I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni

Don Abbondio e i Bravi

"Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi...": così inizia il romanzo storico di Alessandro Manzoni. Dopo la descrizione dei luoghi in cui è ambientato il romanzo, viene presentato Don Abbondio, il curato del paese che, come ogni sera, passeggia mentre legge il breviario. Il curato incontra due loschi figuri, i Bravi, che sono al comando di Don Rodrigo, il signorotto del paese, e gli intimano "Questo matrimonio non s'ha da fare, né domani, né mai", riferendosi al matrimonio tra Renzo e Lucia che il parroco doveva celebrare il giorno dopo. Il curato torna a casa e si confida con Perpetua, la sua domestica pettegola. E trascorre una notte agitata pensando a come rinviare le nozze. Don Abbondio non è una persona coraggiosa, vuole vivere tranquillo ed evitare gli scontri e, se non può farlo, preferisce mettersi dalla parte del più forte. In questo caso il più forte è Don Rodrigo. Così quando il giorno dopo Renzo si presenta da lui per gli ultimi accordi, gli dice che il matrimonio deve essere posticipato per delle complicazioni. E per farsi scudo con la sua autorità, gli parla in latino, "Error, conditio, votum, cognatio, crimen", sapendo che Renzo è analfabeta e non può capirlo. Alla fine però, sotto le minacce di Renzo, che ha intuito qualcosa dalle parole di Perpetua, Don Abbondio è costretto a raccontargli tutta la verità