi benefici influssi, l'altitudine diversa dei vari settori montuosi interni e l'orientamento dei sistemi vallivi danno luogo a varianti climatiche non fondamentali ma pur sempre d'una certa ampiezza. Le escursioni termiche sono in genere contenute entro i minimi invernali di 4 ºC a Salonicco e 9 ºC ad Atene e a Corfù e i massimi estivi di 25 ºC a Corfù, 26 ºC a Salonicco e 27 ºC ad Atene, mentre nelle aree montuose dell'interno i valori possono variare sensibilmente soprattutto in relazione alle altitudini diverse, dove si hanno caratteristiche climatiche di tipo semicontinentale o di alta montagna con maggiori escursioni termiche, estati fresche e ventilate ma inverni lunghi e rigidi.
Le precipitazioni, concentrate in larga misura nei mesi invernali, sono quasi dappertutto scarse e spesso insufficienti ai bisogni agricoli, anche per la forte evaporazione cui è soggetto il suolo a causa degli intensi calori estivi e per l'estrema scarsità di piogge in primavera e in estate, cioè quando sarebbero più necessarie alle colture. In genere le piogge sono più abbondanti, per quanto mai copiose, sul versante ionico esposto ai più umidi venti provenienti da W: così a Corfù si registrano in media 1350 mm all'anno, a Giánnina 1000 e ad Atene appena 400.
Fra i venti è da ricordare l'etesio, che giunge da N freddo e secco dando origine a un'atmosfera limpida e trasparente. Gli effetti delle condizioni climatiche si osservano nel manto vegetale, che è stato però profondamente alterato da millenni di diboscamenti, dall'intensa erosione meteorica e dall'estensione delle colture agricole. La formazione più diffusa è la macchia mediterranea, che interessa le aree pianeggianti, le isole e i pendii meglio esposti dei rilievi fino a una quota di ca. 1000 m. Nella fascia compresa tra i 1000 e i 2000 m si estendono boschi di latifoglie (faggi) e più in alto, specialmente sui versanti più piovosi, vaste formazioni di abeti e di larici, che cedono infine il posto, alle quote più elevate, ai pascoli di alta montagna.