Freud: biografia, pensiero e psicoanalisi

Freud: biografia, pensiero e psicoanalisi A cura di Chiara Colangelo.

Sigmund Freud e la psicoanalisi: biografia e pensiero dell'autore che ha aperto le porte alla scoperta dell'inconscio e della psiche umana

1Sigmund Freud, il padre della psicoanalisi

Sigmund Freud da giovane
Sigmund Freud da giovane — Fonte: ansa

Sigmund Freud nacque a Freiberg, in Moravia (l’odierna Repubblica Ceca), nel 1856 e, a soli quattro anni, si trasferì con la famiglia a Vienna. Laureatosi in medicina, si dedicò alla psichiatria e, approfittando di una borsa di studio, trascorse un breve soggiorno a Parigi dove si interessò allo studio dei fenomeni isterici curati attraverso l’ipnosi.

A differenza del comune approccio medico che tendeva a sottovalutare tutte le patologie di natura psicologica in quanto non erano supportate da concrete lesioni fisiche, Freud e altri medici cominciarono ad osservare con occhio più curioso i fenomeni isterici e i sintomi nevrotici (fobie varie, tosse nervosa, anoressia, ecc.) e a cercare metodi per curarli.

Ritornato a Vienna, divenne il collaboratore del medico Josef Breuer: quest’ultimo aveva notato come l’ipnosi potesse risultare utile non solo per tenere sotto controllo i sintomi isterici attraverso la suggestione. Era possibile, infatti, riuscire ad utilizzare il metodo come strumento per far ricordare al paziente degli episodi spiacevoli dimenticati, neutralizzando così la carica emotiva negativa connessa all’avvenimento, che continuava ad agire nel presente. 

Continuando ad indagare autonomamente le cause dell’isteria, Sigmund Freud arrivò alla conclusione che, alla base dei sintomi nevrotici, non c’erano dei problemi organici ma un conflitto, operante al di là della sfera cosciente del soggetto, tra forze inconsce. Da tale scoperta nacque dunque la psicoanalisi che letteralmente significa studio della mente e che, nello specifico, riguarda l’ inconscio. 

Le teorie di Sigmund Freud non ebbero immediato successo ma, ciononostante, nel 1910 fu fondata, a Norimberga, la “Società internazionale di psicoanalisti”. Nel 1938, con il nazismo al potere, Freud sarà costretto a lasciare Vienna e a trasferirsi a Londra. Solo un anno dopo morirà per via di un grave tumore alla gola. Freud era infatti un grande amante di sigari (ne fumava anche venti al giorno) e, quando il cancro divenne per lui troppo doloroso, chiese al suo medico di procedere con la morte assistita, attraverso l’iniezione di morfina.  

Le sue teorie costituirono una vera e propria rivoluzione nel pensiero occidentale ed ebbero ripercussioni sulle più svariate discipline (letteratura, filosofia, arte, sociologia). Lo stesso Freud dichiarò di aver arrecato all’umanità “una terza umiliazione”: dopo Copernico (che aveva tolto alla Terra il suo posto al centro dell’Universo) e Darwin (che aveva mostrato all’uomo le sue origini animali), con lui si scoprì che l’io (la parte cosciente del soggetto) non è “padrone in casa propria”.

2Cos'è l'inconscio per Freud?

2.1Il "rimosso"

Secondo Sigmund Freud, al contrario di ciò che si credeva al tempo, la “psiche” (mente) di un soggetto non è dominata da processi consapevoli ma, soprattutto, da un’attività inconscia. La mente dell’uomo è paragonabile ad un iceberg, in cui l’inconscio costituisce la struttura prevalente, mentre solo la punta visibile è rappresentata dal conscio.
L’inconscio è diviso secondo Freud in due zone:   

  • il “preconscio”: formato da contenuti che sono solo temporaneamente inconsci ma che, attraverso uno sforzo di attenzione, possono essere riportati alla luce.
  • l’“inconscio” o “rimosso”: formato da elementi che sono mantenuti inconsci da una forza, detta “rimozione”, che può essere aggirata solo grazie a particolari tecniche psicoanalitiche.

2.2Come si accede all'inconscio?

Sigmund Freud, l'inventore della psicoanalisi
Sigmund Freud, l'inventore della psicoanalisi — Fonte: ansa

Per portare alla consapevolezza il “rimosso” o “inconscio”, Freud inizialmente utilizzava l’ipnosi. Tuttavia, successivamente, si rese conto che era più fruttuoso utilizzare il metodo delle “associazioni libere”. Tale tecnica consiste nel far rilassare il paziente il più possibile (facendolo sdraiare su di un lettino) e farlo abbandonare ai propri pensieri. In questo modo, è il paziente stesso ad “aiutare” il medico, poiché i pensieri sono attratti e si dirigono man mano verso il rimosso. 

Il successo dell’analisi, secondo Sigmunf Freud, presuppone uno sforzo e un lavoro combinato del paziente e del terapeuta e risulta essere davvero efficace quando si genera il transfert, o traslazione. Quest’ultimo consiste nel trasferimento sul medico di stati d’animo ambivalenti provati dal paziente nei confronti dei genitori durante l’infanzia. Il soggetto in cura, per guadagnare l’approvazione del medico, prova verso di lui un sentimento di fiducia e attaccamento e riesce “a far cose che altrimenti gli sarebbero impossibili”. 

Così come si provocano o si esagerano i dolori dando loro importanza nello stesso modo questi scompaiono quando se ne distoglie l'attenzione.

Sigmund Freud

2.3La creazione della personalità

Secondo Sigmunf Freud la personalità dell’individuo si crea a partire dall’equilibrio (o squilibrio) di tre “istanze” inconsce:  

  1. l’Es: è, scrive Freud, “la parte oscura, inaccessibile della nostra personalità”, “lo chiamiamo un caos, un calderone di impulsi ribollenti”, “ignora i valori, non conosce né il bene, né il male, né la moralità”. In una frase: “l’Es obbedisce all’inesorabile principio del piacere”;
  2. il Super- io: è l’insieme delle proibizioni presenti nell’individuo nei primi anni di vita e che continuano ad accompagnarlo negli anni a seguire;
  3. l’Io: è la parte organizzata della personalità che deve equilibrare le pressioni, spesso contraddittorie, dell’Es, del Super-io e del mondo esterno.

Sull’equilibrio che l’Io riesce a raggiungere tra le diverse istanze si gioca, secondo Freud, il raggiungimento di una personalità normale o nevrotica. In un individuo normale, l’Io riesce a soddisfare l’Es senza scontrarsi fortemente con le proibizioni stabile dal Super-io. Se, invece, le pressioni dell’Es sono eccessive e travolgono un Super-io troppo debole, L’Io è portato a compiere azioni proibite (diventerà un delinquente ad esempio). O, ancora, se il Super-io è troppo rigido, le istanze dell’Es rimosse si manifestano attraverso sintomi nevrotici

3Come si manifesta l'inconscio?

Lo studio del rimosso, dell’inconscio, può seguire diverse strade. L’inconscio, infatti, si manifesta in forma “camuffata” nei: 

  1. sogni. Per Freud, questi sono: “l’appagamento (camuffato) di un desiderio (rimosso)”. Il contenuto manifesto del sogno, infatti, cela un desiderio nascosto, inaccettabile che, per questo, viene censurato e trasformato in una forma diversa. Interpretare i sogni significa dunque scorgere ciò che l’Es non è riuscito a esprimere in forma diretta.
  2. contrattempi quotidiani. I contrattempi, i lapsus, le dimenticanze, secondo Freud, costituiscono un compromesso tra l’intenzione cosciente e quella inconscia. Perdere, ad esempio, un oggetto succede perché associamo ad esso un sentimento negativo.
  3. sintomi nevrotici. Anche il sintomo, come il sogno manifesto, nasce nel momento in cui gli impulsi dell’Es rimossi si esprimono in altra forma. Secondo Freud tali specifici impulsi sono sempre di origine sessuale.
  4. arte. Come il sogno, anche la produzione artistica, è un soddisfacimento di un desiderio inconscio e costituisce la forma più evidente di sublimazione (guarda commento n.2). Oltre a trasfigurare in una produzione “bella” e accettabile un contenuto ritenuto inaccettabile, l’artista e l’arte  costringono lo spettatore a fare i conti con se stesso, in quanto viene risvegliato in lui qualcosa di familiare che è stato rimosso. A tal proposito l’arte risulta essere per Freud un’altra forma di terapia.
  5. religione. Per Freud le “rappresentazioni religiose” sono “appagamenti dei desideri più antichi, più forti, più pressanti dell’umanità” e corrispondono al bisogno infantile di sentirsi protetti nella propria vita.

4È auspicabile una società senza regole?

Ritratto di Sigmund Freud
Ritratto di Sigmund Freud — Fonte: ansa

Secondo Sigmund Freud, la “civiltà” dà origine ad un Super-io collettivo fatto di norme e divieti, la cui inadempienza genera, nell’individuo, una forte sensazione di angoscia. Inoltre la ricerca del piacere sessuale viene deviata sul lavoro e in altre attività socialmente accettabili. Nonostante ciò, il medico non ha dubbi. Ad un’umanità senza regole, in cui sarebbe possibile esprimere qualunque desiderio, è sempre preferibile uno stato civile. Infatti, nella prima ipotesi, l’uomo, di natura aggressivo, non sarebbe felice e la sua vita sarebbe continuamente in pericolo.
Sigmund Freud si augura, dunque, che possa esistere uno Stato che mitighi il suo lato repressivo in modo che l’individuo possa vivere un’esistenza il più possibile appagante.