Studenti fuori sede - guida per non perdersi nella giungla delle città universitarie

Di Marta Ferrucci.

La scuola sta finendo e tra un po' vi troverete di fronte alla scelta del "cosa fare dopo". Università o lavoro, vicino casa o in un'altra città, in Italia o all'estero?

Quando si entra a far parte della "grande famiglia" degli studenti fuori sede e si sceglie un'ateneo lontano da casa in una grande città, il disorientamento iniziale è inevitabile. Gli alloggi universitari sono pochissimi ed è difficile aggiudicarsene uno, i prezzi di quelli privati sono alti così come i prezzi di libri, iscrizione universitaria e trasporti. La situazione però migliora quando si scelgono centri più piccoli, meno dispersivi e più a dimensione di studente. Qui è più facile reperire informazioni e anche la quotidianità - sia dentro che fuori l'ateneo - è molto più vivibile.

> COME CERCARE CASA?
Il consiglio è quello di cercare un alloggio con parecchio anticipo. Se vi trasferirete ad ottobre è opportuno muoversi già verso maggio-giugno. In questo periodo, infatti, molte case e stanze si liberano e c'è molta più scelta. Senza fretta sarà più facile trovare la sistemazione che meglio si adatta alle vostre esigenze, per posizione e prezzo.

Le offerte più interessanti si trovano nelle bacheche di facoltà dove ogni giorno decine di persone pubblicano i propri annunci di cerco/offro alloggio, libri, ripetizioni... In alternativa ci sono giornali specializzati (quando arrivate nella vostra città universitaria chiedete in edicola) oppure può essere utile la ricerca su internet (vedi gli annunci delle città studentesche su studenti.it con centinaia di offerte oppure utilizza il servizio del CercaCasa). Ogni ateneo oggi ha il proprio sito internet e quelli più sensibili alle esigenze degli studenti hanno anche una bacheca virtuale, ovvero un forum all'interno del quale gli studenti possono incontrarsi e pubblicare i propri annunci.

Potete anche tentare la strada degli alloggi universitari cercando di approfittare del decantato "diritto allo studio"; ogni regione ha una propria struttura denominata ARDSU (Azienda Regionale Diritto allo Studio Universitario) o EDISU ( Ente Diritto Studio Universitario) disponibile anche sul web. Se lo cercate a Roma, ad esempio, andate su www.google.it ed inserite nel motore di ricerca "Diritto allo studio a Roma". Oltre agli alloggi vengono messi a disposizione contributi finanziari, servizi di ristorazione e prestiti agevolati.

> COME RISPARMIARE
Sempre presso le bachehche universitarie -individuatele il prima possibile perchè vi saranno utilissime durante tutto il percorso di studi - sono presenti annunci di persone che vendono libri usati, fotocopie di appunti e dispense di seminari. Acquistare il materiale didattico in questo modo, ovviamente, vi farà risparmiare moltissimo.
Gli Enti per il Diritto allo Studio mettono a disposizione servizi di mensa piuttosto buoni ai quali possono accedere tutti gli studenti anche se, il prezzo che andranno a pagare, varierà a seconda del reddito dichiarato (così come le tasse universitarie).
Anche sugli abbonamenti mensili per bus e metro potrete risparmiare, anche se requisiti e modalità con cui potrete farlo variano da città a città. A Roma, ad esempio, solo gli studenti universitari residenti pagano l'abbonamento mensile 18€ anzichè 30€, mentre altrove è sufficiente essere "studenti universitari".
Una iniziativa degna di nota rivolta agli studenti fuori sede è quella della Mutua Studentesca che ha realizzato la Carta Salute, un servizio di assistenza sanitaria che permette di usufruire dei servizi sanitari minimi senza cambiare il medico (per informazioni: http://mutua.studenti.it oppure 06. 44265625).

> COME GUADAGNARE
Se diventerete dei bravi studenti, in regola con gli esami e con una discreta media, potrete accedere alle borse di collaborazione per servizi di orientamento, tutorato e placement (SOrT), in genere 150 ore per circa 1000€.
Fuori dalle mura universitarie, il lavoro verso il quale sono più orientati gli studenti generalmente è quello presso pub e ristoranti perchè permette di lavorare la sera senza nulla togliere allo studio e alla frequenza delle lezioni. Per lavorare a contatto con gli alimenti è però necessario il libretto sanitario, un documento che certifica che siete in salute e che potete lavorare a contatto con il pubblico. Questo va fatto presso la ASL del proprio comune di residenza, quindi se avete in mente di cercarvi un'attività di questo tipo procuratevelo prima di lasciare la vostra città.

Guide utili
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