Francisco Franco e la guerra civile spagnola

Francisco Franco e la guerra civile spagnola A cura di Edoardo Angione.

Francisco Franco e la guerra civile spagnola: biografia del dittatore completa degli eventi più importanti della sua vita fino alla morte

1Francisco Franco e la guerra civile spagnola: introduzione

Foto di Francisco Franco
Foto di Francisco Franco — Fonte: getty-images

Dal 1939 al 1975, la Spagna è stata governata dal generale e dittatore Francisco Franco (1892-1975). Franco, detto “el caudillo” (il leader) salì al potere nel corso della Guerra Civile Spagnola con l’aiuto dell’Italia fascista e della Germania nazista: le sue forze nazionaliste riuscirono a rovesciare la Seconda Repubblica, eletta democraticamente.
Come ogni dittatura, la Spagna franchista prevedeva la persecuzione degli oppositori politici, la repressione della libertà di stampa e della cultura, la censura dei media ed il controllo assoluto sul paese. Con gli anni, alcune di queste restrizioni andarono migliorando, e alla morte di Francisco Franco la Spagna passò pacificamente alla democrazia.

2Francisco Franco: i primi anni

Francisco Franco y Bahamonde nasce il 24 dicembre del 1892 a Ferrol, una cittadina costiera della Galizia, nel nord-ovest della Spagna, la cui economia, sin dal 1762, gravitava intorno ad una base navale. La famiglia di Francisco Franco, di origini piccolo borghesi, era tradizionalmente legata all’amministrazione navale: suo padre e suo nonno erano stati ufficiali amministrativi della marina. È quindi naturale che anche lui, dopo una prima educazione presso un istituto cattolico, inizia a 14 anni a frequentare l’accademia militare di Toledo. Saranno anni difficili, da cui il futuro dittatore uscirà nel 1912 con un diploma da ufficiale.  

Il generale Francisco Franco
Il generale Francisco Franco — Fonte: ansa

Fin da subito, Francisco Franco non intende rimanere nell’amministrazione, e per questo parte volontario per combattere un’insurrezione nel Marocco spagnolo. Ci rimarrà praticamente senza sosta fino al 1926, anno in cui sua moglie Carmen Polo Y Martinez Valdés, sposata nel 1920, partorirà la loro unica figlia. La carriera di Francisco Franco in Marocco è brillante e fulminea: dopo una serie di promozioni, ad appena 33 anni è il generale più giovane di tutta Europa. Tornato in Spagna, per qualche anno dirigerà l’Accademia generale militare di Saragozza. 

3La Seconda Repubblica

Dal 1923 al 1930 la Spagna era stata governata, con l’appoggio di re Alfonso XIII, dal dittatore e militare Miguel Primo de Rivera. Osteggiato da tutte le forze politiche di un paese in piena crisi economica, il dittatore è costretto a dimettersi. Alle elezioni municipali del 12 aprile 1931 gli spagnoli si schierano nettamente con le forze repubblicane: è abbastanza per provocare la fine di una delle più antiche monarchie europee e la nascita della Seconda Repubblica. Le politiche dei repubblicani mireranno a ridurre il potere e l’influenza dell’esercito, della chiesa e dei proprietari terrieri attraverso la ratifica di una costituzione avanzata, e tenteranno di riformare l’arretratissimo sistema di proprietà terriera del paese. Francisco Franco, inviso al governo per via delle sue posizioni autoritarie di destra, viene inizialmente isolato, e l’accademia di Saragozza viene chiusa.

Foto di Miguel Primo de Rivera, generale e dittatore spagnolo
Foto di Miguel Primo de Rivera, generale e dittatore spagnolo — Fonte: getty-images

Le cose iniziano a cambiare nel 1933, quando a vincere le elezioni è una coalizione conservatrice. Nelle Asturie, al nord della Spagna, scoppia una rivoluzione di ispirazione socialista, Francisco Franco, considerato l’uomo giusto da impiegare per sedarla, chiede i pieni poteri. Il generale sederà la rivolta con il pugno di ferro nel 1934: moriranno circa 4.000 persone.  

In tutto il paese la contrapposizione tra le due fazioni, Nazionalisti e Repubblicani, è ormai insostenibile. Potrebbero sembrare due blocchi contrapposti, ma in realtà entrambi gli schieramenti sono piuttosto eterogenei: si partiva a destra con i fascisti della Falange, e a sinistra con i sindacalisti anarchici, ma c’erano anche i repubblicani, i socialisti, i comunisti (divisi tra seguaci di Stalin e di Trotsky) a sinistra, ed i monarchici ed i conservatori a destra.

Nel 1935, Francisco Franco viene nominato Capo di Stato Maggiore, ma il suo rigido conservatorismo anticomunista ne causa l’allontanamento quando, il 16 febbraio del 1936, le elezioni vengono vinte dal Fronte popolare, ovvero la coalizione di sinistra. È a questo punto che Franco ed altri militari, preoccupati in particolare dalla minaccia comunista, iniziano a pensare un colpo di stato.

4Il colpo di stato e lo scoppio della guerra civile

Francisco Franco appoggia apertamente la cospirazione militare soltanto a partire dal 13 luglio del 1936, dopo che un gruppo di guardie armate repubblicane uccide il politico conservatore José Calvo Sotelo. I militari ribelli, che riunivano la maggior parte delle forze armate del paese, lanciano un’offensiva: a partire dal 17 luglio si impossessano di gran parte della metà occidentale della Spagna. Il 21 del mese i ribelli controllano il Marocco Spagnolo, le Canarie, le Baleari (con l’eccezione di Minorca), ed i territori a nord della sierra de Guadarrama e del fiume Ebro (tranne le Asturie, Santander, le province Basche e la Catalogna). La Spagna repubblicana, forte dell’esercito popolare e delle forze aeree, riesce a conservare tutto il resto del paese, con alcune importanti eccezioni come Siviglia, Granada e Cordoba. Le città più importanti (Barcellona, Madrid e Valencia), restano in mano alla Spagna Repubblicana.

Il generale Francisco Franco
Il generale Francisco Franco — Fonte: ansa

I Nazionalisti vogliono porre fine al governo democraticamente eletto, in difesa del quale si schierano le forze dei Repubblicani. Nonostante, come dicevamo, i due fronti siano molto eterogenei, la Spagna è ormai divisa in due. Ad entrambi gli schieramenti non resta che riorganizzare i territori e le forze armate in proprio possesso, reprimendo sanguinosamente l’opposizione interna. Il “terrore rosso” dei Repubblicani colpirà in particolare il clero cattolico, con rappresaglie ed esecuzioni sommarie, ma anche gli oppositori interni ed i cittadini non allineati: si tratterà di violenze spontanee, spesso non organizzate, che causeranno la morte di circa 50.000 persone. Il “terrore bianco” dei ribelli, d’altro canto, sarà ben più strutturato ed organizzato, e colpirà sanguinosamente un numero maggiore di civili (tra i 130.000 ed i 200.000). Emblematico è il caso del poeta Federico García Lorca, un socialista, che ad agosto viene fucilato dai nazionalisti a Granada.

Dal Marocco, Francisco Franco dirige inizialmente le operazioni di trasporto delle truppe in patria. Il 21 settembre a Salamanca viene nominato “Generalissimo”, ovvero il principale comandante delle operazioni. Il 27 libera l’Alcázar di Toledo da un assedio che andava avanti da due mesi. Il generale riuscirà ad imporsi come leader delle forze Nazionaliste, unificando tutte le forze anticomuniste nella causa Nazionalista, anche perché il principale leader dei falangisti spagnoli, José Antonio Primo de Rivera, era in carcere, e verrà giustiziato a novembre. Il primo ottobre del 1936, Francisco Franco è ufficialmente il capo (Caudillo) dello stato nazionalista, che per adesso ha sede presso Burgos, in Castiglia. Alla fine dell’anno le forze nazionaliste circondano Madrid, che tuttavia resisterà per due anni.

5Crisi in Catalogna

Manifesto politico del POUM
Manifesto politico del POUM — Fonte: ansa

Oltre ai ribelli Nazionalisti, il governo della Spagna Repubblicana, guidato dal socialista Francisco Largo Caballero, deve affrontare anche il “nemico interno”. Le forze repubblicane sono profondamente divise sull’ideologia, ma anche sugli obiettivi: i socialisti moderati ed i repubblicani vogliono preservare la Repubblica, mentre gli anarchici ed i socialisti militanti si schierano apertamente per la rivoluzione del proletariato.

Il ruolo chiave in questo scontro verrà giocato dai comunisti del PCE, che ricevono dal Comintern una precisa direttiva: appoggiare il fronte moderato, schierandosi contro i rivoluzionari. In Europa, l’Unione Sovietica aveva bisogno di alleati contro la Germania nazista, ma soprattutto voleva rimanere il principale punto di riferimento ideologico per i comunisti di Spagna e di tutto il mondo. A sfidare l’egemonia sovietica da sinistra sono in particolare i comunisti “trotskisti” del POUM ed i sindacati anarchici della CNT, forti soprattutto in Catalogna, che nell’estate del 1936 avevano iniziato ad espropriare e collettivizzare industrie, trasporti e rifornimenti. 

Tra il 3 e l’8 maggio del ‘37 gli stalinisti del PCE, controllati da Mosca, tentano di assumere il controllo degli edifici pubblici occupati a Barcellona, attaccando direttamente i militanti del POUM ed i lavoratori anarchici della CNT: questi scontri intestini nella città vengono ricordati come le giornate di maggio. Se la violenta propaganda sovietica accusava da tempo gli esponenti del POUM di essere spie franchiste, alla fine dell’estate si arriverà alla repressione violenta. Gli stalinisti chiederanno al primo ministro Caballero di rendere il POUM fuorilegge, e quando questi si rifiuterà, verrà installato al potere un nuovo leader, Juan Negrin Lopez. Il 16 giugno del 1937 il POUM viene dichiarato illegale: accusati di alto tradimento, molti esponenti verranno imprigionati, alcuni, tra cui il leader Andres Nin, saranno giustiziato, altri si daranno alla macchia o fuggiranno all’estero. Quanto ai sindacalisti anarchici della CNT, scenderanno a patti con il PCE. 

6Gli aiuti internazionali alla guerra civile spagnola

Palmiro Togliatti, politico e antifascita italiano, leader del PCI
Palmiro Togliatti, politico e antifascita italiano, leader del PCI — Fonte: ansa

Per vincere la Guerra Civile, entrambi gli schieramenti hanno bisogno di aiuti dall’estero. Francisco Franco prende contatti con la Germania nazista e l’Italia fascista, assicurandosi armi e assistenza per tutta la durata della guerra civile (1936-1939). I Repubblicani ricevono aiuti principalmente dall’Unione Sovietica, ma ci saranno anche volontari dalle Americhe (in particolare dal Messico) e da tutta Europa

In un certo senso, la Guerra Civile Spagnola stava evidenziando le enormi divisioni politiche che travagliavano tutta l’Europa: per chi combatteva con i Repubblicani, il nemico da fermare era il fascismo, per chi combatteva con i Nazionalisti, bisognava fermare ad ogni costo l’espansione bolscevica. La Francia e la Gran Bretagna iniziano ad opporsi all’invio di contingenti in Spagna nell’estate del 1936. temendo che la Guerra Civile potesse sfociare in una Seconda guerra mondiale. Presto otterranno il consenso di 27 nazioni, che principalmente per paura del comunismo si impegneranno ufficialmente a non intervenire nel conflitto, lasciando dunque campo libero all’Unione Sovietica.

I combattenti stranieri schierati con i Repubblicani, per un totale di circa 40.000 persone, daranno vita alle Brigate Internazionali. Gli italiani, circa 4.000 verranno inquadrati nel battaglione Garibaldi; altri personaggi importanti, come il comunista Palmiro Togliatti ed il socialista Pietro Nenni, svolgeranno un importante supporto politico e organizzativo. Nelle brigate internazionali militeranno anche una serie di importanti personalità della cultura europea come lo scrittore George Orwell (che racconterà le vicende del POUM in uno dei suoi libri migliori, il drammatico Omaggio alla Catalogna), ed il poeta Tristan Tzara.  

Con i nazionalisti si schierano contingenti, forze aeree e forze navali inviati dall’Italia fascista (circa 50.000 uomini) e dalla Germania nazista (circa 20.000 uomini). Gli aiuti arriveranno anche dal Portogallo (8.000 persone), dalla Romania e, in misura minore, da una serie di altri paesi

7La vittoria di Francisco Franco

Il Guernica di Picasso. Quadro che vuole ricordare la devastazione della città di Guernica nel 1937 durante la Guerra Civile spagnola.
Il Guernica di Picasso. Quadro che vuole ricordare la devastazione della città di Guernica nel 1937 durante la Guerra Civile spagnola. — Fonte: getty-images

Il 1937, a partire dalla conquista di Malaga a febbraio, sarà un anno decisivo. Grazie al supporto dei volontari nazisti della Luftwaffe e dell’aeronautica italiana, le forze Nazionaliste bombarderanno una serie di città in territorio repubblicano: anche grazie ad un impressionante quadro di Pablo Picasso, rimarrà celebre il bombardamento di Guernica (26 aprile del 1937), perché colpiva deliberatamente i civili. Francisco Franco riesce così a conquistare i territori baschi (aprile) e le Asturie (ottobre).

Tra il marzo e l’aprile del 1938, i franchisti lanciano una pesante offensiva in Aragona, spezzando di fatto i territori della Spagna Repubblicana. Con l’accordo di Monaco, in cui i ministri degli esteri di Gran Bretagna e Francia stringevano la mano ad Hitler e Mussolini, le forze repubblicane perdono definitivamente ogni speranza: era ormai chiaro che le potenze occidentali non si sarebbero schierate al loro fianco in un’alleanza antifascista. 

Alla fine del 1938 parte l’offensiva franchista in Catalogna, ed il 26 gennaio del ‘39 cade Barcellona, roccaforte principale della Spagna repubblicana. A febbraio il regime di Francisco Franco è ormai apertamente riconosciuto dalla Francia e dal Regno Unito. Madrid, ultima città repubblicana, si arrenderà a marzo dopo un’eroica resistenza di tre anni, ponendo fine, pochi mesi prima dello scoppio del secondo conflitto mondiale, alla guerra civile spagnola. 

8La dittatura franchista

Francisco Franco e Benito Mussolini
Francisco Franco e Benito Mussolini — Fonte: getty-images

All’indomani della vittoria di Francisco Franco, decine di migliaia di repubblicani spagnoli riusciranno a lasciare il paese. Il rimanente verrà giudicato da tribunali militari, che ne giustizieranno a migliaia. Coerentemente con le ideologie ultraconservatrici del caudillo, il regime Franchista proibisce i sindacati e persegue politiche economiche rigidamente autarchiche. La religione Cattolica diventa l’unica religione di stato e si tenta di cancellare le culture regionali in Catalogna e nei paesi Baschi proibendone le lingue ed i nomi. La Spagna franchista sarà uno stato privo di libertà politiche, dove un organizzato sistema di informatori clandestini sorveglierà i cittadini.

In politica estera, Franco non si schiererà apertamente con le potenze dell’Asse (Italia e Germania), nonostante l’approvazione delle loro ideologie totalitarie e gli aiuti ricevuti nel corso della guerra civile. Durante la Seconda guerra mondiale la Spagna resterà in gran parte neutrale, pur inviando 50.000 volontari sul fronte russo per combattere al fianco della Germania nazista. Il Caudillo avrebbe inoltre concesso ai sottomarini tedeschi di utilizzare i porti spagnoli come base sull’Atlantico.

Al termine della guerra, la Spagna vivrà una fase di isolamento diplomatico ed economico, che tuttavia si affievolirà man mano che le tensioni internazionali tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica sfoceranno nella Guerra Fredda. Nel 1953, la Spagna permette agli Stati Uniti di costruire tre basi aeree ed una base navale sul suolo spagnolo, in cambio di aiuti economici e militari.

Col passare degli anni, Francisco Franco si allontanerà progressivamente dalla vita politica, dedicandosi piuttosto alla caccia e alla pesca. Allo stesso tempo il rigido sistema di controllo sulla stampa e sulle idee politiche inizierà ad affievolirsi gradualmente, con il ritrorno degli scioperi e delle proteste, un cauto ritorno al mercato libero, l’aumento del turismo, ed il progressivo percorso del Marocco verso l’indipendenza (1956). Francisco Franco morirà di infarto il 20 novembre del 1975. Il giorno del suo funerale, molte braccia si tenderanno in saluti fascisti, ma la Spagna franchista era ormai sulla via della democratizzazione definitiva.

9La Spagna dopo Francisco Franco

L'incoronazione del re di Spagna Juan Carlos
L'incoronazione del re di Spagna Juan Carlos — Fonte: ansa

Nel 1947, Francisco Franco aveva deciso che quando sarebbe morto le sorti della Spagna sarebbero state affidate alla Monarchia. Già nel 1969 aveva deciso di affidare il governo al principe Juan Carlos, nipote dell’ultimo re di Spagna, Alfonso XIII. Juan Carlos aveva sempre supportato il regime franchista, ma appena salito al trono modificherà immediatamente la situazione politica della Spagna, legalizzando da subito i partiti politici.

Le prime elezioni nella Spagna post-franchista si sarebbero tenute nel giugno del 1977. Con l’eccezione di un tentativo di colpo di stato nel 1981 della durata di 18 ore, il Regno di Spagna è rimasto fino ai nostri giorni una monarchia costituzionale.